Archivio di marzo 2006

Noi non bolliamo i bambini, ma…. E’ storia!

| 29 marzo 2006 | Un commento » | politicamente

Lucio Anneo Seneca, filosofo nella Roma imperiale del primo secolo dopo Cristo, uno che conobbe Nerone in quanto ne fu precettore, scriveva (e cito testualmente, un po’ come fa Berlusconi con il Libro nero del comunismo…):

…Siano eliminati dalla convivenza umana coloro che non possono che peggiorare quanto toccano, e smettano d’esser cattivi nel solo modo loro possibile; ma lo si faccia senza odio. Che motivo ho, infatti, di odiare un essere al quale giovo solo quando lo sottraggo a se stesso? Forse qualcuno odia le sue membra, quando se le fa amputare? Quello non è odio: è una cura tormentosa. Abbattiamo i cani rabbiosi, uccidiamo il bue selvaggio e riottoso, trafiggiamo con il ferro le bestie malate perché non infettino il gregge, soffochiamo i feti mostruosi, ed anche i nostri figli, se sono venuti alla luce minorati e anormali, li anneghiamo, ma non è ira, è ragionevolezza separare gli esseri inutili dai sani

Il testo è estratto (e viene fedelmente riportato) dall’opera De Ira, scritto intorno al 50 d.C.

Secondo la logica di Berlusconi, pertanto, noi non mangiamo i bambini, però tendiamo a soffocarli se deformi, o ad annegarli, e non per concimare campi, ma semplicemente per fornire adeguata giustificazione alla necessità di separare gli esseri umani inutili da quelli sani.

La beffa metalmeccanica

| 23 marzo 2006 | 2 commenti » | contestualmente


A gennaio, gran parte degli italiani che lavorano nel settore metalmeccanico, hanno gioito per il rinnovo, sudato come non mai, del contratto nazionale di lavoro.

Non stiamo parlando di cifre da capogiro: per un contratto scaduto da più di un anno, e l’inflazione reale (non quella di Berlusconi) che nel frattempo è schizzata alle stelle, 320€ di premio per chi lavora 40 ore settimanali (quando va bene) senza troppi benefit aggiuntivi… non commento ulteriormente.

Non solo. L’erogazione non è in un’unica soluzione, ma, visto che abbiamo tempo e finora non ne abbiamo perso, questa manna viene dilazionata in due comode rate.

Poi, però, c’è l’aumento del minimo salariale, quello si che ha il suo impatto.

Io, quando è scaduto il contratto metalmeccanico più di un anno fa, ho fatto il conto di quanto spendevo fra tasse e balzelli vari, la spesa per mangiare, la corrente elettrica per vederci di notte e leggere un libro, il telefono per dialogare con il resto del genere umano, il gas per riscaldarmi e cucinare, l’automobile per spostarmi… oggi con i 100€ lordi di aumento al mese ci copro a malapena il 60/70% degli aumenti di costo reali ottenuti nell’ultimo anno. In più, per non fare due pesi e due misure, dilazioniamo anche questo aumento, stavolta in tre comodissime rate.

Al di là dell’incidenza della cifra, credo che sarei già contento (e come me tanti metalmeccanici) se questi soldi li avessi visti!!!!

Non credo che siano una ristretta nicchia di poveri cristi: parlo di quelli che si sono visti assorbire l’aumento dal superminimo! La cifra, in effetti, è esigua, e con una media nazionale attestata sui 100/120€ di anticipo aumenti futuri (appunto, volgarmente detto superminimo), molte aziende italiane hanno usato questo aberrante meccanismo per eludere l’aumento del minimo (statuito con il rinnovo del CCNL) e lasciare perciò invariato il salario mensile del lavoratore.

Cari sindacati, stavolta potevate stare un pochino più attenti. Di questo passo, anche i prossimi due rinnovi finiranno inevitabilmente nel buco nero del superminimo.

CensurataMENTE

| 20 marzo 2006 | Un commento » | politicamente

Dopo il Berlusca che chiede a Della Valle di parlargli con riverenza e possibilmente dargli del lei….

Dopo il Cardinale Ruini che, parlando a nome della Chiesa dice testualmente: “La Chiesa non si vuole schierare”… però poi aggiunge: NO ai PACS, votate chi vi pare ma NO ai PACS…

Dopo aver sentito dire da Rumsfeld che non ci si può ritirare dall’Iraq, perchè i terroristi sono alle strette e stanno cedendo… roba che manco un 33 giri spaccato ripete le stessa cosa per tanto tempo senza essere gettato via…

Dopo aver assistito impotente alla censura del buon vecchio Rocco Tano Siffredi, che non dice una sola volgarità che sia una nella pubblicità delle patatine…

Dopo tutto ciò ho voluto vedere anche io dove mi trovavo, perchè onestamente in questa Italia qua c’è da avere qualche dubbio!

Elezioni 2006. Io sono qui. E tu dove sei?

Era meglio Strasburgo!

| 15 marzo 2006 | Commenti disabilitati | politicamente

No, non c’è niente da fare. A me proprio la comparsata di ieri sera non è piaciuta. Non ci vedo ne punti a favore dell’uno ne a favore dell’altro. Uno zero a zero politico che non può avere conseguenze di rilievo nelle indicazioni di voto della stragrande maggioranza degli indecisi italiani.

Questo è un punto: in Italia la gente ancora non sa chi votare, al di là di ogni sondaggio di gradimento, pilotato in modo più o meno esplicito dalla parte interessata, esiste una massa considerevole e compatta di gente che non riesce ad avere le idee chiare.

Il motivo è sicuro: non c’è campagna elettorale, ma ci sono solo tentativi goffi e maldestri: da una parte l’ingiusto elogio a cinque anni di malgoverno, lo sbandieramento di numeri che restano tali, la recriminazione su una condizione economico-socio-politica ereditata dai precedenti governi a dir poco disastrosa, dall’altra l’accanimento contro cinque anni di malgoverno, l’abbattimento dei numeri che restano tali e la rivendicazione di una verità storica di buon governo.

Ma i fatti? L’unica buona cosa (addirittura) che ho sentito ieri sera uscire dalla bocca dei contendenti è stato lo scontro sull’IRAP, salvo poi accorgersi che buona parte degli italiani non la subisce (in quanto di impresari non ce ne sono poi così tanti!) e quindi che una volta di più si stava parlando degli interessi di pochi contro le necessità dei molti…

E allora la mente ritorna con nostalgia alla seduta di Strasburgo in occasione dell’insediamento del semestre di presidenza di Mr.B e dei suoi sgherri (per chi non se la ricorda e ha 10 minuti di tempo, la trova qui…). Perchè già da li la massa di indecisi avrebbe dovuto capire con chi aveva a che fare e soprattutto a chi aveva dato in mano il Paese. Invece di fare confronti sterili e poco funzionali allo scopo, vorrei proprio vedere un dibattito di questo tipo. Dove a valere contro la ragione è l’irrazionalità e l’offesa, la prevaricazione sull’oggettività, la “culfaccite” contro l’onestà intellettuale.

Un’ultima domanda: ma Mimun, che cosa ci stava a fare?