Il giorno che facevo gli auguri a mio papà

| 19 marzo 2010 | personalmente

Io e il mio papà non ci sentiamo più da nove anni, ormai. E’ un’eternità. Non una telefonata, né due chiacchiere, né qualche risata in compagnia. Io vado a trovarlo spesso, e lui c’è sempre, ma semplicemente non posso parlarci più. Non è fuggito, non ci ha abbandonato, semplicemente sono nove anni che è morto. E nonostante tutto mi manca ancora, specie oggi, specie quando ci ripenso e scopro che nove anni fa gliel’ho fatti per l’ultima volta, questi cazzo di auguri.

E così penso anche che fra i tanti stronzi che popolano questa terra forse lui, il mio papà, di andarsene così presto, a quarantasette anni, magari non se lo meritava. Non che a settanta anni uno se lo meriti di più, ma se sei una merda a settant’anni e ti levi di torno, magari dopo nove anni la tua mancanza non la sente più nessuno. Non sono cose che si dicono, lo so, e questo aggiungerà una tacca sulla stele che mi accompagnerà all’inferno, ma in fondo non mi importa: ho aspettato a lungo un segno della sua presenza, per tramite di questo dio che tanti decantano, e posso certificare che in nove anni nove non è arrivato nulla di un fottuto nulla. Quindi la probabilità che dio esista è al momento prossima a quella dell’esistenza di un paradiso e di un inferno: ovvero pressochè nulla.

Nell’attesa del tuo segno, papà, ho fatto un mucchio di cazzate: te lo confesso. Ma non è semplice tirare avanti le scelte giuste da quando non ci sei più a darmi consiglio, sai? Che la mamma è brava e quel che vuoi, ma tu sei tu, che se c’è da dirmi che sono un cretino me lo dici subito, senza giri di parole. Ecco, qualcosa potevi accennarmelo prima di andartene, questo si, ma non ce l’ho con te: alla fine non sarai orgoglioso di quel che ho fatto ma in cuor mio so di averlo fatto senza dolo, e allora lo sai anche tu, e va bene così. In fondo sono tuo figlio e ti somiglio molto più di quanto chiunque potrebbe pensare: questo perché tu con me hai sempre parlato tanto, forse troppo, e io ho sempre cercato di imitarti nella vita… ma questi non son più i tempi, papà, proprio no. E le cose buone che mi hai insegnato le ho dovute un attimo accantonare, per non soccombere. In attesa dei tempi, certo.

Che sono anche io “papà” non hai nemmeno fatto in tempo a immaginarlo. Ma per me sarà proprio impossibile essere padre come tu lo sei per me. Però ci metto un sacco di buona volontà, e commetto un sacco di errori tipici, e per via delle situazioni ne commetto anche di meno tipici: non so se un giorno arriverà un conto da pagare, ma spero che mio figlio potrà almeno ricordarmi dopo nove anni che avrò tirato le cuoia. Anche perché conto di farlo il più tardi possibile, quindi potrà – al limite – appellarsi alle amnesie da vecchiaia. Io invece mi ricordo che giocavamo a tennis, e porca puttana mi mancano le gare di formula 1 a ridere del nonno che imprecava. E quando m’hai insegnato a guidare, e la pazienza (che, meno male, un po’ ne ho presa), e la bottiglia del regalo di laurea, che vaffanculo manco quella son riuscito a farti vedere.

Di buono c’è che non hai visto nemmeno altri scempi, che quelli no, non ti sarebbero piaciuti per davvero. Ma in fondo, se oggi ne parlo con serenità, è anche merito tuo. E magari non diventerò mai un uomo come te, papà, però guarda che l’impegno ce lo metto tutto. E non mi importa più che gli altri mi giudichino: “sono il padrone del mio destino, il capitano della mia vita“. Mi piacerebbe solo potertelo dire ancora, che ti voglio bene e che si, papà, abbiamo vinto noi.

Che sicuro non puoi sentirlo, ma magari “su dal capo” c’hanno internet, e lo puoi leggere qui.

l'eterna diatriba tra papà e babbosaggezzasulfureotvbvideo
  • 19 March 2010, 09:47 Nicola JM
    +1 clock
  • 19 March 2010, 09:49 clockwise
    pat pat, Nicola. però è bello pensare che - ecco - magari legge davvero :-)
  • 19 March 2010, 09:52 Nicola JM
    non dico nient'altro, hai già scritto tutto tu.. grazie...
  • 19 March 2010, 09:52 LaMucci
    9 anni anche per me, stessa cosa. Grazie :)
  • 19 March 2010, 09:53 Mitì Vigliero
    sei un figlio di cui essere fiero :-*
  • 19 March 2010, 09:55 clockwise
    così mi fate scendere la lacrimuccia, per questo vi adoro
  • 19 March 2010, 10:03 Piplos
    mi è scesa una lacrima, davvero. bellissimo articolo. :)
  • 19 March 2010, 10:05 SimplyGiulia
    bello assai
  • 19 March 2010, 10:16 Ingriddina⁂
    mi è piaciuto tanto.. :*
  • 19 March 2010, 10:19 natzuka
    bellissimo
  • 19 March 2010, 10:19 clockwise
    siete proprio belli, eh
  • 19 March 2010, 10:23 daniela_elle
    giassai
  • 19 March 2010, 10:24 Apostocosì (Mario)
    bellissimo e commovente. Ma io sono ancora nella fase in cui oggi mi sento veramente male.
  • 19 March 2010, 10:27 clockwise
    ci credo, ma sono anche certo che se non cercassi di esorcizzare la cosa lui si incazzerebbe. e avrebbe ragione.
  • 19 March 2010, 10:28 HoldMe
    ora dovrò spiegare ai colleghi che è solo allergia... per colpa tua :*
  • 19 March 2010, 10:32 Monique
    potrei scrivere qualcosa di simile per mia madre, ma se decisamente più bravo tu. lacrimetta...
  • 19 March 2010, 10:33 lafra
    Bellissimo post (in particolare la chiusura "Che sicuro non puoi sentirlo, ma magari “su dal capo” c’hanno internet, e lo puoi leggere qui" :-) )
  • 19 March 2010, 10:34 Andrea Beggi
    eh
  • 19 March 2010, 10:35 Tyler
    molto bello
  • 19 March 2010, 10:37 Matt E0ne
    grande clock
  • 19 March 2010, 10:37 claire
    bellissimo clock, molto sentito, mi hai emozionato perchè condivido le tue emozioni :)
  • 19 March 2010, 10:38 Stefigno
    bello, si ;)
  • 19 March 2010, 10:41 clockwise
    sono emozioni maturate, claire. un paio di anni fa sarei stato più greve, ma in fondo non è colpa di chi rimane. il brutto è che non è colpa di nessuno...
  • 19 March 2010, 10:45 Frastornata
    mi hai fatta piangere! :*
  • 19 March 2010, 10:47 clockwise
    mi perdoni? :)
  • 19 March 2010, 10:49 Frastornata
    assolutamente sì! :)
  • 19 March 2010, 11:13 ilariapic
    ç___ç bellissimo post...
  • 19 March 2010, 13:59 Sabrina Briganti
    Bello, tanto. Grazie.
  • 19 March 2010, 14:45 clockwise
    ma sono io che ringrazio voi. e son sicuro di non essere l'unico...
  • 19 March 2010, 14:51 Mod
    uff
  • 19 March 2010, 15:01 paola caruso
    A me manca da 4 anni e ancora non mi sono abituata all'idea di non poterlo chiamare. E' un vuoto infinito
  • 19 March 2010, 15:19 clockwise
    non c'è un tempo _giusto_. però accadrà che un giorno comprenderai in pieno il suo insegnamento, davvero.
  • 19 March 2010, 15:25 vaferina
    mi sono commossa, grazie
  • 19 March 2010, 15:35 Googlisti
    [Silvia] l'indifferenza con cui mi volevo difendere da questo stupido giorno ha retto ben poco: alla terza riga ero già coi lacrimoni. Quanti pensieri in comune... pensa che io quel segno l'aspetto ancora :)
  • 19 March 2010, 15:46 v per vitzbank
    ho dimenticato dell'esistenza di questa festa più di 15 anni fa. Penso abbia più senso una festa per i figli, quello lo siamo tutti. Bello il tuo post, clock.
  • 19 March 2010, 15:48 prezzemolo
    ho già detto dillà
  • 19 March 2010, 16:58 clockwise
    per dovere di completezza, silvia, dirò che io di segni ne ho però "voluti vedere" un bel po'... ;-) [@vitz, giustissima osservazione, e grazie] [@prezzemolo, letto, e sottoscritto: anche fuori da scuola, succede...]
  • 19 March 2010, 18:00 prezzemolo
    [come direbbe Homer dhò]
  • 19 March 2010, 23:27 Michela Cimnaghi /cimny
    grazie
  • 20 March 2010, 00:52 Andrea | amnesiak1978
    Bello.
  • 20 March 2010, 10:35 clockwise
    ma oggi è festa, oggi zeppole e frittelle per tutti

18 commenti a “Il giorno che facevo gli auguri a mio papà”

  1. xlthlx scrive:

    Di anni ne son passati 14, ma anche mio padre non ha mai visto il giorno della mia laurea, e sì che ti teneva. Vabè, insomma, ti capisco.

  2. molto bello (anche le tag)

  3. molengai scrive:

    ti mando un abbraccio, mi paice quello che hai scritto e mi ha fatto bene leggerlo, grazie

  4. Selene scrive:

    Grazie per questo bellissimo post! Mi sono ricordata quanto bene voglio ai miei genitori…

  5. Laura scrive:

    Mi sono commossa anche se l’ho letto qualche minuto dopo aver sentito mio padre al telefono. E’ bellissimo leggere del rapporto molto forte che avevi con tuo padre, che ti ha reso un uomo migliore, pochi penso possono vantare questo tipo di rapporto intenso con i genitori, me compresa. Sono sicura che tuo padre sarebbe fiero dell’uomo che sei oggi, e del tipo di padre che sei, e lo devi essere anche tu. Sempre.

  6. Non so che termine usare, bellissimo mi pare inadeguato, emozionante e commuovente forse sono le parole giuste.

  7. Cri scrive:

    Grazie per aver condiviso in modo così sincero e toccante e bello… Mi hai fatto piangere..

    • Clockwise scrive:

      manno’ Cri! ma tu ti devi riguardare! ti proibisco categoricamente di leggermi in mood-intimista, il prossimo post risate grasse (ci provo…). ma grazie, troppo buona.

  8. [...] – Il giorno che facevo gli auguri a mio papà, di Clockwise [...]

  9. signoradicampagna scrive:

    commovente, sei grande.

  10. [...] “su dal capo” c’hanno internet, e lo puoi leggere qui. [cit.] This entry was posted on giovedì, marzo 25th, 2010 at 22:50 and is filed under Gente, [...]

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