Tronchetti Provera lascia Telecom, l’entità della buonuscita resterà segreto nazionale, un po’ come accaduto con Ustica. Nel frattempo uno degli uomini più ricchi d’Italia, rosicchia qualche posizione a quelli che gli stanno davanti.

Al suo posto arriva Guido Rossi, direttamente dai campi “sporchi” del pallone malato di mazzette e inciuci. La FIGC perde un pezzo prezioso, direi insostuibile. Il mondo del calcio (del quale ne sapeva meno di me), invece, forse non ne risentirà troppo.

Un po’ di storia.

Il dimissionario nasce nel ‘48, fonda una holding per commerci marittimi, poi passa in Pirelli, fino al ruolo di Presidente e Amministratore Delegato, dove fa la rivoluzione lasciando le gomme per i cavi elettrici, dopodichè vende a Cisco e ad America Corning, così grazie a Benetton e a settemila miliardi, mette le mani su Telecom. In sintesi, lavorava col pesce e con le petroliere, s’è buttato sugli pneumatici e sui cavi elettrici e poi ha deciso di comprarsi anche il telefonino: non s’è fatto mancare niente.

Quello nuovo, invece, laureato in economia, poi fa il docente di economia e diritto, poi presidente della CONSOB, consulente in Montedison e INPS, già che c’è fa il consulente legale per Mediobanca e sta nel CDA delle Generali, poi finisce in Telecom, quindi fa il senatore con il PCI, dopodichè finisce in AbnAmro, poi giustamente fa l’avvocato per Geronzi (Capitalia) scandali Cirio Parmalat, quindi, giustamente, finisce in FIGC (ma comunque è sempre docente di Filosofia); nel frattempo assegna uno scudetto fantasma all’Inter, per culminare infine con il ritorno in Telecom. In sintesi, gli piacevano i soldi, ha insegnato come funziona con i soldi, ha lavorato con i soldi, poi ha comprato il telefono, s’è avvicinato al calcio, e mo si fa pure il cellulare.

Gente nuova, gente fresca a ricoprire ruoli importanti e - soprattutto - esattamente corrispondenti alle proprie caratteristiche e preparazioni culturali. Gente che sa il fatto suo e stacca parcelle a sei zeri. E girano sempre loro.

Sapete di cosa ho timore? Che in FIGC ora c’è un posto vuoto, e che quel posto, ahimè, sarà occupato da una faccia vecchia.