
Sicchè, alla fine, la Sinistra ha tirato le cuoia.
Come in ogni buona democrazia dell’alternanza, la classe politica dirigente degli ultimi anni di governo - non riscuotendo il sufficiente plebiscito popolare - è stata cordialmente invitata a sgomberare il campo, lasciando spazio a forze di rinnovamento che, almeno sulla carta, promettono di fare di questo Paese Grande, un Grande Paese.
C’è da interrogarsi, quantomeno, sulle evidenze catastrofiche di un simile tracollo.
Una volta pensavo che gli operai votassero tutti comunista, e probabilmente per il tempo non sbagliavo: oggi i numeri mi dicono, con una certa solennità, che questo possibile connubio è di fatto disatteso, con buona pace del comunista e - specialmente - dell’operaio.
“Vabbè”, mi son detto, “son certe figure che non attraggono più la classe operaia…”, che hanno il sapore di sessantottismi rimasticati e demodè, roba da cartoline ingiallite… vuoi vedere che taluni che non gradiscono l’erre moscia si siano spostati verso una sinistra più socialdemocratica? Macchè…
Tra due giorni se ne parlerà di meno, perchè si sa, in Italia il politico è comunque immune alle sconfitte, e quand’anche la disfatta dovesse essere completa, questo sarà ancora li il giorno successivo a paventare brogli, questionare su accordi mal riusciti o non voluti, e dare la sua personalissima ricetta per la rinascita; c’è da ammirare, se non altro, la posizione auto-critica di quelli che capiscono di aver raggiunto la fine di un percorso, e si defilano per consentire un’agevole ripartenza.
Voglio essere critico anch’io, con la sinistra che ha fallito, perchè nella battaglia ci sta di perdere qualche unità: ma qui ha indubbiamente subito lo smacco di una disfatta senza precedenti. E di sicuro c’è che gli Italiani hanno spostato - in maniera consistente - il proprio orientamento, per una serie di motivazioni che evidentemente sfuggono a questa parte politica.
E quel limbo di qualche manciata percentuale di voti che copre, ad ogni buon conto, poco più di un milione di italiani, domani non avrà un esponente in Parlamento, espressione delle sue criticità e portavoce dei suoi esposti.
Per quel poco che possa contare.
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Anche secondo la legge di Murphy al peggio non c’è mai fine.
Tutto ciò è molto grave.
E noi che ci siamo lamentati fino ad ora…
Aspettiamo il futuro.
Ogni popolo ha il governo che si merita.
DMC