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Del bucato e dello stiro
Ho creduto, per lungo tempo, di non essere esattamente classificabile nel genere vertebrato, sottogenere umano, specificatamente maschio adulto. Non che esista un vero e proprio stereotipo, del maschio, magari del maschio italiano si, ma insomma, per come la volevo vedere io, evidentemente, c’era qualcosa in me che da quel sottogenere mi faceva sentire escluso.
No, non era certo l’indossare mutandine rosa di pizzo, cosa che peraltro ha sempre stuzzicato la mia fantasia, ma a questo è rimasta confinata. E non era nemmeno il fatto che qualche volta usassi i dischetti levatrucco per pulirmi le dita dalle macchie di inchiostro: del resto pensavo servissero a quello, prima di scoprire che tutto sommato non servono a nulla!
In verità il tutto era determinato dal fatto che a me piacesse stirare. Piacesse… in realtà piace tuttora, anzi, è divenuto – recentemente – quasi un modo per rilassarmi e pensare ad altro! Che ora già me lo vedo, tutte a dire: “ohibò, ragazzo (beh, grazie, ma magari fossi ragazzo…), c’è qui una montagna di panni asciugati pronti ad essere ordinatamente stirati…“, chiaramente non lo faccio di professione, ma a differenza del maschio medio italiano (e qui gradirei smentite che confermino questa indagine qua) non mi tiro indietro davanti ad un ferro da stiro.
Con la lavatrice, invece, ho un rapporto più conflittuale: non ci piacciamo a vicenda, io la trovo troppo metodica e rumorosa, lei evidentemente si fida poco di me e molto spesso si rifiuta di completare i miei lavaggi, mostrando sul display strani messaggi di errore, concludendo solitamente il tutto con un banale “FILTRO INTASATO“. E poi c’è tutta quella storia del detersivo, dell’ammorbidente, del disinfettante, della pallina, degli scomparti, della centirifuga, e l’antipiega, e lo stiro-facile, e il lavaggio ECO… insomma, una serie di variabili che per trovare la soluzione al sistema di equazioni necessario per individuare il corretto lavaggio di un paio di calzini, o ci vuole Einstein o ci vuole una donna. Disgraziatamente, appunto, non appartengo a nessuna delle due categorie.
Il ferro da stiro, invece, ah, quante soddisfazioni! Basta caricarlo con un po’ d’acqua, accendere, attendere che la pressione del vapore salga in caldaia, e prepararsi a stendere un velo (talvolta pietoso) su qualsiasi cosa ti passi sotto mano, dall’asciugamano al tovagliolo, dalla mutanda (sempre difficilissima da stirare, tanto che spesso – e volentieri – soprassiedo) al calzino, dal pantalone alla gonna a balze (che non indosso io, ricordo), dalla maglietta di cotone a quella elasticizzata che, si salvi chi può, non deve MAI essere stirata direttamente, altrimenti sgualcisce, ma attraverso l’uso di una pezza di cotone apposita che, frapposta tra il capo di abbigliamento e la piastra rovente del ferro da stiro, addolcisce l’effetto stirante e conserva magnificamente il capo in oggetto.
Poi ci sono le tecniche di piegatura, un po’ più complicate da spiegare, a parole. C’è comunque chi stira il lenzuolo già piegato, dandogli la famosa “acciaccata”, c’è chi invece (come il sottoscritto) lo ripega correttamente in due parti stirando via via il telo così come si presenta, tecnica “dicotomica” per eccellenza, c’è chi non lo stira per niente (e tutto sommato non commette alcun tipo di reato), c’è chi lo stira direttamente sul letto, c’è chi se lo fa stirare dalla donna di fatiche (o – può darsi – uomo di fatiche). Aborro, personalmente, l’uso di appretti o altre amenità atte solo a donare alle camicie quella innaturale posa da manichino pietrificato: eppure no, non sono state fatte a Carrara!
Beh, comunque, per farla breve, stanotte mi sono stirato un bel mucchio di articoli di tessitura di vario tipo, tra i quali, ahimè, non comparivano le già citate mutandine rosa di pizzo: cosa che mi ha lasciato un po’ interdetto, ma che potrà essere risolta in men che non si dica. Sto uscendo per andare da Intimissimi, infatti.





ho un’amica che stira tutto, dai calzini, alle bretelline dei reggiseni, dagli strofinacci per la polvere alle calze di nylon.. ed anche lei sostiene che sia una pratica rilassante. Io no. Per di più, condivido con te l’incomprensione reciproca con la lavatrice..
Non ne parliamo…ho panni da stirare da…uhm…vediamo…ti do un aiutino. Tra le varie cose ci sono: un paio di pantaloni di velluto, dei maglioni, due felpe e delle camicie a maniche lunghe…considerando che siamo ad agosto…..
Ciao!
PS: EH si, la soluzione è giusta: 6 mesi!
Ho degli arretrati sullo stiro pure io.
Non è che proprio non mi piaccia, ma è che preferisco fare altro. La lavatrice non mi odia e io non odio lei. Il mio ragazzo non stira, ma solo per mancanza di tempo, quando aveva qualche ora in avanzo ha provato a stirare anche lui, predilige però altre attività domestiche, bucato compreso.
Ma come te la cavi con il fai da te che comprende uso di trapano, martello etc?
@Teiluj: Sulla calza di nylon ho il seguente preconcetto: nylon -> non troppo resistente al calore -> piastra rovente su nylon -> paccottiglia liquamosa di nylon fuso; tuttavia l’esperienza mi ha dimostrato più volte che questo mio assunto non risponde a verità, e però ho sempre quella ritrosità ad operare di piastra sulla comune calza di nylon, infine non vedo l’utilità di stirare una cosa che si stirerà da sola distesa sulla gamba dell’indossatrice… vedi che comunque il suo relax lo produce, è solo questione di capire se hai qualcos’altro di più rilassante da fare (e, credo, si trovi comunemente questo qualcos’altro!)

@Hoshimem: Le camicie, comunque, vanno trattate a parte: in quel caso c’è proprio una passione, un’arte tutta da interpretare… sul pantalone di velluto ho delle remore, il maglione non penso vada stirato… e comunque si, tutto questo eventualmente andava fatto troppo tempo fa, ormai li avrà stirati il tempo.
@(Lady).Chobin: In verità su nessuna attività domestica “comunemente intesa” ho mai avuto alcuna sorta di rigetto… lavare i piatti pure, mi piaceva, ma poi ho scoperto la comodità della lavastoviglie e – tutto sommato – ho rinunciato volentieri a lavare piatti, bicchieri e pentolame; spazzare (se dicevo altro…), spolverare, aspirapolverare (si può dire?), boh insomma faccio di tutto, senza problemi, credo ci sia una tecnica particolare per pulire i cessi, non l’ho mai approfondita ma non credo ci siano troppe difficoltà… quanto al resto, trapani, martelli, cacciaviti, pinze, impianti elettrici, idrici, opere in muratura… ho questo difetto di riuscire a fare quasi tutto (ma deve essere un vizio di famiglia!). Forse anche troppo, che in ufficio m’è toccato montarmi le mensole da solo…
L’amore per lo stirare è una rara malattia a cui migliaia di ricercatori stanno cercando di trovare una cura. Tieni duro sino ad allora…
@Novecento: E io che pensavo, invece, di farne una professione… Guarda che secondo me, alla fine, darebbe le sue porche soddisfazioni poter brandire tutto il santo giorno una piastra rovente e sbuffante vapore! Vabbè, ho capito, m’hai cassato pure questa…
Concordo.
Sebbene anche io sia in ritardo cronico con la stiratura, in effetti e’ piacevole.
Meglio che guardare le donnine nude sui canali satellitari che fanno ginnastica al telefono.
Ed aggiungo: quando mi trovo le mutandine rosse di pizzo da stirare, quasi quasi la accarezzo…
Pero’ la lavatrice la fa lei, senno’ io metto TUTTO a 90 gradi e via…
sono venuta a cercarti fin qua…
carina la cosa dello stirare, io sono una donna e quindi non faccio testo, però stirare mi piace o meglio lo trovo certo più rilassante della pulizia del bagno…
o svuotare un acquario marcescente, come ho dovuto fare oggi…
io non stiro
Anche a me, classificabile nel genere vertebrato, sottogenere umano, specificatamente maschio adulto, piace stirare e in generale le faccende di casa non le disdegno: metto su musica e mi distraggo. Anzi, ti dirò, ho capito di essere diventato maschio adulto quando dal ferro da stiro sono uscite le prime camicie stirate perfettamente.
@emmeesse: Bei ricordi, si, grazie…

@valentina: Benvenuta, mi spiace solo che capiti in un momentaccio, ma brutto brutto, prima ti saresti divertita un sacco di più (questa è pubblicità dele genere più bieco). Orbene, e tu saresti anonima completa o uno spazio di sproloquio simile a questo (spero di no) ce l’hai pure te?
@FulviaLeopardi: Le cose son due: o la roba si stira da se (e non ci crediamo), o c’è chi te la stira (e una mezza idea, ce l’ho). Vabbè, ad ogni modo, se vuoi imparare, non è difficile…
@s|a: Grazie a Dio, dopo dieci commenti, un mio simile si palesa! Per il prossimo bisognerà aspettarne altri dieci, il che credo equivalga a dire che non ci sarà un prossimo…
mi mettono in difficoltà solo le camicie, solo che ne ho tante, me le fai tu?
Stirare rientra nel mio elenco di cose da evitare finché puoi, attività seconda solo alla pulizia dei vetri; ma sono una donna e lo faccio da quando avevo 13/14 anni più o meno, sarà l’usura…
OT: grazie del benvenuto.
No figlio mio, non ci siamo! Tu mi sbagli i basilari! Le mutande rosa di pizzo non vanno più! Ora solo filo interdentale e via! Che ha anche il vantaggio di non necessitare di lavaggio: un “uso” e via! E poi… Intimissimi… Suvvia! Anche le loro modelle indossano solo Yamamay! Ma il must rimane sempre quello: Eros Veneziani. Ti ci vedrei bene come modello, perché non mandi il curriculum?
Il prossimo post lo voglio su “come evitare la formazione delle fastidiose pieghe quando stiri le camicie” oppure un più alla moda “l’arte del tombolo in 5 mosse”!
@il dino & l’idolo: Ora, caro Idolo, mi sembrava di esser stato chiaro nel mio dire “Che ora già me lo vedo, tuttE a dire…“: perciò, qualche dritta su come ottenere una piegatura perfetta te la posso pure dare, ma che mi metta a stirarti le camicie, beh, dai…

@sancla: Caspita, i vetri… che non vengono mai puliti bene, mai! Qualcuno una volta mi disse che andavano puliti con i fogli di giornale e l’ammoniaca: questa è crudeltà, santoddio! E’ forse possibile immaginare una detersione efficace con fogli di carta imbevuti di inchiostro e petrolio che si va dissolvendo con l’ammoniaca su una superficie trasparente? Mah… OT: Prego, anche se il vero, verissimo passo, è prendersi pure un dominio e metterci su l’”accrocchio di Matt” (a.k.a. WordPress)!
@HoldMe: Quindi, se ho capito bene, tu approvi la mia capacità di saper ripiegare – con un ferro rovente e sbuffante – le lenzuola di lino (difficilissime, caspita) lasciate a corredo dalla nonna, ma rigetti fortemente l’idea dell’intimo pizzato rosa. Non solo, mi affossi Intimissimi a favore di Yamamay (che, sia bene inteso e qui si sappia, non stanno pagando alcun fee per questa gratuita pubblicità). Tuttavia mi proclami modello per Veneziani, ed infine tiri fuori persino il tombolo… Oh beh… mi ci vorranno sei o sette post per risponderti, hai tempo, vero?
Certo che sì, ho tutto il tempo che vuoi, anche perché voglio proprio vedere come te la cavi col caro Eros e col tombolo! E certe scene non le perderei per niente al mondo!
E si che i cinesi ci hanno fondato una civiltà millenaria sul vapore, sull’asse, sul ferro vieppiù che nel pentatlon moderno io avrei inserito la pratica dello stiraggio d’altura al posto della corsa campestre ma per me quando si parla di vapore penso agli Xiao Mang, quando all’asse penso al Surf, quando al ferro ad una 44 magnum. Avete mai provato a stirare con una 44 magnum?
@HoldMe: Beh, c’è un sacco di tempo, appunto… tienimelo a mente, però, se rischio di dimenticarmi, ogni tanto, rinfrescami la memoria… thanks!
@quentin: Cioè, io pensavo che ci facevi, diciamo, per il personaggio… invece comincio a temere che ci sei, così trash e schiacciasassi… mi ricordi il buon Lupo, in certi passaggi… ah… che bei momenti! Grazie di esistere. E no, con una 44 magnum non c’ho mai stirato nessuno (perchè era quello che intendevi, giusto?)
Fra poco l’avrò anch’io e saranno azz…per il momento mi diverto a sproloquiare qui e là…
@valentina: Qui, sproloquiare, una volta, era di moda. Poi c’è stato questo momento di… chiamiamola “sordina“… dal quale si sta un po’ tentando (seppur faticosamente) di uscire. Perciò, quando vuoi capitare, sarò ben lieto, in attesa di venire io a parlare a vanvera da te…
confesso che stirare è l’unica faccenda di casa che so fare e che mi piace fare,
partire da una massa informe e ottenere una camicia perfettamente stirata è fonte di soddisfazione ineguagliabile…
@mauro: Son soddisfazioni, indubbiamente, concordo!