Avere tutto, avere niente lug30

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Avere tutto, avere niente

Cosa manca ad una persona per vivere, quando ha l’aria da respirare, il cibo per nutrirsi, l’acqua per dissetarsi e la salute per mantenersi? Nulla. Le persone non hanno bisogno di un mouse, per vivere, non hanno bisogno nemmeno di una forchetta, delle seggiole, della televisione, di una moleskine, di una macchina, della musica, dei gemelli da camicia, dei tappi per le orecchie, degli ascensori, della sabbia, persino delle buste da lettera si potrebbe fare a meno.

Ma la verità è che l’aria, il cibo, l’acqua e la salute servono solo a sopravvivere, a farci arrivare alla casella successiva di questo curioso gioco dell’oca che è la vita. Per apprezzarla, questa vita, abbiamo bisogno di altre cose. Che ci fanno vivere davvero. Abbiamo bisogno di un compagno con cui dividere i momenti belli, o al quale sorreggerci in quelli brutti. Abbiamo bisogno di una montagna da scalare per raggiungere un risultato. Abbiamo bisogno di conoscere gente per non morire soli e dimenticati. Vivere in tutte le forme in cui si può vivere, apprezzare un buon vino, godere dei complimenti di uno sconosciuto, guidare una notte per portare una rosa, giocare con i tuoi figli, amare, odiare, ridere e soffrire, suonare i campanelli alle tre di notte, piangere, donare una carezza, vincere una sfida, perdere una battaglia, scontrarsi, combattere. Abbiamo bisogno di vivere, per vivere.

Noi avevamo tutto, la salute, la serenità, la vita, la complicità e il sogno, la speranza e il progetto, e quasi nessun problema. Ma avevamo troppo, e non ne capivamo l’importanza. Sipario.

Divertiamoci a nascondere le soluzioni sotto al tappeto e facciamo finta di cercarle. Facile svegliarsi con le risposte pronte. Meglio conservare qualche domanda per il futuro, non si sa mai. Poi grattiamo via l’oro dalle pareti e facciamo cigolare le lucciole: secondo me ci scappa un singhiozzo a buon prezzo. Perché ridere fa impallidire chi non paga pegno. Ma noi no, ridiamo alla faccia del pallore. Ed ora scendi, e portami al mare, ché voglio baciarti. E voglio sapere, stavolta, cosa avrà da dirci la tramontana.