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Codici e bavagli
Esce tra poche ore il “Codice Da Vinci“, un filmone americano che, come tutti i filmoni americani che si rispettino, può appartenere ad una o a entrambe delle seguenti categorie: a) esso è tratto da un best-seller (o più in genere da pubblicazioni cartacee, ad esempio fumetti, piccole collezioni, saggi…) che ha già venduto milioni di copie (e quindi assicura altrettanti milioni di spettatori in sala, nella speranza – presto irrimediabilmente vana – che la versione cinematografica rappresenti degnamente l’originale, cartaceo appunto); b) esso è infarcito alla nausea, in maniera quasi parossistica, di effetti speciali e amenità che lo rendono volutamente incredibile e sotto diversi aspetti poco plausibile.
I filmoni che hanno la (s)fortuna di appertenere ad entrambe le categorie, entrano di diritto nella storia del cinema con il nome di kolossal.
Ma questa è una considerazione personale sulla qualità del cinema americano… mentre, per il caso specifico del “Codice Da Vinci“, si sta verificano un fenomeno che ha il tipico retrogusto dell’assurdo.
Si narra di un avvocato napoletano che ha dato seguito alla denuncia dei vertici cattolico/fondamentalisti in merito ai contenuti del filmone chiedendone il sequestro su scala nazionale…
Pare che la diocesi di Pistoia, in antitesi alla proiezione del filmone, manderà (in contemporanea) sui suoi schermi il “Grande silenzio” di Groening (documentario sulla vita in un monastero)…
Fortuna che a Ribera (Agrigento) i gestori di una piccola saletta cinematografica hanno deciso di non aderire al “boicottaggio” suggerito dalla chiesa e proietteranno regolarmente il filmone…
Non c’è da stupirsi più di tanto: viene fuori il carattere delle vere radici cristiane, della vera Chiesa, che per decenni e secoli si è macchiata dei crimini più abominevoli ed efferati, ed oggi sbandiera dogmi di moralità ed etica da far rabbrividire… però a sostenere il “compelle intrare” era Sant’Agostino, se non erro, nel Vangelo! La forza serve, ahi se serve!
Tuttavia l’assurdità sta proprio nel fine. Perchè se onestamente si fossero schierati contro il romanzo, allora srebbe stato più concepibile! Ma perchè prendersela con il povero Ricky Cunningham (oopsss… al secolo Ron Howard) per il solo delitto di aver portato sul (grande) schermo un normalissimo romanzo?
Fino a prova contraria, oggi, in Italia, esiste ancora la libertà d’opinione.





L’ho visto…
Mi unirò alla campagna contro il film, non per motivazioni religiose, ma per un senso di pietà verso chi paga il biglietto.
Una noia innarrivabile, l’idea di leggere il libro è seconda solo all’idea di leggere la fallaci.
L’inutilià della discussione sul dogma religioso è assoluta!