Archivio di maggio 2008

Vi dichiaro reddito e detrazione

| 29 maggio 2008 | 16 commenti » | psicologicamente

Ah, che bella. Una sana fila al Centro Assistenza Fiscale per la compilazione del 730 è un’esperienza che una persona non dovrebbe mai farsi mancare, in vita!

Però suggerisco ai titolari di quello a cui mi rivolgo io, di porre in essere le seguenti regolette di buona creanza: poche, semplici, ma fondamentali.

  1. dotare il locale di un climatizzatore: che aspettare in fila con una mandria di capre sudanti che stanno in continuazione a sollevare le braccia manco glielo abbia ordinato il dottore, non da gusto;
  2. hanno inventato un attrezzo chiamato “elimina-code“, per evitare che il simpatico di turno ignori bellamente la fila e si presenti come l’amico del ragioniere, salvo poi venir ricoperto di insulti e sputi che la lapidazione al confronto è una passeggiata: evitatelo, acquistatene uno;
  3. vogliate considerare l’idea di non consentire all’anziano pensionato di ingolfare la coda del giovedì pomeriggio quando lui – che oggettivamente ha molto meno da fare di me, impiegato – potrebbe tranquillamente presentarsi il venerdì mattina: che poi la gente il venerdì mattina non è incline a sputare, si sa;
  4. apporre un foglietto con riportati in chiaro i prezzi del servizio: a voi non costa nulla, a me evita un arresto cardiaco alla presentazione del conto;
  5. spostare quella cazzo di fotocopiatrice dal corridoio, o almeno silenziarla, che stasera mi sento profondamente audioleso;
  6. gli orari, vanno rispettati: se aprite alle 14,30 e ai 45 c’è solo gente in fila, tre bossoli in busta gialla è il minimo che potete attendervi.

Si: lo so che sono una sega, e che non mi sta mai bene niente. Embeh?

Consigli meteo

| 27 maggio 2008 | 29 commenti » | velocemente

Qui è arrivato un caldo da fare impressione, e io mi sono adeguato.
Poi sono arrivati i colleghi in maniche corte, e io mi sono adeguato.
Ora, fuori è pieno di gonne corte.
Lo dico alle donne: bisogna adeguarsi.

Aggiornamenti:
Che poi, vi volevo dire… sono stato appena insignito (a parimerito con Andrea Beggi, voglio dire, mica uno qualsiasi, diamine!) del titolo SexyBlogger 2008, il cui banner…

Sexy Blogger 2008

…va a fare il paio con quello di Blogger Virile conquistato sul campo, e che campo!
Cioè, a una personcina di questo calibro (ehm…), non vorrete mica negare le vostre grazie, madamigelle? Ohibò! Un caro saluto ad Http500, autore di questi prestigiosi contest, da veri uomini duri. Ok, basta.

Blogger in attesa di giudizio

| 23 maggio 2008 | 15 commenti » | personalmente

Post: Carcere

C’era una fila di gente, dal Giudice di Pace. Che poi vorrei vedere se istituissero il Giudice di Guerra, cosa sarebbe fuori da quell’ufficio.

E comunque erano quasi tutti ad imprecare per le multe ai semafori, quei maledetti semafori-trappola che ti derubricano 5 punti dalla patente e un discreto gruzzoletto dal portamonete: ditemi se non è assurdo tenere bloccato un giudice con decine di persone in fila a farsi annullare multe in modo sistematico…

Comunque, io invece ero li per deporre su una cosa avvenuta 6 anni fa, o giù di li.

Così ho pensato che 6 anni fa non avevo ancora il blog, o twitter: almeno avrei potuto ricercare li i frammenti ormai inequivocabilmente smarriti all’interno della mia (residua) materia grigia.

Clockwise75 si reca a commettere un reato infamante e lo scrive a futura memoria
about 6 years ago from web
wolly @Clockwise75 ti serve un avvocato?
about 6 years ago from web
Diavolo* si propone come avvocato per @Clockwise75
about 6 years ago from web
Clockwise75 @Diavolo ma non doveva essere il contrario?!?
about 6 years ago from web
Clockwise75 ha commesso il reato, ma grazie a dio e al @Diavolo resterà impunito! ;-)
about 6 years ago from web

P.S.: Ricordatevi che non mi piacciono le arance, preferisco i mandarini. Grazie.

(*) Diavolo, quello vero, su twitter, è un peruviano, lasciate perdere.

Giustizia è fatta?

| 22 maggio 2008 | 12 commenti » | contestualmente

Quando in mezzo ad una storia di cronaca c’è una creatura, è sempre difficile risultare oggettivi, nella valutazione. E questo vale per la massa, per il popolo, per la gente comune: entrano in gioco una serie di fattori emotivi, sensazioni, coinvolgimenti che portano ad interpretare certe questioni sotto punti di vista estremamente soggettivi. Quindi non credo di essere la persona giusta per esprimere un giudizio sereno sugli esiti definitivi (?) della vicenda Cogne.

Quello che mi preoccupa è il concetto di giustizia che ne emerge, invece. Una giustizia lenta, impacciata, logorroica, viziata da continui capovolgimenti di fronte e probabilmente inficiata da numerosi errori di valutazione, mancanze, menzogne. Che quello, il concetto di giustizia, non ne esce bene, da questa faccenda.

L’attenzione morbosa riservata al caso, d’altronde, non poteva portare ad un finale diverso: i salotti serali della televisione ci hanno bombardato con le loro indagini parallele, con l’opinione dell’esperto di turno, con il susseguirsi di ricostruzioni al limite del credibile e – chi più e chi meno – puntando il dito contro il colpevole di turno. Indegno. Così tutti si sono sentiti in diritto di dire la loro, di proporre la teoria alternativa, di esprimere giudizi, di dare suggerimenti. Utilissimi per mettere confusione, suppongo, ma decisamente inutili per arrivare ad una conclusione seria e per apportare elementi qualitativi all’indagine.

Si è innocenti fino a prova contraria, ma la prova contraria definitiva non sembra mai aver fatto capolino. Senza per questo mettere in dubbio le decisioni, o difendere ora chi è stato condannato in via definitiva, ma probabilmente solo in modo parziale. Perché è vero che se dopo tutti i gradi di giudizio la condanna è stata confermata, è innegabile che in assenza di una prova schiacciante rimarrà almeno il dubbio che forse si è lasciato qualcosa di intentato. In fin dei conti, comunque, chi altri poteva essere stato?

Del resto, sono pronto a scommettere che tra qualche mese ci sarà un nuovo caso Garlasco, a riempire i palinsesti delle reti televisive, ad occupare opinionisti di alto rango e riempire le tasche di ennesimi consulenti con voce in capitolo per determinare, da una parte, la totale colpevolezza di questo o quello, e dall’altra, a smentire – nella più completa delle forme – le teorie dei primi.

E’ accettabile, in uno stato di diritto, dover attendere anni per avere un risultato parziale? Non essere in grado, nella stragrande maggioranza dei casi, di determinare con esattezza cosa sia accaduto con fatti circostanziati e prove inoppugnabili della colpevolezza di una persona?

Lasciamo i nostri cari nei loro loculi senza concedere loro la giustizia (o almeno l’onore) di colpire con certezza chi ce li ha messi, e lo facciamo da troppo tempo, con il rischio di continuare a farlo a lungo.

A me, questo, sembra davvero inaccettabile.