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L’ora muta delle fate

Il tempo è una trappola, è come la sabbia all’interno della clessidra, è come l’acqua nel mare, è come l’aria: esiste da sempre, è presente anche in questo momento, e ci sarà fino alla fine.

Ma è quando ti serve, che non riesci a prenderlo: che come la sabbia ti scorre tra le dita, che come l’acqua si perde nell’oceano, che come l’aria respiri e consumi… ma ritorna… in aria…

E senza darti il tempo di spiegare, di dire la tua, lui corre, impassibile, inarrestabile. Silenzioso. Vorace, anche, nel divorare quel che è stato, e misurato nel partorire quel che sarà. Come la notte chiude il giorno, impassibile: e non ne resta niente, se non il ricordo.

C’è un tempo perfetto per fare silenzio,
guardare il passaggio del sole d’estate,
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l’ora muta delle fate.

C’è un giorno che ci siamo perduti,
come smarrire un anello in un prato,
e c’era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende:
perché c’è tempo, c’è tempo c’è tempo, c’è tempo,
per questo mare infinito di gente.