Tags

Post simili

Condividi

L’8 e Superenal8.

Pensavo che in Italia stiamo raggiungendo l’apoteosi della follia: non solo stiamo consentendo al montepremi di un gioco di raggiungere una cifra improponibile persino per il CODACONS, ma cerchiamo addirittura di tutelare la nostra sicurezza con proposte di questo tipo.

Probabilmente non capisco il nesso tra la lotta al traffico di stupefacenti ed una patente di guida, ma di certo so che in Italia una patente di guida è decisamente considerata alla stregua del rotolo di carta da culo. Il che torna evidentemente utile qualora si sia seduti su adeguata tazza, ma continuo a sostenere che con un panetto di cocaina in tasca difficilmente si adempie a certe igienizzazioni.

Tutto sommato credo che la miglior cosa sarebbe se davvero uno straniero ci soffiasse il Jackpot da sotto al naso: aver accumulato una così grande ricchezza con i nostri risparmi, e farcela ciùlare – chesso’ – da un francese, avrebbe quel meraviglioso retrogusto che, suppongo, ci indurrebbe a smettere di buttare soldi in queste lotterie. O almeno a limitare le possibilità che ce li inculi un francese, a margine.

Ovviamente non mi sono sottratto alla febbre del gioco, e da qualche settimana sto tentando la sorte. Il miglior risultato è stato finora due. Il che mi fa matematicamente constatare che le mie finanze si sono alleggerite di circa dieci Euro a fronte di una consistente vincita pari a zero: ed ovviamente non mi dispiace per i dieci euro come banconota in se, ma sempre per il fatto che finiranno in tasca al francese. Che ci andrà a mangiare una omelètte in Rue de Pàris accompagnato da uno stuolo di francesine in minigonna e tacchi a spillo. Ah, quello che possono fare dieci Euro.

Ad ogni modo, sappiate che se risulterò vincitore di una cospicua somma di denaro in una delle prossime estrazioni del SuperEnalotto, avrò un pensiero per tutti voi. Chiaramente inizierò dai parenti più stretti e cari, anche perché me ne sono rimasti così pochi che mi saranno sufficienti gli spiccioli per accontentarli a vita. Quindi passerò a verificare i reali sentimenti di amore ed amicizia di chi mi circonda (cosa che con un milione di Euro in tasca risulta abbastanza semplice). Di certo i miei figli non dovranno mai sapere di avere in casa un tesoro di questo genere: diventerebbero tossicodipendenti a sei anni, per mancanza di stimoli nella vita. Con il reale pericolo di perdere anche la patente di guida prima ancora di averla conseguita.

Infine, fuggirò alle Isole Cayman, o un qualsiasi altro paradiso fiscale che voglia accogliermi. Mi potrà seguire chi vuole, a patto che io sia disposto a portarlo con me. E questo non prescinde, ovviamente, dalla sottoscrizione di un apposito contratto circa le prestazioni a cui dovrà adempiere per ottenere la mia compagnia. (e buona parte dei miei soldi, ovviamente).

Nel frattempo, mi dicono dalla regia, è necessario che torni a sudare il pane da riportare a casa quest’oggi. Buona fortuna.