Allouìnne
La verità è che siete un popolo di caproni, abituati a consumare quotidianamente briciole di occidentalità al punto da aver fatto vostra una stronzata come Halloween, una festa a stelle e strisce della quale – onestamente – all’italiano medio frega esattamente meno di un cazzo. Almeno non più di quanto dovrebbe interessargli la reale tariffa di un transessuale di via Gradoli o l’entità della prossima manovra finanziaria nel capitolo relativo alla Legge Obiettivo. E ammesso che quest’ultima vada almeno a parziale copertura della spesa sostenuta per la prima.
E comunque, limitandosi alla sgradevolezza dell’assistere a pietosi siparietti ortofrutticoli con l’ostentazione di zucche multiformi grandi come il PIL del sudafrica, ci potremmo ancora stare: in fondo ognuno è libero di appagarsi sessualmente utilizzando la varietà preferita di cucurbitacea disponibile sul mercato. Ma sugli adolescenti autorizzati genitorialmente a infastidire interi vicinati al grido di “dolcetto o scherzetto” c’è da aprire una riflessione seria e consapevole. D’altronde viviamo in un epoca in cui, per quanto ne possiamo sapere, il dirimpettaio di pianerottolo potrebbe tranquillamente esercitare la professione di scuoiatore di imberbi come dopolavoro ferroviario. E per questo ottenere anche una detassazione sullo smaltimento rifiuti, per dire.
Non mi troverete mai daccordo su queste inopportune contaminazioni culturali, mi spiace. Ai miei tempi si usava incendiare automobili in sosta selvaggia sotto al condominio, al trentuno di ottobre. Così come del resto si faceva anche al tredici di maggio, per intenderci, proseguendo una strategia del terrore che – se non altro – aveva come positivo riscontro quello di liberare posti auto e agevolare la rinascita di sane abitudini come quella di circolare in bicicletta. Questo vi dimostra anche come un atto dai contorni discutibili possa poi assumere una valenza sociale. Pensate quali positivi risvolti si potrebbero trarre, chesso’, dallo scuoiatore di imberbi.
Datemi retta, lasciate i vostri figli tra le tiepide mura domestiche, evitando di esporli a rischi più grandi di quelli che potreste immaginare. Tipo di avermi come vicino. Di buono c’è che non faccio il ferroviere, ma al tempo stesso ricordatevi di ciò che facevo ai miei tempi.
Detto questo, vi sarete accorti che ho cambiato casa. O probabilmente anche no, dipende solo da quando è stata l’ultima volta che avete provato a bucarmi il blog. Beh, ora non potrete più farlo: c’ho lasciato il buco io stesso. Questo template si vede di merda con Internet Explorer 8, in compenso mi dicono che sia in grado di far crashare Google Chrome e rallenti visibilmente su Firefox e Safari. Avrei voluto scrivere quest’ultima frase consapevole di dirvi una sciocchezza, ma non è così. I feed potrete invece continare a leggerli tranquillamente, quelli non hanno mai funzionato.
Vi auguro un buon weekend, e per chi volesse unirsi a noi (in modi che differiscono dalla semplice carnalità con plurale maiestatis) credo avrete modo – domenica – di rintracciarmi qui. Sarò quello vestito da ferroviere.





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Qui in America Halloween è davvero sentito, non è una mera festa commerciale… certo i negozi ci marciano sopra, come in tutto l’occidente, ma fa parte della tradizione del Paese, mentre in italia tutti si son dimenticati che si festeggiano “i morti” con tutte le tradizioni collegate regione per regione… mah!
Sono d’accordo pur’io e dico solo che al posto di caproni mi piace usare di più la parola pecoroni.