Siamo di passaggio su questa terra. Ce lo dice la televisione ogni giorno, ce lo confermano quelli che cadono dai tetti delle case in costruzione, ce ne rendiamo conto quando guardiamo quello che accade intorno a noi. Masse scomposte di persone che si muovono, parlano, ridono, fanno, distruggono, lasciano il loro segno su questa terra e poi se ne vanno, facendo posto a nuove masse, a nuovi attori, a nuovi segni.
Allora perché fare un progetto, perché pensare a quello che fare domani quando già oggi è una scommessa? Perché non accontentarsi di vivere alla giornata, perché tenere quel completo intimo nel cassetto “per l’occasione speciale“, perché approvvigionarsi alimenti in contenitori chiamati frigoriferi, perché? Ogni giorno è un’occasione speciale, perché si è vivi, e ogni giorno possiamo decidere cosa mangiare, o non mangiare, o andare a pranzo da un amico, o diventare vegetariani.
E chi c’è intorno a noi? Conosco persone che hanno la presunzione di conoscere chi li circonda, quotidianamente o occasionalmente: basta un’occhiata, uno sguardo, una parola, ed ecco applicata l’etichetta. Simpatico, carina, disponibile, gretto, bastardo. Siamo davvero etichettabili? O siamo così multiformi da poter essere tutto ed il suo contrario contemporaneamente?
La verità è che a qualcosa dobbiamo appoggiarci, per vivere. Solo lo stolto, il super-uomo, crede di poter essere sufficiente a se stesso. E c’è chi si affida ai progetti, agli obiettivi, alle ambizioni, ai sogni. E c’è chi si affida alle persone, agli amici, al proprio compagno, alla propria famiglia. E c’è chi si affida alla speranza. E c’è chi ha bisogno di tutto questo insieme. E c’è chi invece pensa di poterne fare a meno, rimpiazzando tutto con temporanei succedanei della felicità. E c’è anche chi la felicità ce l’ha a portata di mano e se la lascia sfuggire. Questa è la vita.
Oggi ho ricevuto queste parole, pregne di un significato che magari sfuggirà ai più e che potranno sembrare fuori luogo, eppure chi le ha scritte sa cos’è la vera sofferenza, nella vita: i drammi che ti logorano al punto di scontartela con le persone ai cui prima ti appoggiavi, le catastrofi che ti spingono a pensare che nulla potrà mai consentire a quel progetto di realizzarsi, gli eventi che fanno miseramente crollare la tua inossidabile speranza.
Succederà che un giorno ti alzerai e avrai dormito 10 ore…
Andrai al matrimonio di un amico e penserai “che deficiente a crederci” e magari t’innamorerai di un’invitata…
Andrai al mare con tuo figlio e l’amore nei suoi occhi ti dirà che per lui sei sempre il suo papà adorato e sorriderai nell’aver pensato che potesse essere diversamente…
Sarà così.(un’amica)
Io ci voglio credere, amica mia.
E quel giorno, sarai la prima a saperlo.




































Sarà così.