Archivio di sportivamente

Detto diversamente

| 26 giugno 2008 | 6 commenti » | sportivamente

Post: Donadoni

La lingua italiana è bella perchè talune parole, spostando un accento, cambiano di significato in modo incredibile! Ancora, ad esempio, è un oggetto che serve a mantenere una imbarcazione nella sua posizione, o piuttosto un incitazione a continuare nell’attività sessuale che si sta perpetrando. Ma non è questo il punto.

Le parole, se le metti insieme, fanno una frase. Grazie. Prego. E’ che la frase mica significa per forza quel che significa! Mi devo spiegare meglio? Fallo. Punizione. Gol. Germania ai quarti.

Si sappia ad esempio che, da oggi, la locuzionesi conferma sincera stima personale e apprezzamento per serietà e qualificato impegno professionale che hanno contraddistinto il suo lavoro” può essere considerata una valida alternativa a “beh, con tutto il rispetto, un calcio nel culo non te lo leva nessuno…“.

Nella diapositiva, potete chiaramente osservare il pensiero dell’ormai ex commissario tecnico della nazionale, relativamente alle opinioni circa i suoi ormai ex superiori.

Rigorosamente italiani

| 23 giugno 2008 | 5 commenti » | sportivamente, velocemente

Europei 2008 UEFA

Non mi sembra affatto giusto screditare la Nazionale di calcio Italiana solo perchè siamo decorosamente usciti dopo centoventi minuti di spumeggiante gioco contro una staordinaria Spagna, che – tra l’altro – non ci ha mai minimamente impensieriti, ne durante il corso della partita, ne ovviamente dopo.

Facile, eh, dimenticare adesso le prodezze di coloro i quali hanno segnato tre gol in quattro partite: che poi, l’unico attaccante, non era nemmeno italiano!

Io, invece, ricorderò a lungo le prestazioni di Cannavaro e Materazzi: dello scorso Mondiale, però. Si, anche la compagna di Borriello, giusto.

 

Passioni da scudetto

| 20 maggio 2008 | 10 commenti » | sportivamente

Pare, insomma, che l’Inter abbia vinto il suo sedicesimo tricolore. No, davvero, quel “pare” non voleva certo far scadere il tutto ad ironia spicciola. Peraltro il campionato è finito nel migliore dei modi possibili: deciso a 30 minuti dalla fine, quasi cose d’altri tempi, una meraviglia.
Questo, chiaramente, salvo ripensamenti successivi della giustizia sportiva. Fra quindici anni, quindi, potremo sapere chi lo ha vinto con certezza.

Ad ogni modo, stamattina mi aspettavo caroselli, in ufficio: gente con la maglietta di Materazzi a battere la stecca al collega rossonero – se non addirittura al datore di lavoro -, altri che andavano in Comune a far richiesta di variazione dei dati anagrafici per farsi intitolare Zlatan… ragazze, completamente nude, vestite solo di strisce di cotone semi-trasparenti colorate nere e blu… robe del genere, insomma. L’ultima specialmente.

Invece niente. E questo mi fa specie. Il primo scudetto dell’era Mancini totalmente guadagnato sul campo, contro avversarie che si sono dimostrate temibili e tenaci, sprecato così! A sentir dire: “ti dirò che son più contento che il Milan non è in Champions!”. Pietoso.

Il sito ufficiale, poi, da l’idea di tutto l’entusiasmo dell’entourage nerazzuro, pubblicando una compostissima ma essenziale animazione a commemorazione dell’evento; per i lettori di ContrariaMENTE mi è gradita l’occasione di rendere disponibile una diapositiva:

Immagine tratta dal sito ufficiale

Ah, la passione…. vabbè, non è che c’era da aspettarsi di meglio, a pensarci bene. In definitiva siamo alla consacrazione dell’inutilità del pallone e del calcio giocato, almeno come momento di divertimento e, appunto, passione. Il gioco del calcio è stato ridotto alla compassionevole parata (e mi si perdoni il gioco di parole) funzionale al riempimento dei palinsesti televisivi, con opinionisti di dubbia natura, movioloni del giorno dopo, tafferugli verbali e scaramucce da condominio di Via Turati. Già ne hanno fatto un reality: non mi stupirei se scoprissimo che tutto questo campionato, in realtà, è stato un “Grandissimo Fratello Pallone“!

Peggio. E’ appena finito un campionato che già sono settimane, mesi, anni (in verità non si smette mai di farlo) che si parla di come investire altri milioni di Euro sul gioiello del momento, di come tirare fuori dai pasticci quel povero disgraziato di Ronaldo, o di come suddividersi i prossimi diritti televisivi delle partite di Serie A e B (si dividono ancora?). In una successione di stronzate cosmiche che fanno sorridere l’authentic-povero-disgraziato®, che a sentir parlare di “milioni di Euro” pensa subito alla Finanziaria (e perciò smette subito di ridere…), e invece è il cartellino di Pato: che disdetta!

Stronzata per stronzata, mi piace pensare che di quest’ennesimo anno di pallone (passione di, n.d.r.), forse, resterà qualcosa da salvare: a tale proposito, meno male che quest’anno ci sono gli Europei, che io la Gialappa’s che li commenta, non me la voglio perdere!

Due pesi, due misure

| 30 marzo 2008 | 7 commenti » | contestualmente, sportivamente

Il settore calcistico italiano, in tutti i suoi possibili contesti, necessita indubbiamente di un ridimensionamento.

A tutti i livelli, ripeto, perchè vi invito a trovare qualcosa, in quello che oggi comunemente chiamiamo mondo del pallone, che abbia anche solo una verosimiglianza di normale.

Gente che guadagna milioni per tirare calci al pallone. Gente che guadagna milioni per allenare gente a tirare calci al pallone. Gente che guadagna milioni per riprendere (e trasmettere) gente che tira calci al pallone. In tutti questi milioni si nasconde il vero tumore del calcio italiano (ma, penso, anche mondiale): l’interesse di tutti a che si continui in questo modo, e forse pure peggiorando, tanto i milioni posson solo diventare miliardi.

Più si verificano fatti di questo tipo, più la cognizione di questa realtà dei fatti diventa forte e viva.  E sgradevole, aggiungo

Oggi è morto un ragazzo, investito da un autobus. Ad una piazzola di sosta di un comunissimo Autogrill. Incidentalmente l’investitore è l’autista di un autobus di una trasferta di juventini. Incidentalmente l’investito è un tifoso del Parma. Oggi, avrebbero dovuto giocare Juventus e Parma.

Ieri, tanto per dire, un ubriaco ha investito e ucciso un ragazzo di soli sedici anni, anch’egli è morto. Non tifava nessuna squadra, o forse si, chi lo sa. E’ morto tra le braccia dei suoi genitori, che hanno potuto e dovuto vivere l’atrocità degli ultimi anèliti agonizzanti del proprio figlio. Sotto casa.

Oggi pomeriggio si è mobilitato il mondo del pallone, per rendere il (giustissimo, peraltro) tributo al ragazzo caduto sul luogo di un incidente. La partita non si fa, per rispetto. Sugli altri campi, un minuto di silenzio, per rispetto.

Del ragazzo di sedici anni investito dall’ubriaco, nessuno ha avuto premura di informarsi circa la squadra del cuore: così, tanto per comunicarlo alla FIGC e provvedere alla sospensione della rispettiva partita. No.

Poniamoci questa domanda: e se l’autista avesse investito un comune mortale, non legato a nessuna fede calcistica e non diretto all’ennesima trasferta nello stadio avversario, quante partite sarebbero state sospese? E se ad investire il ragazzo fosse stato un ubriaco senza nessuna sciarpa da Ultrà?

Ad entrambe queste domande, lo so io e lo sappiamo tutti, la risposta è: NESSUNA.