Qui in paese è arrivato da poco, quel giovanotto con la laurea in medicina e la faccia da bravo ragazzo. Tanto che lo chiamano “Il Dottorino“. Si dice che abbia una specializzazione in oncologia, ma che nessuno lo vuole star ad ascoltare, che lui ha idee tutte sue e particolari. E però deve aver ragione, perché da dove viene ha già curato un paio di morenti a suon di acque oceaniche e digiuni settimanali. Dice.

E allora il figlio di Mario ieri non si sentiva bene, aveva mal di testa da due giorni, così Mario ce l’ha portato dal Dottorino. Referto drammatico, ma il giovanotto sa dove mettere le mani: ché se ad un padre dici che suo figlio ha un tumore e tu hai la soluzione, non c’è parcella che lui non sarà disposto a coprire. L’intervento non lascia tracce, nessun dolore, nessun pianto, nessun ricovero. Solo un po’ di acqua oceanica, dopo. Il figlio di Mario torna a nuova vita, è salvo. Il Dottorino si fa strada.

Così capita che anche la sorella del Sindaco si ammala: lei non può più andare al bagno senza morire dai dolori. I medici dell’ospedale le hanno detto che sono coliche, che per guarire deve bere parecchio, deve muoversi, smaltire; invece Il Dottorino ha ben altra diagnosi: e anche stavolta risolve tutto, con l’acqua oceanica, of course, e con l’imposizione delle sole prodigiose mani.

Qualcuno, il solito guastafeste, comincia a dire che è un santone: ma lui no, lui difende la sua laurea in medicina, anche quando fallisce con il padre di Carlo, il barista. A nulla vale averlo fatto recedere dalla chemio, e interrompere quelle cazzate di terapie consigliate dai medici tradizionali. No: il vero problema è che Carlo ce l’ha portato tardi, il padre, dal Dottorino. E lui è bravo, ma miracoli non ne fa, non ne può fare, non è un santone.

Però Il Dottorino ormai l’ha capito, ma d’altronde lo sapeva bene, che con la gente nella merda fino al collo ha vita facile, che può far credere loro di trovarsi nella cacca anche quando sono più sani di un pesce. Figlio di puttana. E insiste li dove l’umana natura è più fragile, dove il non-eticamente-preparato si può lasciar condizionare, dove la persona in difficoltà è capace di credere che Cristo è morto dal freddo. Supposto che sia mai esistito. E dicevano fosse il signore della legna… Che poi, alla fine, prima di Ippocrate cos’erano i medici, se non santoni, no?

Dopo il padre di Carlo, muoiono in tanti, qui in paese. Il Dottorino vacilla. La gente si comincia a fare domande, troppo tardi. E così si scopre che la laurea non esiste, che al figlio di Mario son ripresi i mal di testa ma che è tutto normale e che in quel cranio non c’è nessuna fottuta neoplasia, che alla sorella del Sindaco le coliche son tornate dopo che ha smesso di bere, e che la gente muore, tutti i santi giorni: perché quel che deve accadere, accadrà. Anche se Cristo risorgesse dal freddo, per dire…

…altro che Il Dottorino.

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