Ho scelto questo termine - obnubilazione - per dire la mia sulla ricorrenza del 25 Aprile, giorno dedicato al ricordo della liberazione dal nazifascismo del nostro amato italico stivale.
E l’ho scelto perché rappresenta con esattezza il concetto che vorrei far passare. Confusione mi andava stretto, mistificazione mi sembrava poco efficace: violentiamo troppo la nostra lingua, usando spesso e in malo modo termini con accezioni diverse dal loro reale significato, è il caso - ogni tanto - di rendergli giustizia.
L’ho scelto perché, con tutto il rispetto che posso avere per Beppe Grillo, non condivido - e mi indispone, in un certo senso - la scelta del 25 Aprile 2008 come giornata per il V2.
Purtroppo conosco tante persone che ignorano l’importanza di quel giorno, senza memoria storica, senza conoscenza storica: ne ignorano persino la natura, e sono persone della mia età, sovente, coscienze facilmente obnubilabili, dotate di percezione, capacità di di giudizio e di reazione fortemente indeboliti.
Capisco la scelta di coinvolgimento emotivo che si vuole rappresentare, tuttavia, in assoluta serenità, sarebbe necessario non confondere le due cose: perchè la Resistenza non ha nulla a che fare con il movimento, condivisibile o meno - ma peraltro rispettabilissimo -, di Grillo e dei suoi “seguaci”. Non vorremmo, spero, confondere il fascismo e il nazismo che hanno messo in ginocchio - devastandola - l’Europa del ‘900, con l’antagonista attuale del movimento di Grillo, vero? E’ una classe politica da ricambiare, siamo d’accordo, ma - almeno così sembra - non produce vittime e non semina terrore. Avrebbe un non so che di ridicolo e surreale.
Che io, poi, non voglio vedere la gente andare in giro a pensare che il 25 aprile si festeggia l’anniversario del V-day. No.
Con questo articolo, partecipo con grande soddisfazione all’iniziativa Radici Resistenti, nella speranza di riuscire nel duplice intento di sensibilizzare l’opinione (di chi, tapino, passa da queste parti…) senza prevaricazione, e di invitare anche altri conoscenti articolisti della rete (che saltuariamente si fanno due passi da queste parti, lo so, vi conosco!) a dire la loro sulla questione. Io, ad esempio, ho preso spunto da qui! Edit: per poi accorgermi che ce ne sono altri che la pensano come me!
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Vesto i panni del dietrologo. E’ noto a molti - ma non a tutti - che dietro Beppe Grillo ci siano le elucubrazioni di tal Gianroberto Casaleggio, della Casaleggio Associati, società nata per «sviluppare in Italia una cultura della Rete attraverso studi originali, consulenza strategica, articoli, libri, newsletter, seminari e con la creazione di gruppi di pensiero e di orientamento». A parte che a me i “gruppi di pensiero e di orientamento” mi fanno venire i brividi e mi paiono una roba uscita dalla testa di Orwell, è da considerare che lo schivo Casaleggio parrebbe avere, sotto sotto, simpatie destrorse (ma destrorse destrorse, dicono). Chissà mai che l’annacquamento del 25 aprile non sia una strategia ben confezionata da parte di un “gruppo di orientamento” che vuole orientarci a scordare la Liberazione dai nazi-fascisti?