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Cicli vitali
Per una lunga serie di motivi che mi inducono a pensarlo, so che sta per arrivare questa mia fine.
No, non c’è nulla di cui preoccuparsi, riponete la cornetta del telefono al suo posto, non è certo con un post sul blog che annuncerò la mia dipartita: se non altro, il solo pensiero di non riuscire a vedere l’impennata di visite dal loculo, mi fa desistere dall’intento.
È che una vita è fatta di cicli, di fasi che si chiudono per dare vita a nuovi orizzonti e progetti, a nuove vite. L’unico progetto che non si può riaprire, per inciso, è appunto la vita terrena e materiale, il sangue in circolo nelle vene, il battito del cuore, quella roba li.
No, parlo d’altro. Parlo anche di stronzate, tipo, che so, il campionato di Serie C1 con l’ennesima promozione sfumata, le scuole superiori, la macchina nuova con le sue 374 comodissime rate, cose che comunque – prima o poi – una conclusione la devono avere. Inevitabilmente.
Lo so, ci sono altre cose, altri cicli che pensi non debbano finire mai, e che comunque prima di chiudersi dovranno chiederla la tua cazzo di opinione. Invece no, finiscono comunque, e per quanto tu ti possa sforzare di farle rimanere in vita, sei consapevole che – pure ci riuscissi – non avresti più quella cosa là, ma un posticcio di dubbio gusto a far da soprammobile.
Certo, se escludiamo il mutuo e le 374 comodissime rate della macchina nuova, ogni fine si porta dietro quell’amaro in bocca tipico dell’occasione sfumata. E con esso anche qualche rimorso, qualche rimpianto, qualche dannato pensiero sul “se solo avessi detto” o “se solo avessi fatto”. Rimpianti, rimorsi, cicli da chiudere e da riaprire.
Della prossima vita (o del prossimo ciclo) non so dirvi: avessi la sfera di cristallo la userei per cambiare questa, che tutto sommato mi piaceva. No, mi piaceva proprio. Ma se è vero che nulla accade per caso, non posso escludere che sarà migliore. Di certo, il mutuo rimane. Accidenti a lui.





E che cazzo, anche gli amici rimangono, anche più del mutuo. Ok voglio dire, sopravvivere ad un mutuo oggi come oggi è davvero impresa quasi esclusivamente riservata ai nipponici di lungo corso, centenari e passa, però mai dire mai. Insomma, gli amici però rimangono o ci provano. Poi se gravitano attorno persone mentalmente sfasate, che ne conosci, beh quelli son peggio delle cozze, ma ci puoi sempre contare. Che ok, siam d’accordo, ci son momenti si e no per gli amici, ma il cassetto lo si può sempre aprire.
Restano le tasse. Quelle non ti mollano mai. Neppure da morto.
Nessuno ha la palla di cristallo. Il che è anche un bene, fidati, perchè è meglio non sapere cosa ci aspetta domani e lottare per avere ciò che si vuole. Altrimenti saremmo mollemente adagiati. E poi… i bruchi diventano splendide farfalle. Non scoraggiarti, gli amici ci sono sempre e comunque. Quelli veri non ti abbandonano mai.
Non è vero. E lo sai, ne abbiamo parlato, i cicli di vita restano sempre aperti (simpatica la battuta delle rate della macchina, non ti sfugge nulla, eh…) per chiuderli bisogna quasi sempre imporsi di volerlo davvero. E tu non lo vuoi, lo so.
I cicli si chiudono …quasi sempre…solo che io momentaneamente ne un paio in loop infinito… mah!
Questo è un buon modo di affrontare la questione secondo me, sai che la penso proprio così io.
:*
@paz83: Lo so, gli amici sono sempre una grandissima risorsa: tanto più quando sono pure mentalmente sfasati… almeno non fanno caso alle paranoie che tiri!



@Novecento: Non è che questa osservazione mi renda più felice. Ma almeno, da morto, puoi permetterti di non pagarle?
@HoldMe: Lotto sempre, ogni santissimo giorno. Ho fatto mio il detto “finchè c’è vita, c’è speranza“, ritoccandolo leggermente in “finchè c’è speranza, c’è vita“… e mi pare che sia giusto lo stesso…
@Un amico: E tu qui che ci fai? No, infatti non riesco proprio ad impormela, questa chiusura… son testa dura, che ci vuoi fare? (Quante rate, ancora?)
@(Lady).Chobin: Vedi, anche in quel caso… basta staccare la spina…
@Bimba Stronza: So, so: una cosa per volta, e fatta bene!
Purtroppo ho vissuto una parte della mia vita rifiutandomi di chiudere un ciclo per paura che non ci fosse nulla dopo.
La paura rimane ma io continuo a lottare perchè nonostante il destino mi abbia preso di punta io sono più caparbia di lui.
In realtà come il vuoto è necessario al pieno, così ad una chiusura corrisponde un’apertura e la sofferenza è parte integrante della vita perchè ci aiuta a definire esattamente la felicità ( quest’ultima perla di saggezza, se presa seriamente in considerazione leverebbe lavoro a frotte di analisti.)
Potrei scrivere la nuova edizione del manuale delle giovani marmotte.
non centra un caz, ma mi sento in dovere di dirti (in caso) (in futuro) che mi piacerebbe molto ciularti il tema. con tutte le tue modifiche. e poi rimodificarlo a mia volta.
ma devo capire come farlo senza che tu te ne accorga. me la studio un attimo e poi ti faccio sapere.
@illa, essa, idda: Ti dirò, un conto è se il ciclo lo chiudi perchè è l’unica cosa da fare, un altro è se scopri che gli affetti a te più cari stanno tramando alle tue spalle, pronti ad infliggerti la coltellata più profonda e dolorosa della tua vita. Santocristo se si chiude, in questo modo. E dopo non c’è nulla, solo rabbia, desolazione, sconforto e tristezza. E il massimo futuro che riesci a vedere sono 10 minuti…
@nORgE: Devi solo aspettare che scada il dominio, all’incirca a Febbraio del prossimo anno, dopodichè questo blog e i suoi contenuti saranno liberi… persino il tema… se vuoi, per lavorarci sopra, te lo mando subito. Mandami una mail e ci mettiamo d’accordo per passartelo.
La vita non è un’autostrada senza curve, le sbandate purtroppo ci stanno, ma se la direzione è giusta basta rimettersi in carreggiata, con calma ripareremo le ammaccature.
@Un altro amico: Penso tu sia chi dico io: se è come penso, comunque, devo darti una cattiva notizia, amico mio. Ci sono ammaccature e ammaccature. Pare che questa richieda la sostituizione del veicolo, perchè i danni provocati son deciamente gravi per essere riparati… a meno che, un bravissimo meccanico…
Si ma purtroppo rischi di coinvolgere altre persone innocenti in un incidente anche se non è colpa tua…se si potesse evitare..
ps: se come bravo meccanico intendi che ti serve una pompa nuova ti avverto che ho altre tendenze…
@Di sicuro mi conosci: Mi stai rendendo la vita difficile, prima o poi scoprirò chi sei. No, guarda, niente pompa, quella è l’ulima cosa a cui penso (e questo ti dovrebbe far intendere la gravità della cosa). Quanto alle persone innocenti, siamo tutti innocenti e siamo tutti colpevoli: persino io, in questa storia, sono innocente e colpevole assieme…
per quanto doloroso possa essere un evento, esiste un giorno più o meno lontano in cui quell’evento avrà smesso di farti male. Passerà.. si dice comunemente, ed è vero. è vero pure che finché ci sei dentro fino al collo quel “passerà” non consola neanche un po’, lo so, ma tant’è.
Non pensare che la conclusione di un ciclo sia una porta che si chiude, perché in realtà è sempre una nuova porta che si apre, solo che ancora non sai dove conduce. Il che non è necessariamente un male.
La vita del resto è così: a volte stronza, a volte incredibilmente generosa; vedrai che ti ripagherà dei suoi debiti, tornando ad essere generosa. A patto che tu, una spintarella, gliela dia: sfogati, urla, arrabbiati, ma non dimenticarti mai di quella porta aperta.
E poi, una persona radiosa come te, non può esaurire mai la sua carica vitale!
e adesso aggiorna il blog, su!
@Teiluj: Ci sono varie questioni. 1) Questo ciclo non riesco a chiuderlo, ancora, provo dei sentimenti talmente forti che riescono a passare sopra ad ogni cosa, e lo so che è una stronzata, ma purtroppo è così… 2) Lo so che c’è altro dopo, che la porta si riapre, ma il futuro nell’immediato non è così bello ed accettabile da essere digerito in quattro giorni: penso che ci vorranno settimane, mesi, probabilmente anni, e questo mi spaventa, non sai quanto. 3) Aggiornerò, ma scriverei ancora della storia: sarò anche radioso, ma santoddio sono una persona che vive le proprie emozioni in modo totale, e ora non riesco propro a pensare ad altro se non alla mia vita attuale, in frantumi, ed a trovare il modo di riparare il riparabile che – credimi – sarebbe tanto, tantissimo, quasi tutto… 4) Per me ho fatto tutto il possibile per accettare la situazione e metabolizzarla, ma non sai quanto dolore mi provoca il fatto che non ci sia nessuno in grado di far ragionare e riflettere l’altra parte: un ciclo che dura dodici anni non può esaurirsi in qualche settimana… deve potersi chiudere con serenità e quantomeno darsi una speranza di riflessione, di riconsiderazione, di capacità di accettare che quella porta, infatti, può riaprirsi, anche se sarà una vita diversa, no?
Beh se la controparte non ne vuole più sapere…mietendo vittime innocenti (e non mi riferisco alle parti direttamente interessate ma coloro che ne subiranno le conseguenze) senza scrupoli…Beh allora sì..forse è il momento di guardare avanti anche se la testa sta sempre là per un po’ di tempo.
Cmq sai chi sono, basta vedere gli ip.
@-__-: E ‘mo si che ho capito… Vedi che io sto già guardando avanti, mentre ovviamente mi volto indietro e vedo quel che lascio. Davanti vedo il buio, è vero, ma grazie a te, a voi, ogni giorno c’è un po’ più di luce. Quando la porta si sarà aperta nuovamente, faremo una gran festa, te l’assicuro!
P.S.: Comunque complimenti per la fantasia usata nella scelta dell’indirizzo e-mail: sappi che non ho mai praticato, quindi credo che potrei anche farti male… molto male…