Archivio del 2008

Succederà…

| 30 dicembre 2008 | 10 commenti » | personalmente

Post: Succederà

Siamo di passaggio su questa terra. Ce lo dice la televisione ogni giorno, ce lo confermano quelli che cadono dai tetti delle case in costruzione, ce ne rendiamo conto quando guardiamo quello che accade intorno a noi. Masse scomposte di persone che si muovono, parlano, ridono, fanno, distruggono, lasciano il loro segno su questa terra e poi se ne vanno, facendo posto a nuove masse, a nuovi attori, a nuovi segni.

Allora perché fare un progetto, perché pensare a quello che fare domani quando già oggi è una scommessa? Perché non accontentarsi di vivere alla giornata, perché tenere quel completo intimo nel cassetto “per l’occasione speciale“, perché approvvigionarsi alimenti in contenitori chiamati frigoriferi, perché? Ogni giorno è un’occasione speciale, perché si è vivi, e ogni giorno possiamo decidere cosa mangiare, o non mangiare, o andare a pranzo da un amico, o diventare vegetariani.

E chi c’è intorno a noi? Conosco persone che hanno la presunzione di conoscere chi li circonda, quotidianamente o occasionalmente: basta un’occhiata, uno sguardo, una parola, ed ecco applicata l’etichetta. Simpatico, carina, disponibile, gretto, bastardo. Siamo davvero etichettabili? O siamo così multiformi da poter essere tutto ed il suo contrario contemporaneamente?

La verità è che a qualcosa dobbiamo appoggiarci, per vivere. Solo lo stolto, il super-uomo, crede di poter essere sufficiente a se stesso. E c’è chi si affida ai progetti, agli obiettivi, alle ambizioni, ai sogni. E c’è chi si affida alle persone, agli amici, al proprio compagno, alla propria famiglia. E c’è chi si affida alla speranza. E c’è chi ha bisogno di tutto questo insieme. E c’è chi invece pensa di poterne fare a meno, rimpiazzando tutto con temporanei succedanei della felicità. E c’è anche chi la felicità ce l’ha a portata di mano e se la lascia sfuggire. Questa è la vita.

Oggi ho ricevuto queste parole, pregne di un significato che magari sfuggirà ai più e che potranno sembrare fuori luogo, eppure chi le ha scritte sa cos’è la vera sofferenza, nella vita: i drammi che ti logorano al punto di scontartela con le persone ai cui prima ti appoggiavi, le catastrofi che ti spingono a pensare che nulla potrà mai consentire a quel progetto di realizzarsi, gli eventi che fanno miseramente crollare la tua inossidabile speranza.

Succederà che un giorno ti alzerai e avrai dormito 10 ore…
Andrai al matrimonio di un amico e penserai “che deficiente a crederci” e magari t’innamorerai di un’invitata…
Andrai al mare con tuo figlio e l’amore nei suoi occhi ti dirà che per lui sei sempre il suo papà adorato e sorriderai nell’aver pensato che potesse essere diversamente…
Sarà così.

(un’amica)

Io ci voglio credere, amica mia.
E quel giorno, sarai la prima a saperlo.

P.S.: Arriva il momento di staccare la spina, ogni tanto. Quei momenti in cui credi di dover necessariamente riflettere senza annebbiare la mente con mille pensieri concorrenti. Diciamo che è arrivato quel momento. Questo blog non chiude, ma si prende un periodo di riflessione sufficientemente lungo, dal quale – spero – si risveglierà un personaggio nuovo, più forte e pungente, un po’ come quando questo blog l’ho aperto e avevo mille speranze. D’altronde, aspettano il Clock scelte difficili per le quali è necessaria una piena concentrazione. E il Clock è vecchio: tante cose insieme non riesce a farle. Un abbraccio.

Il 2008 in un pensiero

| 21 dicembre 2008 | 20 commenti » | psicologicamente

Post: 2008

Non è affatto semplice descrivere con un solo pensiero quello che possono aver significato – per una persona – 365 giorni di un anno. Ho visto che ci hanno provato Julius e Napolux. Io userò qualche parola in più, anche se “Cazzo” mi pareva ugualmente appropriata!

E’ tutto da buttare, però dopo trentatrè anni posso dire di aver imparato un sacco di cose.

Ho imparato che sedersi sulla riva del fiume ed attendere il nemico passare è un’ottima strategia, ma quando passa, usare il bastone è meglio. Ne attendo ancora diversi…

Ho imparato che quando pensi di aver commesso l’errore più grande della tua vita, hai modo di ricrederti poco più tardi sperimentandone uno maggiore. Però una fine c’è, per tutti, fidatevi.

Ho imparato che anche nelle scelte più importanti della vita, quelle ragionate, quelle che avranno conseguenze per tutta l’esistenza, il fattore “sfiga” è sempre in agguato, e trovare chi si approfitta è un attimo.

Ho imparato che ad ogni errore c’è una soluzione, a volte dolorosa, ma in ogni caso esiste: tranne che alla morte. Che di per se è, tuttavia, una soluzione. (grattatevi pure)

Ho imparato che esistono amici buoni e buoni amici, differenza sottile ma non trascurabile. E che sono meglio i primi.

Ho imparato che non è mai tardi per ricominciare, anche da zero: motivo per cui l’inizio di un nuovo anno costituisce un ottimo punto di partenza. Compreso un po’ di culo, ’stavolta.

Mi piacerebbe leggere il pensiero di molti, di qualcuno in particolare, ma non avrei modo di citarlo qui. Perciò lascio questo piccolo esercizio cognitivo a chi vorrà cimentarsi in questa sintesi. Anche nei commenti, se volete.

Questo blog va in ferie, per qualche giorno. Non escludo fulminee apparizioni in concomitanza di eventi particolari, ma il Papa mi sembra ancora in buona salute. Peraltro non so ancora se il nuovo anno mi vedrà immediatamente migratore verso le calde terre Dominicane: nel caso ve lo farò sapere, così che potrete darmi qualche utile indicazione sui locali meglio frequentati.

Vi lascio alle tombole, ai sette e mezzo alla veneziana (dunque piuttosto intrigante), ai Mercanti in fiera, ai pandori e ai panettoni, alle fette di ananas, ai soliti festeggiamenti. Basta che facciate alla svelta.

Il vero coraggio

| 18 dicembre 2008 | 6 commenti » | contestualmente, velocemente

E’ quello di riuscire a scrivere, in una sola frase, una assurdità del genere:

Con Telefono Incluso puoi avere TelefonoCellulareDaVeroFigo a soli 119€1 se mantieni il tuo piano per 24 mesi o ridurre la durata a 12 mesi pagando solo 269€.

Come se oggi, solo 269€, fossero l’equivalente di un paio di caffè, una pizza e un giro sulla ruota panoramica. Sono povero, questo me lo dimostra appieno.

Non te lo devi mica comperare per forza, sosterrà il solito moralista. Ma infatti non me lo voglio comperare, solo che mi chiedo con quale coraggio si possa avvicinare la parola solo alla cifra 269€. Le mie solite, inutili, sgradevoli curiosità.

L’ultima buona azione dell’anno

| 14 dicembre 2008 | 10 commenti » | contestualmente

Dunque, Wordpress 2.7 è atterrato con successo anche su questo blog. In giro, al solito, le solite “diatribe”: non aggiornate subito che sarà bucato marcio, mi raccomando aggiornate subito che altrimenti vi bucano domani stesso… ora come ora, se mi bucassero il blog mi farebbero solo un favore. Si, perchè l’ho assicurato, contro le intrusioni. Mi costa poco: c’è un indiano che ogni sera si fa il giro di tutti i post e verifica se c’è della roba in coda su Akismet. Lo pago in rubli. Nella malaugurata ipotesi che riescano a penetrarmi nonostante questa guardia spietata, avrò il diritto allo ius primae noctis con la sua prossima moglie. Il fatto che abbia 75 anni non mi fa sperare in nulla di buono, ma sempre meglio che niente, direte voi.

Ho dismesso anche Criteo: non me vorranno i francesini, ma il loro widget era utile alle visite di questo blog come una quinta ruota alla Vespa. Sparisce anche MyBlogLog dopo le velenose osservazioni di Maxime: al suo posto un utilissimo cookie tracciante che memorizza nel mio DB tutti coloro che – prima di venirsi a deprimere qui – si son fatti un giro sulle piattaforme porno più in voga. Non preoccupatevi, la vostra privacy è al sicuro: io stesso vi contatterò per verificare reciprocamente quali video mancano alle nostre collezioni. Sto scherzando, al suo posto c’è Google Friend Connect, che comunque dovrebbe avere lo stesso scopo.

Oggi ho anche scoperto che Franco Trentalance è un attore pornografico: insomma, non che credessi che fosse un impiegato di banca, è che proprio ne ignoravo l’esistenza: questo mi ha fatto riflettere due cose importanti. La prima è che il panorama a luci rosse italiano mi è completamente sfuggito di mano, dal momento che pensavo che Rocco Siffredi fosse l’unico maschio ancora in attività. La seconda è che continuo ad invidiare chi fa un lavoro così gratificante: una volta invidiavo – appunto – gli impiegati di banca. Ma sai, i tempi passano, e piuttosto che manipolare soldi, credo sia meglio farsi manipolare, e – i soldi – farli.