Se vuoi
Se vuoi, io e te qualche volta si può dormire insieme.
Se vuoi possiamo baciarci tutta la notte, hai presente? Che magari solo una notte è poco, magari ci resta in bocca il sapore e al mattino non ci va di bruciarlo col caffè. E allora, se vuoi, possiamo baciarci anche tutto il giorno, scoprirci i punti deboli, indugiare sul collo, o altrove, morderci, quello che vuoi, con la tua bocca, con la mia, nessuno ci interrompe. E possiamo farlo il giorno dopo ancora, finquando ne abbiamo voglia, finquando un dovere non ci richiama altrove, finquando quel tempo che abbiamo fermato non si rimette a camminare, finquando la musica continua. Se vuoi.
Se vuoi possiamo fare l’amore tutta la notte, ci pensi? Ti dico “posso restare ancora?“, e tu rispondi sottovoce “certo, dove pensi che ti faccia andare?“. Da nessuna parte, io voglio stare qui, adesso. Se vuoi possiamo giocare al sesso tutta la notte, sudarci, prenderci, girarci, scaldarci, toccarci e avere brividi. Come vuoi, dove vuoi. E a me piace, e a te piace, e non chiedermi perché: non so bene nemmeno cosa ti ho risposto, era sicuramente vero, ma ecco… noi non siamo più noi, adesso, ed è giusto così: amarci come leggere un libro senza l’indice, senza sapere a che pagina è il prossimo capitolo, ed emozionarsi col finale a sorpresa. Se vuoi.
Se vuoi posso dirti un sacco di cose, di quelle che ti tolgono il fiato e che illuminano lo sguardo. Ma non sono così bravo – o almeno non altrettanto – a parlare, a far discorsi. Non mentre sudiamo, e ansimiamo: ci riesce male, anche tu non scherzi. E io non voglio parlare, e nemmeno tu, e allora lasciamo che a parlare siano i respiri, le mani, il tuo seno, il piacere.
Se vuoi possiamo dormire ancora insieme. O forse dormire no, dormire è troppo.





Bello.
Like it, love it.
You’re welcome. Ricorda: il nome fa tanto.
Se vuoi possiamo fare l’amore tutta la notte, ci pensi? Ti dico “posso restare ancora?“, e tu rispondi sottovoce “certo, dove pensi che ti faccia andare?“. Da nessuna parte, io voglio stare qui, adesso.
Adoro questo pezzo.
che poi è quello che adoro io, per dire
punto di vista maschile. mi sembra di leggere dall’altra parte dello specchio, osservare dall’altro lato del letto, afferro le tue parole e ci gioco un pò. ciao.
si, lo è. un punto di vista maschile, intendo. giocaci pure, con queste parole, son fatte apposta (anche se probabilmente non sono quelle a te sfuggite, le ritroverai, vedrai). ciao a te.
Uhm che fine scrittore stai diventando. Bravo
Sara, come sei buona. Quasi quasi non credo di meritarmelo, il tuo complimento…