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Finanza alternativa
Dio è solido. Sapevatelo. Senza di lui, tutto quello che oggi siamo, non sarebbe. Il che ci dovrebbe immediatamente portare a ragionare sulla non esistenza di tante altre cose, come ad esempio la guerra, la carestia, il buco dell’ozono, le fistole perianali, gli oroscopi, i telefoni, le sonde su Marte e – perchè no – Brigitte Nielsen.
Non voglio dire che, insomma, si starebbe male senza tutte queste cose: io, ad esempio, non potrei proprio rinunciare ai Tegolini, sebbene lo abbia dovuto fare – involontariamente – per tutti questi anni, ormai saranno venti o giù di li. Probabilmente avrei vissuto senza particolari drammi la mia adolescenza anche privato delle Replay (© Papermate), se non altro perché ricordo chiaramente che la maestra ci proibiva – con fare decisamente prevaricatore – di utilizzarle per il tema d’italiano: non gliel’ho mai perdonato, e come me una generazione di gente che ha dovuto imparare a maneggiare abilmente le gomme da cancellare per la penna, che tutti ricordiamo avere una controindicazione piuttosto sgradevole: bucavano il foglio, alla lunga.
Terribile, insomma, anche se l’oggetto del contendere non è ovviamente questo. Dicevamo, infatti, che secondo le alte sfere, questa grande questione del soldo è tutta una montatura, e che l’unica base su cui dovremmo fondare le nostre vite è questo dio. Non me ne voglia, ma lo apostrofo esattamente come il soldo perché entrambi non ho mai potuto apprezzarli al tatto: non a grandi livelli, insomma.
Io l’ho sempre pensato che, se alla base dei grandi imperi finanziari avessimo messo una bibbia, oggi come oggi non ci sarebbero milioni di risparmiatori a piangere per il crack Parmalat, o per i bond argentini, o per aver dissipato risparmi di una vita in stock option. Ma, tutto sommato, ho anche riflettuto che se al posto della bibbia avessimo messo, chesso’, una scodella mezza vuota di rigatoni alla Amatriciana(va bene così?), avremmo presumibilmente ottenuto lo stesso effetto.
Che io voglio vederlo, Ricucci, a barattare pezzi di ventresca in umido per qualche opzione su una azione RCS, e le grandi banche riempire di rigatoni i loro forzieri, scegliendo bene il tempo di cottura altrimenti ricrescono troppo (e – giocoforza – ce ne entrano meno). Con la bibbia sarebbe stata tutta un’altra cosa: ordinati pacchettini di Genesi disposti in fila per tre con il resto di due, i Levitici precisamente impilati in fondo a destra, copertine in pelle in stock da 15. Segnalibro, omaggio all’apertura del conto.
E’ pur vero che il denaro non fa la felicità, ma alla naturale obiezione “e allora figuriamoci la povertà“, mi preme aggiungere la logica considerazione che – di certo – non farà la tristezza. Che io già me li vedo, poveraccio e ricco seduti alla stessa poltrona, la sera, a meditare sulla giornataccia passata, soli, con la televisione che trasmette Porta a Porta e il vicino di casa che – in evidente stato di appagamento sessuale – produce il classico rumore di giacigli cigolanti per oscillazione (dettagli, suppongo, del tutto trascurabili). E mi immagino che, per arrivare ad una simile condizione, al poveraccio sia bastato passare una giornata come tante, fatta di lavoro e poche soddisfazioni. Il ricco invece ha dovuto perdere 4 punti in borsa, andare in bianco con l’ultima ganza, perdere le chiavi di casa e doversi rifugiare nella stanzetta del garzone (cacciando, peraltro, il garzone).
Speriamo che almeno, o in grazia di dio o per intercessione della fattura da qualche centinaio di Euro che l’amministratore del condominio dove abito dovrà staccare al manutentore dell’ascensore, quel diavolo di attrezzo rifunzioni, stasera, che farsi cinque file di scale a piedi dopo dieci ore di lavoro… la bibbia la snoccioli a memoria (nonostante, in via del tutto consolatoria, il medico sostenga che fare le scale a piedi faccia bene al cuore).





Scusa… ma si scrive amatriciana… da Amatrice (ridente cittadina in provincia di Rieti – Lazio – http://www.amatrice.net)…
@Clockmoglie: La precisione è tutto, perciò ti ringrazio. Ma ti ricordo che esistono anche GTalk, Messenger, Skype, Facebook e numerosi altri ritrovati tecnologici per evitarmi la figura del balordo in pubblico…
(magari, chiama tu l’amministratore se l’ascensore stasera ancora non va: c’è una copia degli “Atti degli Apostoli” da qualche parte in garage, da usare per salire le scale…)
Vero… ieri sera Matteo è stato bravissimo… ha fatto 5 piani tutto da solo… anche se si fermava ad ogni piano davanti alla porta corrispondente alla nostra…
credendo fosse quella di casa sua … piccolo…
dai clock, quella dell’amatriciana la sapevo anche io, che poi sul cibo non mi batte nessuno, anche se non si direbbe, che anche l cibo fa bene al cuore, al mio di sicuro!
mmmm ti conveniva buttarti su una più semplice “carbonara”.
PS: Pecunia non olet
@il dino & l’idolo: Non mi pare il caso di insistere sulla questione… si è trattato di una svista, o volete crocefiggermi per questo? (che il post sarebbe anche idoneo…). Ti dirò, io la gente come te, che mangia e non ingrassa, un po’ la invidio. E un po’ la odio. A te solo invidia, comunque. Tanta.
@Lolindir Faelivrin: Non puzza no… ho visto che quelli che ce l’hanno (in quantità, intendo) van sempre in giro belli profumati. Ah, la carbonara, mia specialità. Se ne parlerà, se ne parlerà.
Saranno pure profumati quelli che hanno tanti soldi… ma dentro sono marci (ovviamente, non generalizzo).
però clock anche te fai sti errori grossolani..che per forza che uno è costretto a riprenderti..suvvia
Oddio…. non ci credo… moglie e marito che si parlano via blog. Comunque Grande Post
@La Vyrtuosa: C’è però da dire che è difficile valutare il limite prima del quale si è “normal-people” e dopo il quale si diviene “gente ricca”. Questo è sempre stato un mio dubbio, questo del limite intendo. Insomma, è sufficiente avere 100.000€ in banca per essere considerati ricchi? E se fossero i risparmi di una vita di tre generazioni? O il limite è 1.000.000€? E allora se ne ho 999.999€ non sono ricco, mentre con 1€ in più lo sono? Bella questa storia, eh?

@paz83: Io con la parola grossolano ho un rapporto conflittuale, specialmente nella seconda parte del termine. Ho di buono, però, che mi faccio riprendere senza prendermela troppo. Tra l’altro il dottore me l’ha vietato (di prendermela, non di farmi riprendere, purtroppo).
@Arcadi: Talvolta usiamo mezzi diversi, in verità. Il piccione viaggiatore, ecco, a quello non avevamo mai pensato. Grazie per il Grande Post!