Tags

Post simili

Condividi

La beffa metalmeccanica


A gennaio, gran parte degli italiani che lavorano nel settore metalmeccanico, hanno gioito per il rinnovo, sudato come non mai, del contratto nazionale di lavoro.

Non stiamo parlando di cifre da capogiro: per un contratto scaduto da più di un anno, e l’inflazione reale (non quella di Berlusconi) che nel frattempo è schizzata alle stelle, 320€ di premio per chi lavora 40 ore settimanali (quando va bene) senza troppi benefit aggiuntivi… non commento ulteriormente.

Non solo. L’erogazione non è in un’unica soluzione, ma, visto che abbiamo tempo e finora non ne abbiamo perso, questa manna viene dilazionata in due comode rate.

Poi, però, c’è l’aumento del minimo salariale, quello si che ha il suo impatto.

Io, quando è scaduto il contratto metalmeccanico più di un anno fa, ho fatto il conto di quanto spendevo fra tasse e balzelli vari, la spesa per mangiare, la corrente elettrica per vederci di notte e leggere un libro, il telefono per dialogare con il resto del genere umano, il gas per riscaldarmi e cucinare, l’automobile per spostarmi… oggi con i 100€ lordi di aumento al mese ci copro a malapena il 60/70% degli aumenti di costo reali ottenuti nell’ultimo anno. In più, per non fare due pesi e due misure, dilazioniamo anche questo aumento, stavolta in tre comodissime rate.

Al di là dell’incidenza della cifra, credo che sarei già contento (e come me tanti metalmeccanici) se questi soldi li avessi visti!!!!

Non credo che siano una ristretta nicchia di poveri cristi: parlo di quelli che si sono visti assorbire l’aumento dal superminimo! La cifra, in effetti, è esigua, e con una media nazionale attestata sui 100/120€ di anticipo aumenti futuri (appunto, volgarmente detto superminimo), molte aziende italiane hanno usato questo aberrante meccanismo per eludere l’aumento del minimo (statuito con il rinnovo del CCNL) e lasciare perciò invariato il salario mensile del lavoratore.

Cari sindacati, stavolta potevate stare un pochino più attenti. Di questo passo, anche i prossimi due rinnovi finiranno inevitabilmente nel buco nero del superminimo.