Volevo fare una piccola riflessione sull’otto per mille. E partire dal presupposto che l’87% e passa degli Italiani lo devolve alla Chiesa cattolica.
Viviamo in un paese (teoricamente) libero, in cui ognuno è (teoricamente) libero di scegliere in coscienza cosa farsene dei propri soldi, tanto non sono già più suoi da un bel po’, quando mette la X sopra alla casellina della dichiarazione dei redditi: anzi, non li ha proprio mai visti, toccati, palpati, odorati, quei soldi. Erano già tassa prima di diventare inutili, perciò tanto vale buttarli.
Ora, questo gioco dell’otto per mille porta - nel già pingue forziere Vaticano - una cifra che si aggira intorno al miliardo di Euro, una cifra da capogiro di questi tempi, pari a un sedicesimo dell’ultima manovra finanziaria. Almeno servisse…
Scartabellando l’articolo 48 della Legge 222/1985, che reca le disposizioni in materia, si scopre che la somma ricevuta dalla Chiesa cattolica deve essere impiegata “per esigenze di culto della popolazione, sostentamento del clero, interventi caritativi a favore della collettività nazionale o di paesi del terzo mondo”.
Ecco: che la CEI indichi il programma del futuro governo del paese, ho cercato di collocarlo in una qualsiasi delle destinazioni dettate dall’articolo di legge, ma - nonostante la buona volontà profusa - non ci sono riuscito. Il che significa che la Chiesa non è obbligata (per contratto stipulato con lo Stato) a intrufolarsi e suggerire orientamenti e programmi politici, e quando lo fa è in totale autonomia d’intenti. E questa è già una prima importante conclusione.
Da questa riflessione ho però dedotto un sacco di corollari alla mia personalissima (e quindi opinabile) tesi che l’otto per mille è una assurdità:
- che il micro-balzello è valutato sull’IRPEF, quindi più paghiamo tasse noi e più ci guadagna la Chiesa, perciò - alla fine - avere un governo di cacca che ti alza le tasse può anche tornare utile a Bagnasco & Co;
- che il micro-balzello aumenta all’aumento del PIL, quindi più produciamo più la Chiesa ci guadagna, perciò - alla fine - avere un ottimo governo che fa crescere il paese può anche tornare utile a Bagnasco & Co;
- che il micro-balzello è studiato in modo che se non ti esprimi, e la maggioranza si esprime per destinarlo alla Chiesa, automaticamente anche tu lo destini - proporzionalmente - alla Chiesa (insomma, se a qualcuno ’sti soldi li devi dare, che se ne prenda di più chi ne ha già presi di più, dai…): anche conosciuto come algoritmo della democrazia dei più;
- che per i punti 1., 2. e 3. non è importante ne che tu ti esprima oppure no, ne che il prossimo sia un buon governo o un governo di cacca, perchè la Chiesa ci guadagnerà comunque;
- che in ogni caso, se il prossimo Consiglio dei Ministri (o, insomma, uno qualsiasi) farà una considerazione circa le modalità di svolgimento del Conclave, a Bagnasco & Co. non potrà che importare poco più di niente;
- che prima o poi dovran decidersi a fare ’sto partito e presentarsi alle Elezioni Politiche, così oltre all’otto-per-mille potranno contare anche sul rimborso elettorale.
Intanto io, domani, vado a lavorare un po’ di otto-per-mille, che ne hanno bisogno, ’sti ragazzi….
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guarda, io a mia madre impongo due opzioni, o lo devolve ad associazioni, vedi arci ecc o alla chiesa valdese, perchè in fin dei conti mi stanno simpatici, da me la chiesa cattolica non vede un centesimo nemmeno in quelle rare occasioni in qui mi trovo in chiesa, che quando passa l’offertorio, in maniera quasi blasfema il mio sguardo è: we bella, tira dritto che non ciò una lira, che gli spiccioli li ho già dati al senza tetto qui fuori che ne ha più bisogno di te, e così faccio. Preferisco darli al senzatetto anziano furri dalla chiesa che darli dentro…