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Regionale 2484
Avevo sentito parlare di connessioni via GSM su un treno, da un amico. Roba da farti accapponare la pelle. Tu a twittare li come un ragazzino col primo Nintendo, e la gente intorno a guardare mentre ti sbellichi per l’ultimo diretto di AutomaticBS. Si, davvero una figata. Per non parlare della presenza di un nuovo item nel feedreader, presto segnalata dal persecutorio numerino sulla tab di Netvibes, quello – per intenderci – che non fai a tempo a riportarlo a 0, che lui – testa di cazzo – sta già di nuovo a 69…
Dicevo: ne avevo sentito parlare, ma dovevo pensarci che era una leggenda. Qualcosa di mitologico, messo li a farti credere che in un mondo ideale potremmo essere tutti tecnodotati, mentre nel mondo reale siamo irrimediabilmente tecnolesi, indipendentemente. Che un GSM tra Roma e Orte perderà il segnale almeno centosettantatrè volte, e alla centosettantaquattresima non hai più santi da invocare (anche se tecnicamente ce ne sono 365, molti di questi sono obiettivamente intoccabili). Allora cominceresti dalle madonne: ma per quanto la tua fantasia possa essere fervida, più di una non riesci a scaricarne.
Troppe gallerie e gente dal fiato pesante, alle 18 e 43 di un venerdì sera da Regionale 2484, con la pressione interna alle carrozze che oscilla più del pendolo di un cucù, e come ti giri giri ci son solo facce da funerale. Essù, figliuoli, che la vita è bella. Anche dentro questo Regionale 2484, alla fine, è sempre possibile trovare elementi di giubilo.
Ok, giubilo è esagerato, ma almeno contentezza, serenità, allegria. Alla fine è un venerdì, quello di cui stiamo parlando. La metà di noi (voi) domani non lavorerà. Dell’altra meta, un buon 70% sarà addirittura al mare; dei restanti qualcuno si farà esplodere in segno di antagonismo; qualche altro si incazzerà perchè l’Inter ha perso uno scudetto (tsè, uno)… e poi c’è sempre un pirla che dovrà lavorare, che questo mondo qualcuno lo dovrà pur mandare avanti. Perchè non uno del Regionale 2484?
Insomma mi trovo a scrivere sul Notepad, che è già una grande conquista, per l’uomo del Regionale 2484. E ad annotare di quello con la chiazza di caffè sulla camicia (è un alone, ma solo caffè poteva essere, in origine); o di quello con il comics aperto sulla stessa pagina da venti minuti (“settimana cinquantadue“, possibile?, che roba è?, sono ignorante!); o dell’intellettuale tarocco con la camicia a quadri arancioni e la cravatta imbarazzante, anni 70 direi, ma offenderi la generazione di mio padre e non voglio, su tutto spicca la Moleskine acquistata a 4€ dal cinese all’angolo, intonsa; o della scritta “Carrozza Climatizzata” mezza mangiucchiata sul finestrino, che questo vagone del Regionale 2484, la climatizzazione, l’avrà vista il giorno dell’inaugurazione, nella migliore delle ipotesi.
Tanta gente, tante cose. Il rumore. E io che scrivo di uno che fa le foto con il cellulare, di sottecchi, alla biondina – sconosciuta ma gradita – dirimpettaia (che io vedo di spalle, e non posso valutare oggettivamente, ma le spalle non sono un granchè…), con un mezzo sorrisino stampato in faccia e l’iPod in cuffia: ascolterà Tiziano Ferro, se tutto va bene. Questo Regionale 2484: micromondo. Ma la connessione non c’è, la batteria del GSM sta morendo, le gallerie invece… un fottìo.
Accidenti: la biondina s’è alzata per scendere alla prossima.
Le spalle ingannano.





Un viaggio in treno può essere molto più di un semplice spostamento fisico. Ed è proprio la parte che hai raccontato tu quella che io preferisco. L’intrecciarsi delle storie attorno a te e lo scoprire dai piccoli gesti tutto il mondo che ogni attore di questo viaggio si porta dietro.
E tu sei là, e ti senti un po’ un regista. Il tuo sguardo seleziona storie diverse.
Visto cosa può fare un GSM che non va?
Ti parla uno che il regionale lo prendeva ogni volta che andava a trovare la morosa, a bologna, a torino, a milano, ma porco cazzo, a modena mai? Però quei micromondi così putrefascenti (esiste o è un neologismo? Amen) e pieni di afrore vitale io non riesco ad odiarli davvero. Anzi, li adoro, mi hanno ispirato i migliori post, i migliori trip, i migliori collassi da puzzo di sudore, insomma, ci son cose belle a questo mondo, che poi ti capita di fissare per ore la biondina che te pensi è un cesso, poi si gira, scende, we che figa, e te li a farti un trip lungo un viaggio sul che poi sai come sarebbe stato se non fosse scesa, di certo da li a poco sarei andato li, si si, lo avrei fatto, ma peccato che è scesa. Che poi ci si perde, almeno io, con la mente sui treni, su quei regionali a metà tra il treno 2484 e il won kar waiano 2046:
“Nel 2046 corre una rete che collega tutti i luoghi della terra e c’è un treno misterioso che viaggia regolarmente verso il 2046. Tutti quelli che vanno al 2046 hanno un solo pensiero in mente, ritrovare i ricordi perduti. Perchè si dice che niente cambia mai nel 2046. Ma nessuno sa se quel punto esiste veramente, perchè nessuno è mai tornato. Nessuno tranne me”.
“2046 esiste. è proprio un non luogo, un non tempo e un non ricordo. Tutto è immobile e in movimento nel 2046.. immobile e leggero.. e io ci sono stato davvero.”
Commentone lungone, sorry, ma ero ispirato!
Bello. Le stesse cose che vivo nel mio mondo dei puffi neri quando prendo il treno. Si incontrano tipi davvero allucinanti. E quante volte poi la bionda si è girata e mi ha deluso! Ahah! Fantastico. Il mondo è veramente paese.
DMC dal blog che non ha ancora sperimentato la bozza sul notepad ‘Go ask Alice’
Non sapevo dell’esistenza di moleskine pezzotte ma, devo dire, che mi sembra cosa buona e giusta. L’ultima che ho comprato costava 14 euro manco si trattasse di un libro, ma per piacere! Voglio capire tutta la storia degli artisti, dei viaggiatori (perché fa molto on the road, si sa) ma questo prezzo è assolutamente ingiustificato. Ok, grazie per aver accolto il mio sfogo. Un saluto.
Anche un terribile viaggio in treno, a suo modo, ha un fascino.
Che di solito apprezzi solo dopo essere sceso dal treno.
Ecco ti consiglio di non prendere mai le Ferrovie del Nordbarese anche se su tutta la tratta c’è la copertura 3G
@HoldMe: E mi sono trattenuto. Ma tanto viaggio spesso, e in effetti il treno è preferibile: hai tempo per pensare, chiacchierare, vedere gente, capire cose. Si, hai ragione, potere di un GSM che non funziona!
(p.s.: e comunque ogni volta che commenti perdo un numero di lettori pari a numero di parole/12, ormai è assodato, e ti odio! Ahahhahahah )

@paz83: Mangiadonne. I tuoi commenti hanno sempre un senso, lunghi o corti che siano: un giorno li raccoglierò, selezionandoli, e dedicandoti un post di commemorazione. Probabilmente nel 2046.
@DMC: Recentemente ho anche sperimentato due bozze su blocco note del Symbian del Nokia… sono esperienze, indubbiamente, ma segnano la vita, te l’assicuro!
@Pepenero: Avessi acquistato una Moleskine a 14€, la prima domanda da fare al negoziante sarebbe stata: Ma scusi, se le robe dentro ce le scrivo io, mi fate uno sconto? (questo è il Clock, per intenderci…)
@Novecento: Si, su un regionale il termine giusto è proprio terribile. Invece sull’Eurostar del mattino, ho gradito l’idea di disporre intere file di sedili contro la direzione di marcia: l’ho gradita solo per il culo di averne prenotato uno dal verso giusto, altrimenti avrei vomitato. Geniali, queste Ferrovie dello Stato!
@slacko: Azz, e io che avevo appena promosso il treno come futuro unico mezzo di trasporto per le lunghe distanze… mi cade un mito!