Quando pensi che la televisione ti stia offrendo una visione competente e moderna delle cose, quando pensi che lo scatolotto catodico ti stia realmente proponendo un’informazione genuina e obiettiva, quando sei li che credi che il realismo ha ormai permeato ogni singolo bit di informazione fuoriuscente da quei 21″ di plastica-metallo-vetro, allora è il momento di riportarti alla dura realtà e ricordarti che c’è sempre Porta a Porta.

In studio si parla dell’omicidio Kercher. Già è strano che tra gli opinionisti in sala non ci sia Bruno, ma ci sono almeno due elementi che ne giustificano l’assenza: 1) non è mica Cogne; 2) c’è la Graziottin (non vorrei s’offendesse per il link, ma in questo blog non c’è niente di sessualmente trascendente, a parte l’autore dei post :-D).

Si parla di blog. E se ne parla così per parlare, credo. Ecco: si articolano alcune frasi, aggiungendovi (con criteri del tutto stocastici) i termini blog, Internet e sessualità, in modo da fornire all’utente una visione distorta e difficilmente comprensibile dell’argomento di cui si sta trattando (beh, bravo Clock, indubbiamente una visione lucida e coerente).

Sentiamo un pò cosa dice la Graziottin…

Oggi il blog personale è sempre più frequente, innanzitutto perchè oggi molti giovani, e anche meno giovani, esistono in quanto sono visibili su Internet.

Io proprio a questa cosa non c’avevo mai pensato: cioè, io esisto in quanto ho un blog. E questo spiega tutto, finalmente! Ecco perchè coloro i quali si trovano nelle vicinanze, sprovvisti di adeguato blog, a guardarli da vicino si nota chiaramente che sono gif animate; alcuni (i migliori, proprio) hanno upgradato a Adobe Flash, e la differenza si nota chiaramente: maggior fluidità nei movimenti, tutti belli vettoriali, peccato che per farli funzionare devi installare il plugin, altrimenti sono invisibili ai tuoi occhi. Credo che dovrò attendere l’illuminazione in sogno, questa notte, per poter acquisire appieno - e fare mio - il concetto significato dal passaggio “esistere in quanto visibile su Internet”. Ma continuiamo…

Internet è il loro mondo, la loro piazza, il loro paese, è il loro modo di connetersi col mondo anche se abitano nel paese più remoto, è il loro modo di esistere essendo visibili, e la visibilità oggi è un paradigma di valore più della qualità della persona.
Questo è molto importante.
E’ una tragedia.

Ritorna il concetto di Internet-essenza, che ancora è in piena digestione. Ora però siamo passati al paradigma: modello di riferimento, se la memoria non m’inganna. Quindi, detta per il popolo crasso, si sostiene che per il giovane (e, sfortuntamente, anche il meno giovane) è più importante essere visibili che avere qualità personali eccellenti. Cioè (tanto si parla di blog) si basa tutto sul ranking di BlogBabel (o similari), corretto? Dai, andiamo avanti…

Secondo: purtroppo, quello che attrae su Internet - come del resto su tutti i mezzi visivi - è la possibilità di una attrazione sessuale con un messaggio esplicito o implicito.

Fammi capire (ma sii convincente, ti prego, chiunque tu sia) qual’è il nesso tra un blog e “YouPorn” (quello esplicito) o “Buona Domenica” (quello implicito). Ok, non sei stato convincente, mi aspettavo qualcosa di più del semplice “ammicano!”. Però, c’è di meglio…

E d’altra parte questo, vediamo, crea la proliferazione di tutti questi siti di prostituzione “virtuale”, che inizia “virtuale” e poi può andare oltre, che possono essere anche autogestiti nel blog personale.

E santoddio… ora i concetti si fanno complessi! La prostituzione “virtuale” è davvero una roba pesante: essere “pappa” per la semplice colpa di scrivere su un blog, mi pare eccessivo. E poi, è chiaro a tutti - mi sembra - che un sito si possa anche autogestire in un blog personale, come del resto la terapia tapioca con tutto quello che gira è senz’altro antani: e non perchè l’ha detto Ciunni. Ed ora, vorrei avvertire i lettori che il contenuto seguente potrebbe non essere adatto ad un pubblico maturo, perciò consiglierei ai lettori di interrompere la lettura, per dedicarsi ad attività più consone alla loro posizione sociale:

Quindi purtroppo questo è un evento reale, è un evento - di nuovo - che è poco percepito dai genitori, e che ha prima una fase di iniziazione nell’accesso che i ragazzi hanno da casa a vari siti non protetti dai genitori, come dovrebbero in realtà fare, e successivamente - appena sono un pochino più svegli, o un pochino più istruiti da amici più preaparati sull’argomento - si fanno il blog personale e da questo si arriva poi ad una esposizione di se provocatoria, perchè in questo provocare si attrae il consenso oggi di un certo tipo di adolescenza che esiste in quanto ha un’identità negativa e non un identità positiva.

Non è che ho tralasciato qualche segno di interpunzione, è proprio tutta una frase. Forse è difficile capirne il senso ma io ce l’ho fatta, e cercherò di riportarlo ad una consistenza terrena. In pratica, genitori, siete una manica di scellerati: lasciare i vostri figli ore e ore ad andare sui siti porno, prima da soli e poi in compagnia degli amichetti più esperti (che addirittura acquistano dal Sexy Shop on-line con la Visa craccata il giorno prima). Non capite che il passo immediatamente successivo, per i vostri pargoli, sarà quello di aprrisi un blog? E con esso, la strada che li porterà ad avere un’identità negativa, e non positiva (quest’ultimo passaggio accontentatavi così, perchè meglio proprio non sapevo come spiegarlo!). Ed è solo colpa vostra, genitori, che non avete installato quel firewall software che v’avevo consigliato, eh… Ok, finiamo con il reprise post-Sollecito, che - vedrete - ci lascerà con l’amaro in bocca come il finale di una puntata di Lost…

Eh, però c’è un aspetto importante di “doppie vite”: noi oggi vediamo sempre più dei blog che hanno una parte, diciamo così, “mostrabile” ai genitori, e poi c’è tutta una doppia vita segreta che parte dal blog, e si esplicita poi - per esempio - in una sessualità che ha tutta una serie di connotati di promiscuità, di rischio, di prostituzione, di autodistruttività, sulla quale dobbiamo veramente riflettere: cioè, il blog è la punta dell’iceberg!

Capito? Di nuovo a rispiegare: i blog sono composti da un’area pubblica (in cui mostriamo, che so, di saper pettinare le bambole, di credere alle favole e di essere ingegneri chimici in partenza per lo SriLanka), e da un’area privata, accedibile solo con password (i famosi articoli con password di WordPress, ecco a cosa servono!), in cui depositiamo nefandezze e oscenità, che spesso illustrano scene di prostituzione, sado/maso, suicidi in diretta, e RealTV… la solita TV spazzatura, insomma.

Del resto, non sono ne psicologo, ne psichiatra, ne sufficientemente edotto da capire la differenza tra uno psicologo e uno psichiatra, ne interessato a sapere quale sia questa differenza. So che il mondo dipinto con queste poche (e sbagliate) parole, non è il mondo che vedo quotidianamente; so che le tragedie sono altre, e non un ragazzino di 16 che si fa il blog su Splinder (era per dirne una…); so che i connotati di promiscuità è più facile trovarli in TV a disposizione di tutti, che sulla rete (almeno li devi cercare…); so che l’unico modo per impedire a tuo figlio di trovare spazzatura in rete è non farlo andare in rete; so che tutto andrebbe meglio se ognuno si limitasse a fare il suo mestiere!

Ispirazione [Phonkmeister e tristanozero]