Archivio di settembre 2006

Tutto ciò è stupendo…

| 27 settembre 2006 | Commenti disabilitati | televisivamente

…per chi non riesce a scaricarsi in streaming questo pezzo di storia della televisione, e comunque per chi preferisce la versione integrale senza censure…

Antefatto:
Sgarbi e la Mussolini nella giuria di Pupe e secchioni (o qualcosa del genere…); la Mussolini punzecchia ripetutamente Sgarbi (che, si sa, è uno che sa stare al gioco); poi comincia ad apostrofarlo con toni acuminati e si arroga il diritto di metterlo a tacere con una mano davanti alla bocca; non paga, e questo accade più volte, smanacciando davanti al volto di un infuriante Vittorio, provoca la caduta dei suoi occhiali.

Fatto:
Sgarbi: Comunque, lui è perfetto, lei lo ha fatto diventare un uomo…
Mussolini: …e te straparli…
Sgarbi: Ma chi cazzo sei tu? Capra! Oca! [tono di voce alterato]
Mussolini: Ma come ti permetti [smanacciando, spintonando]
Sgarbi: Ignorante! [si aggiusta con livore la capigliatura]
M: Tu straparli, cretino! [aggiusta i fogli smanacciati]
S: Ma vai a fare in culo, merda secca! [quasi rassegnante]
M: Ma tu straparli… ma che scherziamo? Ma questo è matto [incredula]
S: Merda secca, hai rotto il cazzo! Cretina.
M: E’ matto.
S: Mi hai rotto i coglioni: parla per te e non toccarmi!
M: E’ matto.
S: Vaffanculo.
M: Ma tu sei matto, veramente!
S: Mi hai rotto i coglioni.
M: Ma tu sei matto, veramente, ma questo, ma io…..
S: M’hai rotto pro…. pensa per te, ignorante… [poi ci ripensa] … e fascista!
M: Ma vaffanculo, stronzo! [e via a tirare oggetti] e ‘tte ne vai allora….
S: Che non sei fascista?
M: Mhcshdhfgshdn…. [dannati beep che coprono il meglio!]
S: Cretina di un pezzo di merda, FASCISTA!
M: Non ti permettere, non ti permettere, non ti permettere…
S: Fascista!
M: Tu sei matto. Ma è matto? Ma è matto?

[nel frattempo Sgarbi si prende a spinte e parole con la produzione, poi fa per riprendere il suo posto, giustappunto accanto alla Mussolini]

M: No… io non mi siedo qui! No no, mi dispiace, questo è pazzo. Se è matto io non ci sto, so’ cazzi suoi. Ma che è matto? No ma a me non me ne frega niente. Scusami, un conto era la cosa, un altro conto… è il gioco… un altro conto vaffanculo, eh… scusami, eh… che me ne frega a’mme… mi devo fa… me metto lla’, tiè! Non ci sto, io, ecco. In mezzo a Rampinelli, tiè. [si siede in mezzo a Rampinelli...?!?!?] No, la pace no, con uno stronzo non se fa la pace! Che c’entravo, scusami? Io non lo so! Che c’entra fascista, la cosa… ma proprio è drogato [perchè c'hanno messo il beep, su drogato?] ()()()()()()()()() boh!
S: No, lei ha menato me, cara! [riappare la voce, finalmente, censurato con chiusura del microfono!] Mi ha toccato [è vero, l'abbiamo visto], chiuso la bocca [è vero, l'abbiamo visto], spinto [è vero, l'abbiamo visto]… Non rompere i coglioni! [ma chi? boh!] Io parlo, non tocco, io parlo, lei è fascista e mi ha toccato, spinto e tolto gli occhiali [beh questo è vero, l'abbiamo visto :-D ] Io non ho toccato nessuno, io ho parlato. [un po' ad alta voce, però, dai...]

[continua la gag... dura un po'... frasi inutili... poi l'epilogo]

M:
Io voglio sapere che è successo… [ma lo dice lontano, Sgarbi nemmeno la sente...]
S: E io vi giudico meglio di tutti, brutta troia [credo, anzi spero, fosse una della direzione/produzione, che domani, oggi, lo querela, povero disgraziato :-) ]

[pubblico: booohhhh, fuori fuori fuori fuori]

M: Ammazza, e questo è l’assessore alla cultura (a Milano, n.d.r.)… tenetevelo!

Se non è stupendo tutto questo, ditemi cos’altro manca per fare un vero reality show!
Il concetto di “merda secca” rompe tutti gli schemi in merito ad appellativi ingiuriosi, il “fascista” in crescendo di tono è da chapeau. E poi dare del “drogato” a Sgarbi è quanto di più innovativo ci sia in questo piatto mondo televisivo. D’agostino non avrebbe saputo far di meglio, lui si era accontentato di qualche cc di minerale…

Ho deciso: da grande voglio fare la Panicucci (almeno certe cose le vedo in diretta).

Cornetto al catarro, 0.80€

| 22 settembre 2006 | 4 commenti » | umoristicamente

Stamattina, ore 8.55 circa (sono preciso, segno le ore con precisione!)

Non lo faccio spesso, ma qualche volta capita di fermarsi a comprare il cornetto al bar sotto all’ufficio. E’ più che altro una questione di necessaria socialità da manifestare nei confronti di chi quotidianamente ti circonda: quattro chiacchiere, due cazzate, un caffè, una brioche da trangugiare in fretta e furia. Ne consegue che, preclusa la possibilità di attingere al distributore automatico (vuoi perchè i cornetti sanno di plastica riconcettualizzata, vuoi perchè a volte non ci sono proprio, vuoi perchè costano oggettivamente un’eresia…), capita che mi premunisca del necessario acquistando l’alimento in altro luogo.

Tornando a stamattina, ore 8.55, Bar XXXXXXX (è necessario, vedrete, mantenere l’anonimato, altrimenti quei pochi che leggeranno questo post e si troveranno mai in Piazza IV Novembre, vomiteranno al solo ricordo) non proprio del tutto, ma comunque sufficientemente affollato (grazie a Mirco per lo strikeout, n.d.r.).

Rumori di fondo tipici del bar, la macchina del caffè che sbuffa, la gente che sbuffa, uno – a fondo bancone – che sbuffa, ma non normalmente, tecnicamente scatarra. E lo fa in modo smargiasso, noncurante degli altri esseri umani che lo circondano e che non possono che trarne nocumento.

L’apice viene toccato alle 8.57: dopo una serie infinita di colpi di tosse grassa (per darvi un’idea, mi veniva in mente Giuliano Ferrara ai tempi d’oro), parte la sequenza mortale: colpo di tosse, starnutino di preavviso, megastarnutouniversaleconrinculo e tanto di “mani a parare”, stavolta direi giustamente, per evitare di inondare il bancone attiguo con la sostanza viscida e schiumosa che chiaramente albergava tra le sue fauci.

A vederlo in televisione, penseresti che il seguito sia un film; invece è realta, vissuta in prima persona.

Il tale farfuglia qualche parola, scomposta, tra se e se (era da solo, chiaramente, chi può accompagnarsi ad un simile orco?) e poi l’illuminazione: prendere un cornetto dall’espositore a vista sopra il bancone. Così, a mani nude. Senza un fazzolettino che avrebbe potuto, anche se di molto poco, limare la colpa di cui si stava macchiando. Apre l’espositore, infila la mano grondante di muco, agguanta una brioche, la guarda (anche un po’ schifato, sembra) e farfuglia qualche altro vocabolo inenarrabile.

Il vuoto. Uno prendeva il caffè e si è spostato di qualche metro, rendendosi però perfettamente conto di quanto potesse essere stato fortunato nel prelevare il suo cornetto qualche minuto prima, ancorchè l’animale di cui sopra li imbrattasse tutti. Un paio di attempate signorotte entrate dopo di me chiaramente escono. Le seguo.

Stamattina ho comprato una veneziana da un’altra parte. Sperando che non ci fosse passato prima l’Uomo di Neanderthal.

Dei tombini e delle pene

| 19 settembre 2006 | Commenti disabilitati | contestualmente

Da domattina, altre settanta persone graveranno sulle mie spalle di contribuente onesto.

Cinquanta di questi contribuiranno, se non altro, a rendere più affidabile – se non esatto – il conteggio dei tombini sparsi per Palermo. In qualche caso effettueranno rilievi fotografici di elevato interesse artistico e culturale, contribuendo all’innalzamento della soglia di soddisfazione dei turisti che con grande interesse girano il capoluogo isolano alla ricerca dei pregiatissimi “chiusini” siculi.

Gli altri venti, fortunatamente, contribuiranno a far si che i precedenti cinquanta svolgano sempre con dedizione il difficile compito cui sono assegnati, vigilando con solerzia sull’operato dei tombinocontatoriumani.

Bene, benissimo, quest’Italia viaggia a gran velocità verso destinazioni mai raggiunte nell’universo dei paradossi e delle bestialità. A ritmo di posti statali (altresì denominabili “fancazzifici“) e privilegi per politici, parenti di politici, amici di politici, amici di parenti di politici, parenti di amici di politici, la lista prosegue.

Qualcuno dovrebbe proporlo all’attuale Governo: ci sono un sacco di onesti contribuenti che si sentono presi per i fondelli… assumiamo qualche extracomunitario per farne una bella conta!

Facce nuove? No vecchie.

| 16 settembre 2006 | Commenti disabilitati | contestualmente

Tronchetti Provera lascia Telecom, l’entità della buonuscita resterà segreto nazionale, un po’ come accaduto con Ustica. Nel frattempo uno degli uomini più ricchi d’Italia, rosicchia qualche posizione a quelli che gli stanno davanti.

Al suo posto arriva Guido Rossi, direttamente dai campi “sporchi” del pallone malato di mazzette e inciuci. La FIGC perde un pezzo prezioso, direi insostuibile. Il mondo del calcio (del quale ne sapeva meno di me), invece, forse non ne risentirà troppo.

Un po’ di storia.

Il dimissionario nasce nel ‘48, fonda una holding per commerci marittimi, poi passa in Pirelli, fino al ruolo di Presidente e Amministratore Delegato, dove fa la rivoluzione lasciando le gomme per i cavi elettrici, dopodichè vende a Cisco e ad America Corning, così grazie a Benetton e a settemila miliardi, mette le mani su Telecom. In sintesi, lavorava col pesce e con le petroliere, s’è buttato sugli pneumatici e sui cavi elettrici e poi ha deciso di comprarsi anche il telefonino: non s’è fatto mancare niente.

Quello nuovo, invece, laureato in economia, poi fa il docente di economia e diritto, poi presidente della CONSOB, consulente in Montedison e INPS, già che c’è fa il consulente legale per Mediobanca e sta nel CDA delle Generali, poi finisce in Telecom, quindi fa il senatore con il PCI, dopodichè finisce in AbnAmro, poi giustamente fa l’avvocato per Geronzi (Capitalia) scandali Cirio Parmalat, quindi, giustamente, finisce in FIGC (ma comunque è sempre docente di Filosofia); nel frattempo assegna uno scudetto fantasma all’Inter, per culminare infine con il ritorno in Telecom. In sintesi, gli piacevano i soldi, ha insegnato come funziona con i soldi, ha lavorato con i soldi, poi ha comprato il telefono, s’è avvicinato al calcio, e mo si fa pure il cellulare.

Gente nuova, gente fresca a ricoprire ruoli importanti e – soprattutto – esattamente corrispondenti alle proprie caratteristiche e preparazioni culturali. Gente che sa il fatto suo e stacca parcelle a sei zeri. E girano sempre loro.

Sapete di cosa ho timore? Che in FIGC ora c’è un posto vuoto, e che quel posto, ahimè, sarà occupato da una faccia vecchia.