O bianco, o nero, Obama
Non ti rendi conto di quanto sia terribile parlare di qualcosa® con qualcuno, che di quella cosa ne sa molto meno di te, fino a quando non ti trovi dall’imbarazzante parte di colui che dell’oggetto di cui si sta discutendo è praticamente inconsapevole.
A me accade quando intorno a me si parla delle soap-opera: cosa che fortunatamente si concretizza molto di rado, ma in quelle poche occasioni mi rendo conto dell’immane sforzo fatto dai miei interlocutori per rendermi partecipe delle vicissitudini di casa Forrester. Del tutto inutile, peraltro.
Per dire che oggi sono tutti a parlare delle elezioni americane, della vittoria di Obama e delle ripercussioni positive sul mercato, così positive da far impennare la borsa di Tokyo di quasi cinque punti: roba che nemmeno il Viagra sul membro di un membro del Congresso (adoro i termini così equivoci).
E questo accade a reti unificate, persino alla radio e – figuriamoci – sui quotidiani. Internet amplifica il tutto, e se trovate un sito senza un logo ad-hoc per l’occasione, siete fortunati (questo blog si sottrae alla pubblicizzazione spudorata del tormentone “Yes, we can“®). In pratica è impossibile, per l’uomo medio di questo pianeta, non imbattersi nell’argomento. Anche per la donna, certo, che con l’uomo di colore ha sempre pensieri al limite del raccontabile.
Perciò capisco lo spiazzamento di mia nonna, quando vede soppressa la regolare puntata della soap preferita per far spazio al plebiscito Democratico d’oltreoceano, che ha portato un uomo di colore – per la prima volta nella storia a stelle e strisce – nella poltrona più importante della Stanza Ovale. Manco fossimo una colonia statunitense. A Cristoforo, ma cosa diamine t’è venuto in mente…?





oddio, la stssa cosa che capita a me quando qualcuno parla di amici di maria de filippi o di uomini e donne… strippo, prendo una birra, bevo, ignoro il mondo, e sono felice
prova a consigliarlo a tua nonna…
Ma davvero stanno facendo due balle così in Italia su Obama?
Capisco qui in America, ma all’italiano medio che gliene frega, vorrei capire… qui mica fanno la stessa cosa quando vince Berlusconi o Prodi
Guarda… oggi la blogosfera era insopportabile. Tutti con questo “Yes, we can” o “yes, we did”… Manco dovessimo votare noi. Perchè, in america si sono interessati della questione Gelmini? Non mi pare… E poi, tutto sto parlar di america ed elezioni americane e poi ci si schifa di Halloween…
peggio: l’america ci ha colonizzato l’inconscio come disse qualcuno.
Personalmente ho trovato raccapricciante specie il giornaliero bollettino della distanza punti tra i due candidati, ma ci meritiamo questo ed altro in quanto esponenti di pura razza pecorona.
Ciò che mi consola fondamentalmente è che ha vinto il candidato più sexy.
@il dino & l’idolo: Temo che l’uso di birra da parte di mia nonna non avrebbe gli stessi preziosi effetti; comunque vedo di proporle l’alternative, chissà mai che la nonna alcolica nasconda soddisfazioni!

@camu: Te l’assicuro. Continuano anche oggi, ma ieri è stata l’apoteosi. Quello che ci differenzia, probabilmente, è questo nostro stato di diffusa sottomissione agli Stati Uniti, che francamente non capisco ma son costretto – giocoforza – ad accettare. Oppure a spegnere la TV, insomma.
@HoldMe: Come dicevo a camu, mi pare di vivere in un paese suddito degli stars and stripes, e veramente non ne vedo la ragione. In tutta franchezza, anche Halloween non è tra le mie festività preferite, come tutte le usanze di importazione di cui ci pregiamo: fino a quando anche qui da noi qualcuno non si prenderà un colpo di fucile…
@illa, essa, idda: Ecco, infatti hai detto le parole giuste: ci hanno colonizzato l’inconscio. Il che mi fa presupporre che il mio inconscio, che ha resistito indenne a questa subdola colonizzazione, è decisamente forte e non pecorone. Confermi peraltro la mia idea iniziale sul fatto che la donna non disdegna il sex-appeal proposto dalla figura del Presidente di colore. Poi, però, mi spieghi come si possa avvicinare il termine sexy a Obama con la stessa facilità con cui noi uomini lo avviciniamo a Monica Bellucci… eh…
bè non posso aprirti gli occhi, se non sei abbastanza checca.
@illa, essa, idda: Mi sto applicando, ma lamento ancora grandi lacune.