Dai, bisognava davvero aspettare che il Garante bloccasse un servizio delle “Iene” per rendersi conto che il nostro Parlamento è lo specchio fedele della nostra società?

Uno su tre “pippa”, “sniffa”, “tira”, si spara mix colossali di coca, anfetamine, ecstacy, cannabis e poi se ne va tranquillamente alla Camera a votare la missione in Libano.

Quello che non capisco è cosa c’è di male… a me fanno la multa se, una mattina che faccio tardi al lavoro, mi permetto di “infrangere la legge” passando con il semaforo rosso in un punto dove non posso creare pericolo alcuno alla circolazione a strada semi-deserta in prima periferia, perchè dovrebbero in qualche modo condannare un deputato che sniffa? Cioè: è giusto che mi si faccia la multa per aver infranto la legge ed è giusto che non si condanni il deputato che sniffa per non aver infranto la legge; normale, regolare, logico, semplice, quasi elementare.

E’ ingenuo, lui, il deputato. Non capisce che è tutto uno scherzo, che è una trovata per alzare un po’ l’audience. E allora si appella alla privacy. E, cosa grave, il Garante gli da ragione.

Ho capito, la prossima multa che m’arriva mi appello alla privacy anch’io.