Archivio di marzo 2006

Una guerra “Annunziata”

| 14 marzo 2006 | Un commento » | politicamente

Che il dibattito televisivo sia una forma mediatica di democrazia è tutto da stabilire. Quando non c’era, o era limitato a poche spartane apparizioni, tutto sommato, si stava meglio.

Il condizionamento della televisione e delle immagini che vi transitano fugacemente è senza dubbio superiore a quello di qualsiasi altro mezzo di comunicazione: soprattutto per chi si fa sopraffare dal flusso sconsiderato di informazioni che trapelano dal piccolo schermo.

La televisione andrebbe sempre guardata (poco) con occhio estremamente critico, con un orientamento estremamente distaccato: altrimenti si rischia di prendere per buone la marea di nefandezze, oscenità e menzogne che vengono sparpagliate ai quattro venti dai pochi che hanno il privilegio (?) di calcare i palcoscenici televisivi.

Mi chiedo: se l’intervistatrice avesse chinato il capo e fatto parlare ancora una volta l’intervistato lasciandogli manipolare ancora una volta la verità, quanti italiani non si sarebbero svegliati dal profondo coma massmediatico che hanno vissuto negli ultimi cinque anni? Purtroppo ho la vaga impressione che si è invece ottenuto l’effetto contrario: lui ne esce come la vittima colpita dalla falce prima e dal martello poi, e lei come l’aguzzina intollerante chiaramente sinistrorsa che vuole tappare la bocca all’avversario.

What a sadness.

E’ arrivato l’arrotino!

| 10 marzo 2006 | Commenti disabilitati | contestualmente


Indimenticabile.

Fino a qualche anno fa un’istituzione: l’istituzione della rottura di coglioni ufficiale, alle 8 di mattina della domenica, o di un qualunque giorno festivo messo sulla terra.

A bordo, principalmente, di una Fiat Uno rigorosamente bianca e opportunamente fatiscente e malridotta, con due altoparlanti immensi sul tettino che pronunciavano a gran voce queste parole

…fino a qui – a parte qualche maledizione tirata da mio padre svegliato dalle urla – tutto bene, se non che oggi, a distanza di più di quattro lustri da quei meravigliosi tempi, scopro con non poco stupore una cosa che in realtà è sempre stata chiara: tutti gli arrotini (o presunti tali) d’Italia usano la stessa cassetta! Forse sarebbe meglio dire usavano, giacchè oggi è ben difficile trovare persone disposte a (e soprattutto in grado di) togliere il fumo dalle cucine a gas(se) o fare l’ombrellaio.

Ma chi sarà mai stato l’autore della cassetta? Esiste una vera e propria associazione degli arrotini, che opera in tutta Italia e che probabilmente annovera fra i consociati anche il presunto speaker originale dell’opera, che a dirla tutta, in realtà, sarebbe costituita da un testo molto più lungo e articolato, che ogni arrotino seziona e ricostruisce a piacere.

In fin dei conti, però, chiediamoci chi è(ra) ’st’arrotino: l’unica speranza di avere sempre coltelli perfetti come una affilatissima katana? l’ultimo baluardo per una cucina a gas(se) sicura come poche? la chimera di offerte sempre strepitose e irrinunciabili?

No, probabilmente solo l’ennesimo, ultimo, scontato e maldestro rompicoglioni!

iPodzingher!

| 6 marzo 2006 | 3 commenti » | umoristicamente

Quanto costa un iPod Nano da 2GB?

204 €.

Da quanti elementi è composta una delegazione di prelati che si presenta al “Pope” con un presente per festeggiarne il compleanno?

Tanti, ma vogliamo essere buoni e diciamo 20.

E così, da qualche ora, grazie ad un drappello di una ventina di p(r)elati che si sono privati delle vecchie 20.000 Lire a cranio, anche PapaRatzingher ha il suo iPod Nano (ovviamente personalizzato), che credo sia giusto ed opportuno chiamare iPodzingher. Lo userà per ascoltare musica classica (ci hanno riempito i 2GB…) e per seguire i podcast di Radio Vaticana.

Me lo vedo, il Papa seduto sullo scranno, battere i piedini a ritmo di Tchaikovsky con il suo iPod nascosto dalla mozzetta di raso bianco che presiede alla Santa Messa in Cattedrale…

…ma va a lavùraaaaaaaaaaa

Ricette di buon governo.

| 4 marzo 2006 | Commenti disabilitati | politicamente


E’ di poche ore la notizia che il primo produttore di supporti ottici in Europa (per fatturato e importanza) abbia deciso di cessare le proprie attività in Italia: dati alla mano, torneranno a casa 250 dipendenti per un indotto complessivo di circa 500 unità.

Io non avrei certo avuto il coraggio di spiegare alle famiglie, colpite da questa disgrazia, che devono la loro cattiva sorte ad uno dei decreti più incredibili tra quelli emessi nella storia di tutte le legislature avvicendatesi fino ad oggi in Italia. Il decreto Urbani (68/2003), infatti, sancisce il concetto di tassazione per presunzione di reato, collegata al semplice acquisto di un supporto ottico e fondata, appunto, sull’idea che del supporto verrà fatto un uso illegale in termini di violazione del diritto d’autore. Ora il fatto è che la tassa sul reato presunto è ben superiore al prezzo del supporto all’ingrosso, determinando aumenti fino al 60%.

Gli italiani, da parte loro, hanno agito come era ovvio attendersi ad una simile provocazione: si compra lo stretto necessario e, quando possibile, si cerca di comprare all’estero. In Spagna, ad esempio, pare che ci sia un ottimo mercato. Favorendo la produzione estera e affaticando quella italiana.

Se non altro abbiamo trovato 500 dei 100.000 posti di lavoro persi l’anno passato…