Lucio Anneo Seneca, filosofo nella Roma imperiale del primo secolo dopo Cristo, uno che conobbe Nerone in quanto ne fu precettore, scriveva (e cito testualmente, un po’ come fa Berlusconi con il Libro nero del comunismo…):
“…Siano eliminati dalla convivenza umana coloro che non possono che peggiorare quanto toccano, e smettano d’esser cattivi nel solo modo loro possibile; ma lo si faccia senza odio. Che motivo ho, infatti, di odiare un essere al quale giovo solo quando lo sottraggo a se stesso? Forse qualcuno odia le sue membra, quando se le fa amputare? Quello non è odio: è una cura tormentosa. Abbattiamo i cani rabbiosi, uccidiamo il bue selvaggio e riottoso, trafiggiamo con il ferro le bestie malate perché non infettino il gregge, soffochiamo i feti mostruosi, ed anche i nostri figli, se sono venuti alla luce minorati e anormali, li anneghiamo, ma non è ira, è ragionevolezza separare gli esseri inutili dai sani…”
Il testo è estratto (e viene fedelmente riportato) dall’opera De Ira, scritto intorno al 50 d.C.
Secondo la logica di Berlusconi, pertanto, noi non mangiamo i bambini, però tendiamo a soffocarli se deformi, o ad annegarli, e non per concimare campi, ma semplicemente per fornire adeguata giustificazione alla necessità di separare gli esseri umani inutili da quelli sani.




































Calderoli: “Non solo i cinesi mangiano i bambini, ma ne cuociono gli avanzi per concimare i campi, e poi rivendono le loro feci ai tahilandesi, i quali, coprofagi, mangiano bambini sotto altra forma resituiti dal retto cinese, retto per antonomasia comunista. Gli africani invece non mangiano i bambini. Non mangiano proprio”