Tags

Post simili

Condividi

Non per sempre, ma per lungo tempo.

Ormai è un anno, o forse più, ma il tempo ha cancellato quasi tutte le tracce e sbiadito quel ricordo lontano.

Però ricordo bene che era tiepido, il tempo, mite, stavamo tornando dalle vacanze, da quel posto in cui eravamo andati a festeggiare il nostro primo anniversario, ma stavolta non eravamo più soltanto due: quella, e non ricordo nemmeno in che precisa occasione, è stata l’ultima volta che ti ho detto “ti amo”.

Eravamo in macchina, mi sembra, accarezzavo la tua gamba, forse allora ti volevo ancora bene, ma non so dirtelo con certezza, perché il tempo ha sbiadito tutto, ha lasciato enormi vuoti, e li ha colmati con la confusione. Quella confusione che non lascia scampo, che non mi lascia, che sta logorando quel che resta attorno al vuoto.

Il tempo e gli eventi ci hanno travolto, rovesciato, strappato dalle nostre convinzioni con tale forza che solo uno spirito solido ed un sentimento fermo avrebbe potuto arginare: essere l’ancora di salvataggio l’uno dell’altra forse voleva dire anche questo, farsi trovare al posto giusto nel momento giusto, o quanto meno cercare di esserci sempre. Sempre, troppo? Perduto è tutto il tempo che in amore non si spende. E ne abbiamo perduto davvero tanto.

Oggi è tutto così diverso, d’altronde, che certe volte mi chiedo se e perché dovrei o potrei dirtelo ancora: come potrebbe, quel sentimento, riproporsi così forte e genuino come è stato per lungo tempo? Preferisco conservare la franchezza ed evitare il discorso: è più comodo e semplice per me, forse più doloroso ma – almeno – realista per te.

Lo vedo, quello che fai per me, per noi, e so cosa ti aspetteresti, come del resto ogni persona innamorata si attenderebbe: ma non posso dartelo, e questo prima o poi dovrai capirlo.

Son successe tante cose, indubbiamente potrebbero essere state troppe, entrambi non siamo più nulla di quello che eravamo: se non ti cerco mai, se ti sfuggo, un motivo dovrà esserci. Se non ho più piacere a dividere con te quello che prima ci sarebbe risultato innaturale fare singolarmente, una spiegazione dovremo trovarla. Se i nostri momenti di intimità sono assenti, se non riesco – e in fondo non voglio – mai crearne le condizioni, penso ci sia rimasto poco da aggiungere.

Ci poteva attendere una vita senza grossi problemi, ora me ne rendo conto, ma in un modo o nell’altro dovremo pagare questo scotto: l’uno soffrendo la mancanza, l’altra rinunciando alla felicità. Non per sempre, ma per lungo tempo.

Ora attendiamo questo tempo, in cui entrambi dimenticheremo e smetteremo di soffrire: una sorta di purgatorio che nessuno ha voluto e che tutti potrebbero evitare: oggi morirà ancora qualcosa. Come ieri, come domani.