Ti ho guardato tutta la notte, da quando hai chiuso gli occhi e sospeso il respiro, che si è fatto tenue e sereno. Ti ho guardato dormire e muoverti lentamente, accucciarti silenziosa sotto alle coperte che io spostavo per accarezzarti, e sentire sotto alle dita la tua pelle muoversi, impercettibilmente, il tuo corpo respirare. E successo ieri, è successo tanti anni fa, è successo quando non doveva succedere. Ho ascoltato i tuoi sogni, ho cercato di entrarci ma non ci sono riuscito, ti ho visto che sorridevi e poi ti ho visto incupire, chiuderti a riccio, estromettermi. E’ stato bello come quando giocavamo tra le lenzuola, solo che...
Avere tutto, avere niente
scritto da Clockwise
Cosa manca ad una persona per vivere, quando ha l’aria da respirare, il cibo per nutrirsi, l’acqua per dissetarsi e la salute per mantenersi? Nulla. Le persone non hanno bisogno di un mouse, per vivere, non hanno bisogno nemmeno di una forchetta, delle seggiole, della televisione, di una moleskine, di una macchina, della musica, dei gemelli da camicia, dei tappi per le orecchie, degli ascensori, della sabbia, persino delle buste da lettera si potrebbe fare a meno. Ma la verità è che l’aria, il cibo, l’acqua e la salute servono solo a sopravvivere, a farci arrivare alla casella successiva di questo curioso gioco...
Sono tuo padre
scritto da Clockwise
Non mi fermo mai a pesare il tempo. Il tempo è leggero, scivola via fuggente e lascia il bianco dietro di se, lascia la polvere, lascia i desideri quelli irrisolti, incompiuti, le speranze bruciate, le occasioni perdute, i rimpianti: ne fa un fardello, chiude tutto nella tovaglia a quadri...
Portami a ballare
scritto da Clockwise
Ci sarà il vento caldo, quella sera, la brezza estiva che ti piace. Quella con la salsedine in mezzo, col profumo di mare, che ti spettina i capelli, tanto non stanno mai a posto e poi li dovevi lavare ma guarda che ti stanno bene così, credimi; quella che quando prendi il primo sole e la...
Il giorno che facevo...
scritto da Clockwise
Io e il mio papà non ci sentiamo più da nove anni, ormai. E’ un’eternità. Non una telefonata, né due chiacchiere, né qualche risata in compagnia. Io vado a trovarlo spesso, e lui c’è sempre, ma semplicemente non posso parlarci più. Non è fuggito, non ci ha...
Voi dite…