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Schede elettorali, cpr. 2008mg
Del Porcellum, mi sembra, si è detto abbastanza.
La legge elettorale che ci condurrà alle prossime elezioni è una delle peggiori che l’Italia abbia mai avuto, lo sa anche Calderoli e – peraltro – non ha mai avuto difficoltà ad ammeterlo pubblicamente. Il fatto è che tutti si lamentano (anche quelli che non si lamentano), ma poi nessuno – alla resa dei conti – ha fatto un bel nulla per cambiarla, anche quando (maggioranza alla mano) avrebbe tecnicamente avuto la possibilità di mettervi mano.
Ma a margine del giocattolo elettorale, si sta consumando in questi giorni un’altra epica battaglia sulla validità delle schede elettorali che dovremo andare a compilare nell’apposita cabina di voto istituita presso i seggi di competenza. E se il dibattito sul sistema elettorale poteva avere un senso, questo sulle schede ha ben definiti i lineamenti del paradosso!
Le disposizioni riguardanti le modalità di disegno delle schede elettorali, infatti, sono contenute nel Decreto Legge 75 dell’8/3/2006 (poi convertito in Legge 20/3/2006, numero 121), a firma dell’allora ministro dell’Interno Beppe Pisanu e – ovviamente – del Cav. Berlusconi.
L’indicazione, infine, è chiara: non possono esserci più di cinque righe di simboli (cosa che di fatto rende impossibile collocare ogni “coalizione” in una riga, sono ben più di cinque!), e una coalizione può detenere una riga tutta per se solo nel caso in cui sia composta da un minimo di cinque simboli. Pare che il numero cinque abbia guidato spiritualmente gli ideatori del dispositivo!
Non riesco a ravvisare, nella configurazione data alle schede (obtorto collo, a mio avviso) dal Viminale, qualcosa che possa andare in contraddizione con le raccomandazioni di legge. E’ evidente che le disposizioni erano perfettamente registrate sulle coalizioni di due anni fa, risultando vagamente fuorvianti in questa edizione: ma di una legge, quale essa sia, bisogna saper apprezzare gli onori e accettare gli onèri! Per chi non l’avesse vista, la scheda è questa:

Se ne deduce che, alla carenza di argomentazioni valide per una sana e corretta diatriba, l’attuale classe politica sopperisce con teatrini di dubbio gusto su argomenti definitivamente inutili per le reali sorti del nostro paese, quali la disposizione di sedici simboli in cinque file, senza ripetizione, con spazi alternati in modo casuale, e livello entropico risultante ridotto: all’Università, esame di statistica, facevo esercitazioni più interessanti, ricordo.
Diceva un Berlinguer primi anni 80, che “…i partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela…“; caro Enrico, da allora ad oggi non è cambiato molto: di diverso c’è che oggi girano con l’iPhone.





quando tutti si lamentano, generalmente va tutto bene
ecco, tu hai trovato la maniera di esprimere il concetto educatamente, io non sono riuscito a farlo altrettanto..
Ribadisco anche qui che lor signori hanno poco da lamentarsi, se siam finiti così è colpa loro, quindi adesso sarebbe il caso che si lamentino poco e che marcino diritto.
@Fulvia:
@paz83: massì, io c’ho provato (con educazione), poi quando mi stancherò del politically correct, si andrà verso l’ignoranza, quella seria!
Io, sinceramente, non ho ancora capito bene dove stia il problema…
Non è sufficiente mettere un’innocente nonchè inutile croce sul simbolo del partito che crediamo di preferire?
Dove sta la confusione?
Dove sta la polemica?
Cioè… se io volessi votare, preso da conati e convulsioni, forza nuova, non è sufficiente mettere una croce sul suo simbolo?
Unico possibile dubbio potrebbe essere sui partiti con due simboli (PD e PDL), ma è sufficiente dare il voto a uno sei due simboli della coalizione per dare il voto alla coalizione stessa e al pirla candidato…
Perciò? Dov’è il busillis?
Sono io che sono scemo?
Mha!
DMC
@DMC: Infatti non c’è busillis. L’unica cosa che si potrebbe fare ora è – al limite – ristampare le schede con la croce già fatta sopra al PdL…
Un post che condivido totalmente, a partire dal giudizio sulla incredibile gazzarra apertasi sulle schede eletterolai, che sono state semplicemente un applicazione di una legge da tutti definita porcata ma da nessuno, cambiata.
Il povero berlinguer si rivolta nella tomba, poco ma sicuro.
E quanto ci manca!
Un sorriso al volo (ma non c’è molto da ridere, in effetti…)
Mister X di Comicomix
“Una legge da tutti definita una porcata ma da nessuno cambiata”.
Il punto centrale della questione è proprio questo. NESSUNO l’ha voluta cambiare, pur sapendo che è un disastro che rischia di rendere il paese ancora una volta ingovernabile.
La domanda che ne consegue è..perchè?
Su Berlinguer… posso fare come gli struzzi e non fare raffronti fra lui e questi qua? Fa troppo male.
@Comicomix: Sorriso ricambiato, in questo mondo di tristezze fa sempre piacere!
@Audrey: Le cose sono due, ovvero o qualcuno è convinto che vincerà queste elezioni con una maggioranza talmente larga da potersi permettere di governare in santa pace per un lustro, oppure tutti sono convinti che è comunque una transizione imprescindibile verso la quarta repubblica (chi vivrà vedrà); nel primo caso, è sempre bene guardarsi dalle serpi in seno, le più subdole, che è molto difficile tenere incollati il diavolo e l’acqua santa; nel secondo caso, diventerà porcellum anche il seguito del porcellum, ovvero un governellum popolato di microcosmi coalizzati che dureranno il tempo di una flatulenza; di certo c’è che prima o poi se ne dovrà uscire. Accontentiamoci.
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