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La follia della donna?

Credo sia una sorta di malattia, che alcuni tendono ad identificare nel feticismo, ma no, non sono uno di quelli che sogna di fare sesso con il solo ausilio di sandali estivi da donna tacco 12. Anche se…

Tuttavia pare che quest’anno la moda volga a mio favore: la vetrina del calzaturificio qua sotto (del quale propongo una diapositiva, opportunamente ritoccata secondo il collaudato sistema dei rettangolini di censura© al fine di celare elementi distintivi che avrebbero potuto ricondurre ad una squallida pubblicità occulta) si è riempita, nella sezione dedicata alle calzature femminili, di scarpe da donna, appunto. Bella forza, direte voi. Certo, dirò io, perché non ricordate cosa diavolo ci avevano infilato in quella vetrina l’anno scorso!

Post: Scarpe

Senza nulla togliere alla comodità che ti può regalare una ballerina in vera pelle di camaleonte, o la durevolezza di un solido anfibio da Parà della Folgore, spero infatti che tu, donna, voglia convenire con me che l’eleganza e la piacevolezza visiva che ti regala un decolletè è difficilmente eguagliabile da un mocassino stile Luigi XIV, estratto di fresco dal baule della nonna (perché tanto quest’anno tornano di moda gli anni 60). No, mia cara ragazza, quest’anno c’è questa strana cosa che sembra vadano di moda le cose del 2008, salvo chiare ispirazioni al primo neoclassico – in virtù della totale assenza di richiami barocchi – tuttavia trascurabili.

E non metto certo in dubbio la praticità della ciabatta da appartamento o del più proponibile scarpino da jogging, purché tu ne sappia fare sapiente ed assennato uso, gioia mia. A quanto mi risulta, infatti, presentarsi ad un matrimonio in tailleur e carro armato Timberland e a tutt’oggi considerata una sgradevole mancanza di educazione.

Insomma, dicevo, ho questo problema che – pur non essendo donna – mi piacciono le scarpe da donna: ed ai maligni che stanno già pensando “indossarle?” riponderò, ovviamente, no, preferisco “regalarle“, anche se… Tanto per sfatare il mito che l’adorazione per la calzatura sia una patologia a puro appannaggio della parte femminile del nostro creato.

E, a quanto mi risulta, ci sono donne che apprezzano un certo tipo di galanteria. Se non fosse per quel che costano, avrei fatto razzia in ogni calzaturificio del territorio. Ecco: perché un pezzo di cuoio messo in forma di scarpa, con una soletta ed un tacco, deve costare un occhio della testa? Maledetti.