Prende il via oggi, dopo numerose sollecitazioni, una rubrica molto cara allo scrivente: ogni blog che si rispetti ha una sua rubrica propriamente detta, ed il fatto che questo posto non sia poi così rispettabile non mi sembra comunque un motivo sufficiente per privarlo di una peculiarità così importante.

Il luogo comune, il modo di dire, la credenza popolare, l’ancestrale locuzione tramandata di padre in figlio e gelosamente conservata nel bagaglio culturale di ognuno di noi… personalmente trovo tutte queste cose una immensa boiata. Del resto, inutile negarlo, molti di questi assiomi trovano conforto nella realtà dei fatti, ma fare di tutta l’erba un fascio è innegabilmente un errore.

Invece, fortunatamente, non è così. C’è ancora chi si sottrae al luogo comune, ottenendo come risultato - nella migliore delle ipotesi - zero. Quello di oggi, ad esempio, si è cominciato a dibatterlo con Emanuela su Facebook, ma poi lei doveva guardare Beautiful e allora ho continuato da solo: tu chiamali, se vuoi, onanismi.

Il luogo comune di oggi, in fondo, si smonta da se: d’altronde, se fosse vero che siamo tutti così uguali, ci sarebbe da chiedersi se il problema è di Gabriel Garko, che va in giro con uno stuolo di pisella al seguito, o se il problema è nostro, che ce la dobbiamo faticare manco fosse un lavoro in miniera. Oltretutto, se fosse vera questa omogeneità maschile, non potreste, care le mie signorine lettrici, distinguere il bello dal meno bello, il brutto dal meno brutto, e - appunto - Gabriel Garko da un comune saldatore di Ivrea. Fate voi…

Ma escludiamo per un attimo la componente fisica dell’uguaglianza (che, come vedete, va indebolendosi), e concentriamoci sugli aspetti più prettamente caratteriali, di comportamento. Consideriamo, peraltro, l’evoluzione della donna negli ultimi venti o trenta anni, l’emancipazione e l’assunzione di un ruolo sempre più determinante all’interno della società. Questo, a parte determinare il lento decadimento del sistema, ha inequivobcabilmente confuso l’uomo, vistosi privare di una posizione di dominio assoluto, già a partire dal 1946 (con il suffragio universale esteso alle donne). Non lamentatevi, quindi, donne/ragazze/femmine se il vostro uomo appare troppo docile ed accondiscendente nei vostri confronti, perchè evidentemente sotto sotto lo intimorite. Parimenti, se il vostro adorato amante se ne strafrega di voi e non vede l’ora di poter saltare su un’altra cavalla, potrete confermare che - evidentemente - non tutti gli uomini sono esattamente identici. Di più: esiste una terza categoria, quelli coglioni, che ognuna di voi ha incontrato almeno una volta nella vita (posto che abbiate almeno 23/24 anni, età media stimata per l’incontro con il coglione). Il coglione lo riconosci al volo: è l’uomo serio, senza grilli per la testa, quello che ti da la tranquillità di vivere una vita serena senza troppi grattacapi, quello che “se prova a guardare un’altra gli spezzo un braccino“, quello che - infatti - nonostante tutto tendete a sposarvi. Ah, ma no, c’è una quarta categoria: il codardo, sostanzialmente riconducibile all’uomo serio, tuttavia quest’ultimo tenderà a tirarsi indietro al momento di assumere qualsiasi responsabilità nei vostri confronti (in alcune culture tali personaggi vengono definiti eunuchi). In verità, potrei continuare in questa classificazione spannometrica e grossolana dell’uomo, ma credo sia sufficiente già questa prima riduzione a quattro macro-aree per individuare univocamente l’impossibilità di avere due uomini esattamente identici.

Se, infine, volessimo trascurare anche la parte caratteriale del vostro maschio, non ci resterebbe che analizzare quella fallica. E li, dio ce ne scampi, abbiamo serissime dimostrazioni di quanto il signore sia stato ridondante con taluni e tremendamente parco con talaltri. Di questo, ed altro (ma poco altro), parlarono Rocco Siffredi e alcuni intervenuti al simposio “Conta più la forma o la sostanza?“, senza peraltro trovare una soluzione al dilemma.

Vi potrei dare ragione, femminucce, qualora voleste sottolineare la naturale tendenza dell’uomo medio ad avere un pensiero ricorrente verso le vostre parti intime: oltrettutto il pensiero si materializza - sovente - con la produzione di feromoni che non è sempre facile sedare. Tutto questo, inoltre, molto prima di essersi innamorato di voi… tsè… beh, vorrei solo ricordarvi quanto diceva Woody Allen, personaggio che io stimo alla stessa stregua delle foglioline di basilico, ma al quale - evidentemente - viene riconosciuta una certa autorevolezza in merito: “L’amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande.“; morale: non vi fate troppe paranoie.

Insomma, gentili pulzelle, non è per farvi cadere un mito, ma mi sembra di aver dato dimostrazione che il vostro pensare comune circa l’uguaglianza di noi uomini è basato su esperienze personali che poco hanno a che vedere con la realtà dei fatti: in fondo non è colpa di nessuno se vi impelagate sempre con maschi degni di considerazione quanto io apprezzo le foglioline di basilico… e si che le apprezzo, eh!

Il dibattito è aperto, i consigli anche. Se avete qualche altro luogo comune da sfatare, sarò lieto di applicarmi in ricerche atte a dirimere le questioni controverse. Nel caso le ricerchè non dovessero produrre gli effetti desiderati, perorerò personalmente la vostra causa, perchè del luogo comune dobbiamo cancellare il ricordo.

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