Non esiste più il futuro di una volta

| 29 ottobre 2008 | personalmente

Tengo a precisare che questo aforisma non è farina del mio sacco. Davvero, se c’è una cosa che odio è la gente che si prende meriti non suoi. E poi ha la maledetta abitudine di non rimetterli nemmeno a posto. E perciò, è giusto rendere merito al legittimo proprietario di questa frase, che potrebbe a sua volta averla sottratta con l’inganno ad un terzo, ma la cosa – capirete bene – è del tutto priva di importanza.

Comunque, se ci si pensa bene, è drammaticamente vero. Insomma, una volta mio padre considerava futuribili cose che la mia generazione da per scontate: c’è tutto, c’è il benessere, c’è la possibilità di fare più o meno quel che si vuole, al punto che uno la vita è costretto – in molti casi – a complicarsela da solo, per dargli quel minimo di frizzantezza. Oddio, c’è anche chi usa secchi interi di Idrolitina, ma se proprio non hai di meglio da fare, nella vita, capisco che devi trovare un diamine di passatempo!

Insomma, oggi mi ritrovo con un attrezzo che ogni venti minuti mi da una strizzata al braccio sinistro per verificare pressione e pulsazioni, un po’ come il computer di bordo delle autovetture moderne, con la differenza che se si buca questa, la gomma, sono cazzi. Ma grossi, pure. E così mi rendo conto che, in effetti, venti anni fa un attrezzo del genere non c’era, e finiva che ti ritrovavi al campo santo perché ti era scoppiata una arteria, così, da un giorno all’altro, senza una miriade di preoccupazioni sul dove e sul quando, l’accidente a cui eri predestinato fin dalla nascita, ti aveva colto.

Oggi, invece, c’è questo miraggio della prevenzione, che se conduci una vita sana e regolare riesci a rubare qualche mese al tuo tempo, che se non trascuri le buone abitudini (fare colazione, pisciare a intervalli regolari, non toccarti, usare spazzolino e dentifricio due volte al giorno, e ogni tanto dire una preghierina esattamente-a-chi-vuoi-tu) e fai i doverosi controlli, finisce che muori lo stesso, ma sapendolo un po’ prima: così ti puoi organizzare.

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11 commenti a “Non esiste più il futuro di una volta”

  1. piapalmira scrive:

    santa pace, clock, sei iperteso così giovine? devi stare più tranquillo, mannaccia….

  2. Clockwise scrive:

    @piapalmira: Temo non sia questione (solo) di tranquillità, anche se – certo – ora come ora non ne ho un granchè…

  3. sancla scrive:

    Meno male che c’è (e non lo dico per l’organizzazione che consentirebbe)
    :)

  4. Hoshimem scrive:

    Ti puoi organizzare, ma puoi anche salvarti…e te lo dice una completamente grata alle nuove tecnologie mediche :)

    Abbi cura di te!

  5. Clockwise scrive:

    @sancla: Forse hai ragione, è solo una parentesi pessimistica in questo mio attuale clima pessimistico. :-o
    @Hoshimem: Posso sperare che tu abbia ragione, ma non si può nemmeno vivere una vita di speranze, eh!

  6. il barista scrive:

    Vai, una visita al caro clockwise.. sperando di ripijare un po’ in mano i fili del discorso..
    Ho cambiato vestito al bar.. ora aspetto la voglia di tornare a scrivere di certe questioni.. Saluti!!

    A.

  7. il barista scrive:

    Ah e il mio precedente commento credo sia solo in parte OT ;-)

    A.

  8. illa,essa, idda scrive:

    non so, cioè io non mi vado a fare le carte perchè sono una pessimista e sono estremamente suggestionabile, una volta ho letto la parola morte 3 volte in una settimana e ovviamente ho pensato che forse era meglio il suicidio-preventivo, e mi è sfuggita completamente l’idea che invece dovessi dedicare il tempo che mi restava ad “organizzarmi”.

  9. Clockwise scrive:

    @il barista: Grazie della visita, qui son tutti sempre benvenuti! Ho visto la release 4.0 del Bar :) già cambiare vestito è una botta di vita, no? ;)
    @illa, essa, idda: Guarda che questa cosa dell’organizzazione non è una palla: spero solo di non sapere mai quando dovrò crepare (o almeno, con buona probabilità, quando questo dovrà ragionevolmente accadere), nemmeno a 30 secondi dal fattaccio. Davvero non saprei che fare, nel frattempo. :-\

  10. ventonellanotte scrive:

    Che ti è successo,sei diventato pessimista?
    Quando sento questi ragionamenti mi viene in mente una frase che ho sentito :
    “Alla morte bisogna consegnarsi in cattivo stato”
    Quindi il consiglio è:
    evitare di condurre una vita sana;
    coltivare le cattive abitudini;
    vivere più intensamente possibile.
    Se tutto questo dovesse accorciare il tragitto, però lo avrà reso più divertente :) ))

  11. Clockwise scrive:

    @ventonellanotte: La ruota gira… ma in verità il lato pessimista è sempre stato dentro di me. E’ che quello ottimista, fino a qualche tempo fa, vinceva senza alcun tipo di problema. Ora lo devo dopare un pochetto, il mio ottimismo! :-D