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Sette erano i Re di Roma

Girellare, no… qua e la, di blog in blog.

Poi ci sono quelli che leggi sempre, e che ultimamente che ti sei messo anche a lasciare commenti (impavido!), sanno che esisti. Piano piano. Che 25 lettori sul bruciatore del feed, ‘sto blog, manco quando era puntoblogspotpuntocom, ce li ha mai avuti. Comunque vi saluto, tutti, con affetto e immutata stima (anche se mi leggete, si!).

E poi non si può nemmeno sempre scrivere di cose serie. E quando mai? Che mica vorremmo far credere la fuori che siamo novelli IndriMontanelli del nuovo media?

Perciò, dicevo, girellando, mi trovo scritto a chiare lettere che gira questa SAC (St.Anthony’s Chain), che poi invece è un meme, nella quale ognuno scrive sette (dico sette) cose che difficilmente direbbe di se, se non sotto tortura. O nel suo micromondo a.k.a. personal weblog.

Come rinunciare a metterVi al corrente circa i miei sette inconfessabili segreti? Infatti non rinuncio, e qui, alla chetichella, Ve li snocciolo.

  1. Son babbo, di quei babbi così orgogliosi del figlio che “bello-come-te-nemmeno-quello-della-pubblicità-dei-pampers”; ma non è una questione di scarrafone e babbo suo, c’ho proprio un figlio bello (a dispetto delle ridotte doti estetiche del padre, meno male la madre!), almeno finora che è piccolino e incontaminato, diciamo. Tanto che lo chiam(iam)o Felippo Tomasso, ma su questo nick bisognerà che ne riparliamo più avanti che qui è troppo lunga.
  2. Sono un nerd, anche in questo caso senza mezze misure: compromessi se ne fanno, ma nella vita o la tecnologia ti entra in testa, o inevitabilmente ti entra in culo; tutte le localizzazioni intermedie son soluzioni spurie, e di colleghi con soluzioni spurie ne ho avuti e ne ho, e li riconosco, per Dio se li riconosco; ora penso che a me, la tecnologia, sia entrata, e violentemente!
  3. Sono dannatamente ostinato. Si, vabbè, abbiamo capito, ma ci devi dire i segreti!
  4. Amo le donne (da sposato, ben inteso), che non è un anacronismo: le donne son belle, certo non tutte, ma una volta delineato il confine tra l’orrido e l’umano, escluso l’orrido tutto quel che resta è bello; e poi nel bello c’è il bello e il superiore, e diciamo che nel superiore c’è il superiore e il divino. Piussù c’è la moglie (sfangata, vah…)! Che così sembra che ‘so uno alla basta-che-respira: in verità dovrebbe anche saper parlare, ma se proprio ci sono dei limiti oggettivi, siam disposti a passarci sopra!
  5. Ho bucato il monitor al collega. Recentemente. Che ancora sta un po’ sulle sue, dopo l’avvenimento; ad onor del vero, quasi mi sento di poter dire – in piena coscienza – di non aver aggravato con il dolo il misfatto; è capitato, in un modo assolutamente fortuito e involontario (vabbè, ‘mo non ti approfitare, però!), tuttavia lui c’ha ancora il monitor bucato, e la cosa mi fa star male, a volte non ci dormo. Potrai mai perdonarmi, Vince’?
  6. Scrivo cazzate nel mio blog e, quello che è il peggio, anche in altri. Oddio, in teoria non sono sempre cazzate, ma in pratica cerco di dissacrare sempre l’oggetto del contendere, e vedere sfaccettature ottimistiche su cose dove – oggettivamente – c’è solo il pessimo, il che sovente fa scadere il discorso nel grottesco. Qualche volta, lo ammetto, a sproposito.
  7. Non sono propriamente di centro, che anche questo non è un segreto, ma detta così lascia quell’alone di incertezza… che basta cliccare sulle categorie per farlo svanire.

Mah… mah… io avrei dell’altro. Come facciamo?

Niente, Clock, lascia perdere. Rischi di fare esercizio di stile.

Per stasera, accontentati così. Saluta tutti e ringrazia i 25 disperati.