Archivio di agosto 2008

La cognizione del tempo

| 27 agosto 2008 | 15 commenti » | personalmente

Post: Ferie

Non che ne sentissi il bisogno, per carità, ma insomma: qui tutti a far le ferie, a divagarsi, a divertirsi e riposare, a fare la Settimana Enigmistica sotto all’ombrellone, a mettere le terga a mollo in acque biologicamente compromesse, a cospargersi di creme solari protezione 70, ed io ad abbronzarmi davanti ad un monitor LCD (che, vi assicuro, pure se non conforme TCO’03, ci mette i suoi buoni 15 anni a risvegliare la melatonina dell’epidermide).

Questo blog non è andato in ferie, il suo “tenutario” non è andato in ferie, l’alacre lavoro di redazione (vabbè) non si è arrestato, e – soprattutto – le cellule celebrali dello scrivente non si son prese nemmeno mezza giornata di permesso, una libera uscita, una licenza premio, niente: stakanoviste fino in fondo.

Il fatto è che mancano ancora 3 lunghissimi giorni, che – per una serie di motivi – sono arrivati a durare la bellezza di 72 ore solari l’uno, per un complessivo di 216 ore, equivalenti a 9 giorni di attesa psicofisica: considerando che il tempo passato “in vacanza” ha la straordinaria proprietà di scorrere ad una velocità tripla, invece, in pratica mi resta di aspettare ancora una settimana e due giorni per stare in ferie 48 ore.

Non male. Questo significa vedere le cose con ottimismo: perciò non è escluso un passaggio da UniEuro.

Se vorrete, potrete lasciare comunque un segno del vostro passaggio: la segreteria resterà in funzione durante tutto il periodo di vacanza contrattuale. Non dovete sentirvi obbligati, sia chiaro, ma certo ne terrò conto nel testamento.

Del blog, cosa avevate capito? :-)

L’ora muta delle fate

| 21 agosto 2008 | 18 commenti » | personalmente

Il tempo è una trappola, è come la sabbia all’interno della clessidra, è come l’acqua nel mare, è come l’aria: esiste da sempre, è presente anche in questo momento, e ci sarà fino alla fine.

Ma è quando ti serve, che non riesci a prenderlo: che come la sabbia ti scorre tra le dita, che come l’acqua si perde nell’oceano, che come l’aria respiri e consumi… ma ritorna… in aria…

E senza darti il tempo di spiegare, di dire la tua, lui corre, impassibile, inarrestabile. Silenzioso. Vorace, anche, nel divorare quel che è stato, e misurato nel partorire quel che sarà. Come la notte chiude il giorno, impassibile: e non ne resta niente, se non il ricordo.

C’è un tempo perfetto per fare silenzio,
guardare il passaggio del sole d’estate,
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l’ora muta delle fate.

C’è un giorno che ci siamo perduti,
come smarrire un anello in un prato,
e c’era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende:
perché c’è tempo, c’è tempo c’è tempo, c’è tempo,
per questo mare infinito di gente.

Ora osservo (it was “horoskópos”)

| 18 agosto 2008 | 30 commenti » | psicologicamente, tecnicamente

Post: Horoskopes

A te, caro amico navigatore, che arrivi da me almeno quattro volte al giorno cercando oroscopo del giorno su Google, o cos’è l’oroscopo, o persino ariete oroscopo dopodomani (che, giustamente, è meglio portarsi avanti con il lavoro…), beh, mi duole dirti che non troverai mai, in questo luogo, le risposte alle tue angoscianti domande.

Ora, per schiarirti le idee rispetto al mio personalissimo punto di vista in merito, che peraltro ero quasi certo di aver già chiarito qui, mi avvierò ad una rapida spiegazione delle motivazioni per cui è assurdo cercare risposte in un oroscopo. E cercherò, per il tuo bene, navigatore, si, tu che insisti a cercare cosa diavolo succederà alla Bilancia il sei-di-settembre, e pretendi che a dirtelo sia un marchingegno – basato oltretutto su criteri di valutazione assolutamente inconsistenti – piuttosto che la normale (beh, normale, a cazzo anche quella, diciamo) vita quotidiana che, per esperienza, ti assicuro è sempre foriera di novità e colpi di scena che non puoi sapere il secondo prima, figurati con due giorni di anticipo… cercherò, dicevo, di usare parole semplici e dirette, senza passare per Saturno ed i trigoni di Orione (ammesso che astronomicamente siano condizioni sostenibili), senza tirare in ballo il passato ed il futuro, e senza illuderti comunque di avere una risposta, che una risposta non te la da nessuno.

Orbene, si parte da un presupposto piuttosto semplice e dimostrabile: esistono, quotidianamente, almeno seicentosessantasei erogatori di oroscopi e predizioni che lavorano in contemporanea sul territorio nazionale; la stima è mia, ed è basata sulla diabolicità del processo di generazione di un oroscopo. Comunque, se non è il numero giusto, ci si avvicina di parecchio, tra riviste, quotidiani, radio, trasmissioni televisive nazionali e locali, parrucchiere, siti web, frizzi e lazzi, secondo me mi sono anche tenuto basso… Ora, di questi seicentosessantasei burloni, facendo un attimo mente locale al fatto che devono produrre numero dodici previsioni ciascuno per ogni santo giorno, quante probabilità ci sono di trovare due predizioni uguali tra le settemilanovecentonovantadue combinazioni generate nell’arco di una giornata? A mio avviso pochissime, ed uno statistico vi direbbe “quasi nulle”. E’ chiaro che quello che accadrà all’Ariete per il Corriere della Sera non ha nulla a che vedere con quanto sostenuto da Cronaca vera (esiste ancora?). Però, se ci vuoi credere tu, navigatore, sono cazzi tuoi.

Poi c’è questa tendenza a fare il giochetto dell’ascendente, questa meravigliosa invenzione per complicare ancora di più il quadro delle previsioni, che così consente di elevare ad un esponente pari a non-so-quanto il settemilanovecentonovantadue di prima: ora non mi è ben chiaro perchè un povero disgraziato nato alle 15:30 di un merdoso lunedì di ottobre (per fare un esempio, nessuno si senta tirato in causa!), dovrebbe vivere una vita completamente diversa da quello nato alle 15:35, ma di fatto – secondo questa teoria dell’ascendente – il primo potrebbe ascendere in Leone ed il secondo in Pesci. Che poi c’è tutta la questione dell’acqua, della terra, del fuoco, dell’aria… non andrei a complicare di più la situazione… sta di fatto, comunque, che oltre a sapere di che segno sei, navigatore, se non sai il tuo ascendente sei un pirla, e qualsiasi predizione tu legga per la tua giornata, quella si rivelerà sbagliata, perchè non era quella giusta per il tuo ascendente, pirla di nuovo, e lo vedi che sono di nuovo cazzi tuoi?

Poi ci stanno le eccezioni, oh signore mio se ci stanno queste dannate eccezioni, tipo quei poveri disgraziati che son morti dentro un autobus a Santo Domingo… o tutti e quattro avevano lo stesso merdoso oroscopo per quel giorno (pace all’anima loro), o mi spieghi, navigatore, che cosa aveva previsto per loro l’astrologo ufficiale del tour operator? “Giornata all’insegna del divertimento, anche se qualche imprevisto rovinerà i vostri programmi…“? Suvvia, siamo seri, che un oroscopo non ti dirà mai che quel giorno muori, quando dovrai morire, altrimenti un intero pezzo di popolazione Acquario tirerebbe le cuoia in ventiquattro ore… e tu, navigatore, sei libero di crederci, davvero, ma sono solo cazzi tuoi.

Infine c’è la questione uomo/donna. Che molti oroscopi ignorano bellamente, eh lo so che è semplice, ma mica è giusto fare di ogni erba un fascio! Eh no, caro navigatore, tu questo dal tuo oroscopo lo devi pretendere! Che ti dica se la tipa che hai rimorchiato ieri, questa serà te la darà, non può certo dirlo alla tua ragazza (che guardacaso ha il tuo stesso segno): sai che casino che scapperebbe fuori? Ne che i disturbi al bassoventre tipici delle donne in-quei-giorni-la stavolta saranno più leggeri… eh no, un Leone maschio certe cose non le accetta, fidati, navigatore… se poi vuoi accettarle, ah, beh, inutile che te lo dica… sono cazzi tuoi.

Benissimo, con questo post, che ora infarcirò nei tag con tutti i segni zodiacali e parole riconducibili all’astrologia dei miei stivali, in modo da condurre qui quanti più creduloni/e possibili (che io ai miei lettori maschi e femmine ci tengo), inauguro la “campagna contro lo sfruttamento della rete per queste pratiche di obnubilazione delle masse così abiette e tristi“. Chi vuole aderire, aderisca, e gli altri, certo, lo sai anche tu, navigatore, sono cazzi loro.

Del bucato e dello stiro

| 12 agosto 2008 | 22 commenti » | personalmente

Post: Stirare

Ho creduto, per lungo tempo, di non essere esattamente classificabile nel genere vertebrato, sottogenere umano, specificatamente maschio adulto. Non che esista un vero e proprio stereotipo, del maschio, magari del maschio italiano si, ma insomma, per come la volevo vedere io, evidentemente, c’era qualcosa in me che da quel sottogenere mi faceva sentire escluso.

No, non era certo l’indossare mutandine rosa di pizzo, cosa che peraltro ha sempre stuzzicato la mia fantasia, ma a questo è rimasta confinata. E non era nemmeno il fatto che qualche volta usassi i dischetti levatrucco per pulirmi le dita dalle macchie di inchiostro: del resto pensavo servissero a quello, prima di scoprire che tutto sommato non servono a nulla!

In verità il tutto era determinato dal fatto che a me piacesse stirare. Piacesse… in realtà piace tuttora, anzi, è divenuto – recentemente – quasi un modo per rilassarmi e pensare ad altro! Che ora già me lo vedo, tutte a dire: “ohibò, ragazzo (beh, grazie, ma magari fossi ragazzo…), c’è qui una montagna di panni asciugati pronti ad essere ordinatamente stirati…“, chiaramente non lo faccio di professione, ma a differenza del maschio medio italiano (e qui gradirei smentite che confermino questa indagine qua) non mi tiro indietro davanti ad un ferro da stiro.

Con la lavatrice, invece, ho un rapporto più conflittuale: non ci piacciamo a vicenda, io la trovo troppo metodica e rumorosa, lei evidentemente si fida poco di me e molto spesso si rifiuta di completare i miei lavaggi, mostrando sul display strani messaggi di errore, concludendo solitamente il tutto con un banale “FILTRO INTASATO“. E poi c’è tutta quella storia del detersivo, dell’ammorbidente, del disinfettante, della pallina, degli scomparti, della centirifuga, e l’antipiega, e lo stiro-facile, e il lavaggio ECO… insomma, una serie di variabili che per trovare la soluzione al sistema di equazioni necessario per individuare il corretto lavaggio di un paio di calzini, o ci vuole Einstein o ci vuole una donna. Disgraziatamente, appunto, non appartengo a nessuna delle due categorie.

Il ferro da stiro, invece, ah, quante soddisfazioni! Basta caricarlo con un po’ d’acqua, accendere, attendere che la pressione del vapore salga in caldaia, e prepararsi a stendere un velo (talvolta pietoso) su qualsiasi cosa ti passi sotto mano, dall’asciugamano al tovagliolo, dalla mutanda (sempre difficilissima da stirare, tanto che spesso – e volentieri – soprassiedo) al calzino, dal pantalone alla gonna a balze (che non indosso io, ricordo), dalla maglietta di cotone a quella elasticizzata che, si salvi chi può, non deve MAI essere stirata direttamente, altrimenti sgualcisce, ma attraverso l’uso di una pezza di cotone apposita che, frapposta tra il capo di abbigliamento e la piastra rovente del ferro da stiro, addolcisce l’effetto stirante e conserva magnificamente il capo in oggetto.

Poi ci sono le tecniche di piegatura, un po’ più complicate da spiegare, a parole. C’è comunque chi stira il lenzuolo già piegato, dandogli la famosa “acciaccata”, c’è chi invece (come il sottoscritto) lo ripega correttamente in due parti stirando via via il telo così come si presenta, tecnica “dicotomica” per eccellenza, c’è chi non lo stira per niente (e tutto sommato non commette alcun tipo di reato), c’è chi lo stira direttamente sul letto, c’è chi se lo fa stirare dalla donna di fatiche (o – può darsi – uomo di fatiche). Aborro, personalmente, l’uso di appretti o altre amenità atte solo a donare alle camicie quella innaturale posa da manichino pietrificato: eppure no, non sono state fatte a Carrara!

Beh, comunque, per farla breve, stanotte mi sono stirato un bel mucchio di articoli di tessitura di vario tipo, tra i quali, ahimè, non comparivano le già citate mutandine rosa di pizzo: cosa che mi ha lasciato un po’ interdetto, ma che potrà essere risolta in men che non si dica. Sto uscendo per andare da Intimissimi, infatti.