Pare, insomma, che l’Inter abbia vinto il suo sedicesimo tricolore. No, davvero, quel “pare” non voleva certo far scadere il tutto ad ironia spicciola. Peraltro il campionato è finito nel migliore dei modi possibili: deciso a 30 minuti dalla fine, quasi cose d’altri tempi, una meraviglia.
Questo, chiaramente, salvo ripensamenti successivi della giustizia sportiva. Fra quindici anni, quindi, potremo sapere chi lo ha vinto con certezza.
Ad ogni modo, stamattina mi aspettavo caroselli, in ufficio: gente con la maglietta di Materazzi a battere la stecca al collega rossonero - se non addirittura al datore di lavoro -, altri che andavano in Comune a far richiesta di variazione dei dati anagrafici per farsi intitolare Zlatan… ragazze, completamente nude, vestite solo di strisce di cotone semi-trasparenti colorate nere e blu… robe del genere, insomma. L’ultima specialmente.
Invece niente. E questo mi fa specie. Il primo scudetto dell’era Mancini totalmente guadagnato sul campo, contro avversarie che si sono dimostrate temibili e tenaci, sprecato così! A sentir dire: “ti dirò che son più contento che il Milan non è in Champions!”. Pietoso.
Il sito ufficiale, poi, da l’idea di tutto l’entusiasmo dell’entourage nerazzuro, pubblicando una compostissima ma essenziale animazione a commemorazione dell’evento; per i lettori di ContrariaMENTE mi è gradita l’occasione di rendere disponibile una diapositiva:
Ah, la passione…. vabbè, non è che c’era da aspettarsi di meglio, a pensarci bene. In definitiva siamo alla consacrazione dell’inutilità del pallone e del calcio giocato, almeno come momento di divertimento e, appunto, passione. Il gioco del calcio è stato ridotto alla compassionevole parata (e mi si perdoni il gioco di parole) funzionale al riempimento dei palinsesti televisivi, con opinionisti di dubbia natura, movioloni del giorno dopo, tafferugli verbali e scaramucce da condominio di Via Turati. Già ne hanno fatto un reality: non mi stupirei se scoprissimo che tutto questo campionato, in realtà, è stato un “Grandissimo Fratello Pallone“!
Peggio. E’ appena finito un campionato che già sono settimane, mesi, anni (in verità non si smette mai di farlo) che si parla di come investire altri milioni di Euro sul gioiello del momento, di come tirare fuori dai pasticci quel povero disgraziato di Ronaldo, o di come suddividersi i prossimi diritti televisivi delle partite di Serie A e B (si dividono ancora?). In una successione di stronzate cosmiche che fanno sorridere l’authentic-povero-disgraziato®, che a sentir parlare di “milioni di Euro” pensa subito alla Finanziaria (e perciò smette subito di ridere…), e invece è il cartellino di Pato: che disdetta!
Stronzata per stronzata, mi piace pensare che di quest’ennesimo anno di pallone (passione di, n.d.r.), forse, resterà qualcosa da salvare: a tale proposito, meno male che quest’anno ci sono gli Europei, che io la Gialappa’s che li commenta, non me la voglio perdere!
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Odio il momento calcio mercato, detesto i movioloni..per me il calcio inizia quando passo dai tornelli e finisce quando esco, o nel caso, inizia con la diretta tv, o radio, e finisce comunque col fischio dell’arbitro. Il resto mi irrita, tutti quei soldi, che a pensare ai tempi di mazzola e compagni, che quelli eran davvero contadini rubati alla terra, ma che classe, e che duro che era fare il calciatore…che a riguardarle le foto di Helenio Herrera, volto scavato, capelli irti e rughe, la fatica in volto..sua, dei calciatori..Sarti, Minussi, Facchetti, Burgnich, Picchi, Landini, Guarnieri, Della Giovanna, Mazzola, Corso, Suarez, Bedin, Cordova, Gori, Malatrasi, Domenghini, Da costa, Cappellini, Canella, Peirò…con questi prendemmo lo scudetto che valse la stella..la prima, e come diceva il grande vecchio Franco Scoglio: e qui chiudo!