
Tanti ne ho incontrati stamattina. E mi sono divertito un po’ a farli crogiolare nella loro demènza.
Perchè vedi, io capisco che uno può avere fretta, e trovarsi in una condizione in cui quello che hai davanti, in super/autostrada, ti infastidisce per il solo fatto di esistere, figuriamoci se occupa la tua corsia…
Però uno è uno, tredici - in un paio di cento chilometri - sono oggettivamente troppi. Una media da brivido.
Ma ora vorrei porti una domanda, a te che sei uno dei tredici: io ho la corsia di destra occupata da una fila di macchine/autotreni/veicoli che sto sorpassando, e lo faccio alla velocità limite consentita dalla legge, anzi, anche qualcosina di più. Quando ho iniziato la manovra non eri nemmeno nei miei più reconditi pensieri, non c’eri, probabilmente non eri nemmeno in Italia, anche se siamo ad Ascoli… Tu cominci a farmi i fari che tra me e te entra (con buon margine) il Titanic nella sua interezza, scialuppe e iceberg compresi. E mi arrivi così sotto che distinguo chiaramente la fragranza dell’Arbre Magique che usi (o era la puzza dei tuoi piedi?). Ora ti voglio chiedere cosa dovrei fare.
Non posso scomparire di botto, rientrare a destra nel bel mezzo della coda speronando quello davanti e facendo schiantare quello dietro, volatilizzarmi, appiattirmi, andare su due ruote, no: tutte queste cose non posso farle.
E no: non posso nemmeno accelerare per raggiungere la tua velocità curvatura, perché io sono uno di quelli che gli fanno la multa a 55Kmh dove il limite è 50Kmh (tolta pure la tolleranza di legge). Nascosti. Dietro all’insegna di intimissimi. Con la maschera di Irina. Capito?
Allora mi prendo gioco di te, tanto al limite cosa vuoi farmi? Tamponarmi? Magari! Quindi, io rallenterò in modo direttamente proporzionale alla distanza che ci divide da quando cominci inutilmente a sfanalare a quando ti trovi appiccicato al mio preziosissimo culo (d’auto, si intende). Beh, stamattina c’ho dovuto fare tredici volte, l’ultimo della brigata doveva essere uno di quei geni che si porta altri geni in macchina per non sentirsi solo: mentre mi sorpassava (che poi alla fine, per bontà d’animo, sono rientrato) i passeggeri - e pure lui - m’hanno guardato con una faccia da beoti che manco Giurato in stato di grazia avrebbe potuto far di meglio.
Tempo fa lessi di qualcuno attuava la pratica dell’inchiodata in extremis: mi sento di riprovare tale procedura, che mette a repentaglio la sicurezza stradale. La mia tecnica, invece, pur non essendo roadly-correct, capisco, ha il solo difetto di far tremendamente incazzare il deficiente che arriva dietro ad abbaglianti lampeggianti.
Andate e diffondetela, ora.




































Gli automobilisti improvvisati escono dalle fottute pareti!