Archivio di ottobre 2008

Non esiste più il futuro di una volta

| 29 ottobre 2008 | 11 commenti » | personalmente

Tengo a precisare che questo aforisma non è farina del mio sacco. Davvero, se c’è una cosa che odio è la gente che si prende meriti non suoi. E poi ha la maledetta abitudine di non rimetterli nemmeno a posto. E perciò, è giusto rendere merito al legittimo proprietario di questa frase, che potrebbe a sua volta averla sottratta con l’inganno ad un terzo, ma la cosa – capirete bene – è del tutto priva di importanza.

Comunque, se ci si pensa bene, è drammaticamente vero. Insomma, una volta mio padre considerava futuribili cose che la mia generazione da per scontate: c’è tutto, c’è il benessere, c’è la possibilità di fare più o meno quel che si vuole, al punto che uno la vita è costretto – in molti casi – a complicarsela da solo, per dargli quel minimo di frizzantezza. Oddio, c’è anche chi usa secchi interi di Idrolitina, ma se proprio non hai di meglio da fare, nella vita, capisco che devi trovare un diamine di passatempo!

Insomma, oggi mi ritrovo con un attrezzo che ogni venti minuti mi da una strizzata al braccio sinistro per verificare pressione e pulsazioni, un po’ come il computer di bordo delle autovetture moderne, con la differenza che se si buca questa, la gomma, sono cazzi. Ma grossi, pure. E così mi rendo conto che, in effetti, venti anni fa un attrezzo del genere non c’era, e finiva che ti ritrovavi al campo santo perché ti era scoppiata una arteria, così, da un giorno all’altro, senza una miriade di preoccupazioni sul dove e sul quando, l’accidente a cui eri predestinato fin dalla nascita, ti aveva colto.

Oggi, invece, c’è questo miraggio della prevenzione, che se conduci una vita sana e regolare riesci a rubare qualche mese al tuo tempo, che se non trascuri le buone abitudini (fare colazione, pisciare a intervalli regolari, non toccarti, usare spazzolino e dentifricio due volte al giorno, e ogni tanto dire una preghierina esattamente-a-chi-vuoi-tu) e fai i doverosi controlli, finisce che muori lo stesso, ma sapendolo un po’ prima: così ti puoi organizzare.

Soluzioni geniali, for dummies

| 26 ottobre 2008 | 12 commenti » | politicamente, velocemente

E’ davvero geniale, nonché sinceramente innovativa, l’idea venuta in mente al vicedirettore di Bankitalia di proporre un innalzamento dell’età pensionabile per gli italiani che godono di buona salute e che trovansi in sana e robusta costituzione. Ma anche no, se ci rimettono le penne a lavorare in fonderia per 40 anni, tutto sommato, è quasi un guadagno: non dovremo corrispondere loro la retta mensile costituitasi con decine d’anni di versamenti contributivi.

E’ pur vero che la proposta potrebbe nascondere il virtuoso intento di farci arrivare a guadagnare, in una vita, quanto un deputato ha raggranellato dall’inizio di quest’anno: in questo caso è da riconoscere come l’impegno a non toccare un centesimo delle laute diarie di cui beneficiano i nostri governanti sia stato perfettamente atteso. Tuttavia, a conti fatti, una vita non basta comunque.

Già, il problema chiaramente non si pone per il deputato, che per il solo fatto di aver scaldato per qualche anno una poltrona a Montecitorio (ammesso che le presenze maturate su quello scranno siano state sufficienti a intiepidirla) si troverà comunque in tasca, ogni mese, una pensione che l’operaio di fonderia di cui sopra, nemmeno campando cent’anni, riscuoterà in tutta la sua vita.

Nel frattempo, i cento milioni e passa del Jackpot del Superenalotto, sono stati assegnati a Catania: in questi tempi di congiuntura economica, perdonatemi il legittimo dubbio, potrebbe anche sembrare un’abile manovra per erogare fondi al mezzogiorno disagiato senza dare troppo nell’occhio.

Ora, sebbene possa sembrare off-topic (e vi confermo questa impressione, insomma), mi vorrei congedare con una perla enigmistica che devo ancora comprendere appieno: la CRITTOGRAFIA SINONIMICA. Vista così, sulle prime, è comunque assimilabile alla donna: contorta, criptica, vuol dire e non dice, e comunque finisci per non capirci una sega. Alla prossima.

Crittografia sinonimica
(6, 5 = 4, 7)
RAPIDO RAPIDE

Quelle ricerche un po’ così…

| 23 ottobre 2008 | 11 commenti » | tecnicamente

Alcune precisazioni per quelli che arrivano da queste parti con interrogativi davvero curiosi e bizzarri, ma che talvolta aprono la strada a frontiere del tutto inesplorate (almeno per il sottoscritto).

sgnaffo significato

Finalmente ce l’hai fatta. Erano mesi che era su, quel post. E son sicuro che cercassi anche una spiegazione logica alla tua questione. Chiaramente sono in prima pagina, dirò di più, ad ora mi risulta che esca come primo risultato. Se esistono solo sei risultati in tutto il web, però, dobbiamo interrogarci su una questione: o sono io un deficiente che piazza sul blog termini inesistenti, o sei un cretino tu che speri di dargli una ragione venendo qui. In ogni caso, siamo certi che da oggi, al mondo, c’è almeno un’idiota che si interroga sul significato della parola sgnaffo. Bello.

DONNA CHE STIRA

E’ palese che questo assurdo comportamento femminile stia diventando piuttosto raro, se si è costretti a cercarlo su Google. Mi interrogo solo su cosa, il nostro eroe, credesse di trovare: forse un elenco, ordinato per regione, di femmine disposte ad imbracciare il ferro da stiro? Feticista dell’acciaio e del vapore.

è vero che l’uomo ha 15 secondi di assenza durante la giornata?

Ti dirò, amico, a mio avviso questo lasso di tempo è ben più prolungato. Le motivazioni che spingano Google ad indicizzarmi come fonte più autorevole (se non prima) per dirimere la questione, mi risultano ancora oscure. Anche se ho notato che, recentemente, riesco anche a raggiungere i 40/45 minuti di assenza: cioè, la gente si rivolge a me ma io non la caco minimamente. Se per assenza intendiamo questo, in ogni caso, conosco persone assenti anche 24 ore al giorno.

uomo acquario insopportabile

Sono d’accordo. Avere in casa un attrezzo da ripulire ogni santo giorno, che si riempe di quella fastidiosissima muffetta verdognola se non viene riciclata l’acqua al suo interno con una certa regolarità, poi, deve essere proprio una scocciatura per la donna che ha la sfortuna di trovarselo accanto ogni giorno. Credo, comunque, che trai i suoi pregi si possa senz’altro annoverare l’essere rilassante. A margine, scherzi a parte, condivido la tua impressione, utente, ed aggiungo che per la mia esperienza alcuni son proprio teste di minchia.

opinioni sulle donne che non erano definiti uguali all’uomo

Davvero mi sfugge. Chi troverà una spiegazione plausibile riceverà in premio la sestina vincente del prossimo concorso del Superenalotto. E questa mi sembra una opinione di una certa importanza.

E chiudo con la perla del giorno:

sesso tra equini e donne

Fammi capire: ti piace farlo (in quanto donna)? Ti piace farlo (in quanto equino)? Ti piace vederlo (in quanto uomo)? Abbiamo tre possibilità, ma una sola conclusione: non sei normale. Fossi donna, ti spiego, anche su Yahoo!Answers si son posti la questione, e probabilmente dopo un atroce dolore iniziale, qualche beneficio cominci ad averlo (se escludi i problemi di incontinenza, ovviamente); fossi equino, ti ci vedo bene a cercare su Google ’sta roba, si si…; fossi uomo, dovendo escludere che sia tu a voler fare sesso con il pony di cui sopra, ti chiedo, in onestà: ma non sarebbe tanto tanto più gustoso se a praticare quel sesso, con quella donna, fossi tu?

E buone ricerche a tutti.

L’8 e Superenal8.

| 22 ottobre 2008 | 8 commenti » | contestualmente, psicologicamente

Post: Superenalotto

Pensavo che in Italia stiamo raggiungendo l’apoteosi della follia: non solo stiamo consentendo al montepremi di un gioco di raggiungere una cifra improponibile persino per il CODACONS, ma cerchiamo addirittura di tutelare la nostra sicurezza con proposte di questo tipo.

Probabilmente non capisco il nesso tra la lotta al traffico di stupefacenti ed una patente di guida, ma di certo so che in Italia una patente di guida è decisamente considerata alla stregua del rotolo di carta da culo. Il che torna evidentemente utile qualora si sia seduti su adeguata tazza, ma continuo a sostenere che con un panetto di cocaina in tasca difficilmente si adempie a certe igienizzazioni.

Tutto sommato credo che la miglior cosa sarebbe se davvero uno straniero ci soffiasse il Jackpot da sotto al naso: aver accumulato una così grande ricchezza con i nostri risparmi, e farcela ciùlare – chesso’ – da un francese, avrebbe quel meraviglioso retrogusto che, suppongo, ci indurrebbe a smettere di buttare soldi in queste lotterie. O almeno a limitare le possibilità che ce li inculi un francese, a margine.

Ovviamente non mi sono sottratto alla febbre del gioco, e da qualche settimana sto tentando la sorte. Il miglior risultato è stato finora due. Il che mi fa matematicamente constatare che le mie finanze si sono alleggerite di circa dieci Euro a fronte di una consistente vincita pari a zero: ed ovviamente non mi dispiace per i dieci euro come banconota in se, ma sempre per il fatto che finiranno in tasca al francese. Che ci andrà a mangiare una omelètte in Rue de Pàris accompagnato da uno stuolo di francesine in minigonna e tacchi a spillo. Ah, quello che possono fare dieci Euro.

Ad ogni modo, sappiate che se risulterò vincitore di una cospicua somma di denaro in una delle prossime estrazioni del SuperEnalotto, avrò un pensiero per tutti voi. Chiaramente inizierò dai parenti più stretti e cari, anche perché me ne sono rimasti così pochi che mi saranno sufficienti gli spiccioli per accontentarli a vita. Quindi passerò a verificare i reali sentimenti di amore ed amicizia di chi mi circonda (cosa che con un milione di Euro in tasca risulta abbastanza semplice). Di certo i miei figli non dovranno mai sapere di avere in casa un tesoro di questo genere: diventerebbero tossicodipendenti a sei anni, per mancanza di stimoli nella vita. Con il reale pericolo di perdere anche la patente di guida prima ancora di averla conseguita.

Infine, fuggirò alle Isole Cayman, o un qualsiasi altro paradiso fiscale che voglia accogliermi. Mi potrà seguire chi vuole, a patto che io sia disposto a portarlo con me. E questo non prescinde, ovviamente, dalla sottoscrizione di un apposito contratto circa le prestazioni a cui dovrà adempiere per ottenere la mia compagnia. (e buona parte dei miei soldi, ovviamente).

Nel frattempo, mi dicono dalla regia, è necessario che torni a sudare il pane da riportare a casa quest’oggi. Buona fortuna.