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Il Natale alle porte

Natale, il trentatreesimo, è quasi alle porte, fortunatamente. Mai come quest’anno la festività arriva (trentatreesima e) immotivata, almeno per il sottoscritto. Ma mi pare che in giro non ci sia così tanta gente serena, fra i 4€ da destinare a Sky e la tredicesima fumata per l’ordinaria manutenzione della caldaia.

Non tiro un bilancio di quest’anno perché ne uscirebbe una roba disastrosa, un bollettino di guerra che in confronto Salò nel ’14 fu una passeggiata. Pochissime soddisfazioni, quasi tutte (anzi tutte e sole) nel lavoro, che non è poco, intendiamoci: essere soddisfati dal e del proprio lavoro è importante, ma – ahimè – non è tutto. Dicevo giusto ieri all’omonima che posso – se non altro – ritenermi soddisfatto di un ritocchino alla bilancia sull’ordine dei sette/otto chili: non che ne avessi bisogno, insomma, ma in prospettiva “dolciumi natalizi” sembrerebbe persino utile.

Se solo pensassi di strafogarmi di pandoro e panettone…. cosa che non disdegnavo, di solito; poi, quest’anno, passando davanti all’ennesima confezione dell’ennesimo panettone ripieno di crema al cioccolato ho riflettuto che – a mia memoria – non sono mai riuscito a trovare una dannata fetta di panettone ripieno minimamente avvicinabile (in aspetto e consistenza) a quella artificiosamente proposta sulla confezione del suddetto panettone. Fateci caso, è una fregatura. Quindi, quest’anno ho indetto un personale sciopero del dolciume, bandendo (parola difficilissima) dalla mia tavola questi simboli del consumismo sfrenato di fine anno. Anche se suppongo che il Sig. Bauli continuerà a dormire sonni tranquilli.

Questione per certi versi analoga quella che interesserà doni e presenti: non me ne voglia nessuno, ma quest’anno mi faccio il regalo da solo; e rimanderò al mittente (o destinerò in beneficenza) i regali ricevuti (escludendo quello della mamma, che – si sa – altrimenti si offende). È una cosa odiosa, lo so, ma qualcuno doveva pur farla, per spezzare quest’aria di falso buonismo che, oggettivamente, stomaca: tanto lo sanno tutti che i regali vengono riciclati annualmente, e che rischi di ricevere qualcosa anche da chi non ti può crepare di vedere fino al 24 e tornerà a farlo dal 26.

Mai avuto un paio di Nike, al massimo un comodissimo modellino Puma estivo, scarpe che hanno valso fino all’ultimo centesimo… così le ho provate: caspita se son comode, ma con la stessa cifra mi ci esce un 55-200 e un ghiacciolo (anche se non è periodo), quindi – conti alla mano – temo che i miei piedi continueranno a camminare su altrettanto comodissime calzature “normali”, mentre la 400D potrà finalmente godere i benefici di un obiettivo chiamabile tale.

Veramente ho anche visto dell’altro: abbigliamento, elettronica, sex toys (che costano una cifra, l’inflazione non conosce barriere, dannazione), infissi (grazie per aver tolto dalla Finanziaria l’incentivo del 55%), cinta di distribuzione dell’automobile (a 160.000 tocca, oppure butti la macchina, ma non è periodo). Dunque mi trovo di nuovo con il dubbio, e finirà che darò un bel calcio nel deretano a questo 2008 atteggiandomi a buona formichina. Tanto, di cicale ce ne sono già a sufficienza…

Ora non c’entra molto, ma visto che so per certo di avere almeno un lettore a cui piacciono i Negramaro (sebbene, nel caso specifico, si tratti di una cover), e visto che questo post era già sui generis, e visto che ho sentito questa canzone ieri notte, e visto che mi è piaciuta, insomma… la speranza è che il 2009, se non meraviglioso, porti almeno qualche soddisfazione. Ed è un augurio per tutti, che il Clock vi vuole bene. ;-)