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	<title>contrariaménte &#187; amico</title>
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	<description>avverbio, in modo contrario, diversamente. come dico io.</description>
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		<title>Succederà&#8230;</title>
		<link>http://www.contrariamente.info/2008/12/30/succedera/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 13:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
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Siamo di passaggio su questa terra. Ce lo dice la televisione ogni giorno, ce lo confermano quelli che cadono dai tetti delle case in costruzione, ce ne rendiamo conto quando guardiamo quello che accade intorno a noi. Masse scomposte di persone che si muovono, parlano, ridono, fanno, distruggono, lasciano il loro segno su questa terra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style=" clear: both; margin: 10px 0; text-align: center; display: block; ">
<img src="http://www.contrariamente.info/wp-content/uploads/2008/12/post-succedera.jpg" alt="Post: Succederà" title="Post: Succederà" width="510" height="180" class="size-full wp-image-552" />
</div>
<p style="clear: both; display: block; margin: 10px 0 0 0;">
<strong>Siamo di passaggio</strong> su questa terra. Ce lo dice la televisione ogni giorno, ce lo confermano quelli che cadono dai tetti delle case in costruzione, ce ne rendiamo conto quando guardiamo quello che accade intorno a noi. Masse scomposte di persone che si muovono, parlano, ridono, fanno, distruggono, lasciano il loro segno su questa terra e poi se ne vanno, facendo posto a nuove masse, a nuovi attori, a nuovi segni.
</p>
<p>
Allora <strong>perché fare un progetto</strong>, perché pensare a quello che fare domani quando già oggi è una scommessa? Perché non accontentarsi di vivere alla giornata, perché tenere quel completo intimo nel cassetto &#8220;<em>per l&#8217;occasione speciale</em>&#8220;, perché approvvigionarsi alimenti in contenitori chiamati frigoriferi, perché? Ogni giorno è un&#8217;occasione speciale, perché si è vivi, e ogni giorno possiamo decidere cosa mangiare, o non mangiare, o andare a pranzo da un amico, o diventare vegetariani.
</p>
<p>
<strong>E chi c&#8217;è intorno a noi</strong>? Conosco persone che hanno la presunzione di conoscere chi li circonda, quotidianamente o occasionalmente: basta un&#8217;occhiata, uno sguardo, una parola, ed ecco applicata l&#8217;etichetta. Simpatico, carina, disponibile, gretto, bastardo. Siamo davvero etichettabili? O siamo così multiformi da poter essere tutto ed il suo contrario contemporaneamente?
</p>
<p>
La verità è che <strong>a qualcosa dobbiamo appoggiarci</strong>, per vivere. Solo lo stolto, il super-uomo, crede di poter essere sufficiente a se stesso. E c&#8217;è chi si affida ai progetti, agli obiettivi, alle ambizioni, ai sogni. E c&#8217;è chi si affida alle persone, agli amici, al proprio compagno, alla propria famiglia. E c&#8217;è chi si affida alla speranza. E c&#8217;è chi ha bisogno di tutto questo insieme. E c&#8217;è chi invece pensa di poterne fare a meno, rimpiazzando tutto con temporanei succedanei della felicità. E c&#8217;è anche chi la felicità ce l&#8217;ha a portata di mano e se la lascia sfuggire. Questa è la vita.
</p>
<p>
Oggi ho ricevuto queste parole, pregne di un significato che magari sfuggirà ai più e che potranno sembrare fuori luogo, eppure chi le ha scritte sa cos&#8217;è <strong>la vera sofferenza</strong>, nella vita: i drammi che ti logorano al punto di scontartela con le persone ai cui prima ti appoggiavi, le catastrofi che ti spingono a pensare che nulla potrà mai consentire a quel progetto di realizzarsi, gli eventi che fanno miseramente crollare la tua inossidabile speranza.
</p>
<blockquote><p>
Succederà che un giorno ti alzerai e avrai dormito 10 ore&#8230;<br />
Andrai al matrimonio di un amico e penserai &#8220;che deficiente a crederci&#8221; e magari t&#8217;innamorerai di un&#8217;invitata&#8230;<br />
Andrai al mare con tuo figlio e l&#8217;amore nei suoi occhi ti dirà che per lui sei sempre il suo papà adorato e sorriderai nell&#8217;aver pensato che potesse essere diversamente&#8230;<br />
Sarà così.</p>
<div style="clear: both; float: right; text-align: right; font-size: 80% display: block; padding: 0 5px 5px 0;">(un&#8217;amica)</div>
<div style="clear: both;"></div>
</blockquote>
<p style="clear: both; display: block; margin: 10px 0 0 0;">
Io ci voglio credere, <strong>amica mia</strong>.<br />
E quel giorno, sarai la prima a saperlo.
</p>
<div style="display: block; margin: 10px 0; background: #E0E0E0; color: #000000; padding: 10px; ">
<strong>P.S.</strong>: Arriva il momento di <a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=41425579252&#038;id=612044192&#038;index=0" target="_blank">staccare la spina</a>, ogni tanto. Quei momenti in cui credi di dover necessariamente riflettere senza annebbiare la mente con mille pensieri concorrenti. Diciamo che è arrivato quel momento. Questo blog <strong>non chiude</strong>, ma si prende un periodo di riflessione sufficientemente lungo, dal quale &#8211; spero &#8211; si risveglierà un personaggio nuovo, più forte e pungente, un po&#8217; come quando questo blog l&#8217;ho aperto e avevo mille speranze. D&#8217;altronde, aspettano il <em>Clock</em> scelte difficili per le quali è necessaria una piena concentrazione. E il <em>Clock</em> è vecchio: tante cose insieme non riesce a farle. Un abbraccio.
</div>
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		<title>Non esiste più il futuro di una volta</title>
		<link>http://www.contrariamente.info/2008/10/29/non-esiste-piu-il-futuro-di-una-volta/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 14:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
				<category><![CDATA[personalmente]]></category>
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Tengo a precisare che questo aforisma non è farina del mio sacco. Davvero, se c&#8217;è una cosa che odio è la gente che si prende meriti non suoi. E poi ha la maledetta abitudine di non rimetterli nemmeno a posto. E perciò, è giusto rendere merito al legittimo proprietario di questa frase, che potrebbe a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Tengo a precisare che questo aforisma <strong>non è farina del mio sacco</strong>. Davvero, se c&#8217;è una cosa che odio è la gente che si prende meriti non suoi. E poi ha la maledetta abitudine di non rimetterli nemmeno a posto. E perciò, è giusto rendere merito al legittimo proprietario di questa frase, che potrebbe a sua volta averla sottratta con l&#8217;inganno ad un terzo, ma la cosa &#8211; capirete bene &#8211; è del tutto priva di importanza.
</p>
<p>
Comunque, se ci si pensa bene, <strong>è drammaticamente vero</strong>. Insomma, una volta mio padre considerava futuribili cose che la mia generazione da per scontate: c&#8217;è tutto, c&#8217;è il benessere, c&#8217;è la possibilità di fare più o meno quel che si vuole, al punto che uno la vita è costretto &#8211; in molti casi &#8211; a complicarsela da solo, per dargli quel minimo di <strong>frizzantezza</strong>. Oddio, c&#8217;è anche chi usa secchi interi di <em>Idrolitina</em>, ma se proprio non hai di meglio da fare, nella vita, capisco che devi trovare un diamine di passatempo!
</p>
<p>
Insomma, oggi mi ritrovo con un attrezzo che ogni <strong>venti minuti</strong> mi da una strizzata al braccio sinistro per verificare pressione e pulsazioni, un po&#8217; come il computer di bordo delle autovetture moderne, con la differenza che se si buca questa, la gomma, sono cazzi. Ma grossi, pure. E così mi rendo conto che, in effetti, venti anni fa un <a href="http://www.torrinomedica.it/studio/MonitoraggioPA.htm" target="_blank">attrezzo del genere</a> non c&#8217;era, e finiva che ti ritrovavi al campo santo perché ti era scoppiata una arteria, così, da un giorno all&#8217;altro, senza una miriade di preoccupazioni sul dove e sul quando, l&#8217;accidente a cui eri predestinato fin dalla nascita, ti aveva colto.
</p>
<p>
Oggi, invece, c&#8217;è questo <strong>miraggio</strong> della prevenzione, che se conduci una vita sana e regolare riesci a rubare qualche mese al tuo tempo, che se non trascuri le buone abitudini (fare colazione, pisciare a intervalli regolari, non toccarti, usare spazzolino e dentifricio due volte al giorno, e ogni tanto dire una preghierina <em>esattamente-a-chi-vuoi-tu</em>) e fai i doverosi controlli, finisce che muori lo stesso, ma sapendolo un po&#8217; prima: <strong>così ti puoi organizzare</strong>.</p>
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		<title>Pensierini della sera</title>
		<link>http://www.contrariamente.info/2008/10/03/pensierini-della-sera/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2008 20:05:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Una piccola raccolta di massime, per tutti quelli che apprezzano la nobile arte dell&#8217;aforisma, specie quando viene così barbaramente applicata.


Lavorare stanca, ma non la famosa legge.


Nulla avviene per caso, ma se non hai qualcuno a cui dare la colpa, Caso la prende sempre volentieri.


A pagare e a morire si fa sempre a tempo, a meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Una piccola raccolta di <strong>massime</strong>, per tutti quelli che apprezzano la nobile arte dell&#8217;aforisma, specie quando viene così barbaramente applicata.
</p>
<blockquote><p>
Lavorare stanca, ma non la famosa legge.
</p></blockquote>
<blockquote><p>
Nulla avviene per caso, ma se non hai qualcuno a cui dare la colpa, Caso la prende sempre volentieri.
</p></blockquote>
<blockquote><p>
A pagare e a morire si fa sempre a tempo, a meno che non sia strozzato dai debiti, suppongo.
</p></blockquote>
<blockquote><p>
Meglio un uovo oggi che un benemerito niente domani. (so che avrei dovuto usare la forma più gretta dell&#8217;aforisma, anche per rinforzarne il valore semantico, ma siamo ancora in fascia protetta)
</p></blockquote>
<blockquote><p>
Chi ha tempo, non aspetti domani per fare quello che poteva fare oggi, perché domani potrebbe anche essere morto e trovarsi senza nemmeno un uovo.
</p></blockquote>
<blockquote><p>
Se nel tuo futuro vedi solo oscurità, le cose sono due: o ti hanno staccato la corrente, oppure è semplicemente che hai una vita di merda. (anche detta massima dell&#8217;ottimismo)
</p></blockquote>
<blockquote><p>
Chi visse sperando, è morto da un pezzo. (anche detto corollario dell&#8217;ottimismo)
</p></blockquote>
<blockquote><p>
Chi trova un amico, trova un tesoro, ma non necessariamente nello stesso luogo.
</p></blockquote>
<blockquote><p>
Se qualcuno ruba un fiore per te, non far finta di non capire: ci sta provando, e più tu non vorrai concederti, più lui rischierà di farsi ingabbiare per furto di ciclamini&#8230; dai&#8230;
</p></blockquote>
<p>
Buona notte a tutti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ti spiego, lettore</title>
		<link>http://www.contrariamente.info/2008/09/08/ti-spiego-lettore/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 11:47:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
				<category><![CDATA[psicologicamente]]></category>
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Ora ti spiego un paio di cose, amico, che l&#8217;esperienza mi ha insegnato a sua volta, amico. Come? Ah, si, ho capito, hai ragione, vuoi che ti chiami diversamente, amico&#8230; che so, vuoi che ti chiami lettore? Ecco dai, facciamo lettore e non se ne parli più, di questa questione del nome, lettore.


Dunque, caro lettore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="clear: both; text-align: center; margin: 10px 0 20px 0;">
<img src="http://www.contrariamente.info/wp-content/uploads/2008/09/post-amici.jpg" alt="Post: Amici" title="Post: Amici" width="510" height="180" class="size-full wp-image-342" />
</div>
<p style="clear: both;">
Ora ti spiego <strong>un paio di cose</strong>, amico, che l&#8217;esperienza mi ha insegnato a sua volta, amico. Come? Ah, si, ho capito, hai ragione, vuoi che ti chiami diversamente, amico&#8230; che so, vuoi che ti chiami <em>lettore</em>? Ecco dai, facciamo <em>lettore</em> e non se ne parli più, di questa questione del nome, <em>lettore</em>.
</p>
<p>
Dunque, caro <em>lettore</em> e cara <em>lettrice</em>, dicevamo di questo paio di cose, che &#8211; ti anticipo &#8211; hanno a che fare con l&#8217;<strong>amicizia</strong>. Ma non solo. Anche con i soldi e le intenzioni, e comunque troverai un maggior dettaglio relativo agli argomenti di interesse nella zona solitamente preposta all&#8217;uopo, che tu sai essere l&#8217;area dei <em>tag</em>.
</p>
<p>
Delle due cose, dunque, la prima riguarda l&#8217;<strong>amicizia</strong>, caro lettore, ed il modo per sincerarti che colui/lei che te la sta dimostrando possa essere a buon diritto denominato/a <strong>buon amico/a</strong>, <strong>valido amico/a</strong>, <strong>ragguardevole amico/a</strong>, <strong>amico/a meritevole di particolare menzione e perciò degno/a di essere chiamato/a tale</strong>: c&#8217;è un solo modo, lettore, e devi aspettare un po&#8217; perchè devi vedere se alla fine il/la tuo amico/a aveva <em>un secondo fine</em>. Ora diciamo che mi sono rotto di mettere queste varianti dell&#8217;amico/a, quindi &#8211; d&#8217;ora in poi &#8211; parlerò d&#8217;<strong>amico</strong> e tu, lettore, intelligentemente, capirai. Insomma, lettore, non è che voglio metterti in guardia&#8230; ma non ti nascondo che sarà una cosa difficile e lunga, capire quando l&#8217;amico è buono o è così così, e &#8211; insomma &#8211; io smetterei di farmi amici dai quaranta in su, perchè un conto è prenderlo nel deretano a trentacinque, e un altro è prendercelo sopra i cinquanta&#8230; vabbè che i muscoli si distendono&#8230; ma ci sono muscoli e muscoli, via. Oh, è un consiglio.
</p>
<p>
Per dire, il buon amico ti presta casa per il <strong>weekend al mare</strong>, e anche se tu ti sentirai in obbligo (seppure sprovvisto di equipollente bene immobiliare) di contraccambiare al favore, egli non ti farà <strong>mai sentire in difetto</strong>: tu al massimo potrai recapitargli, a fornire pareggio, dell&#8217;ottima e finemente lavorata porcellaneria di Deruta, ed è solo a quel punto che si, dannazione, ti sentirai in forte difetto. Questo ci insegna anche che il detto &#8220;<em>se credi di star facendo una cazzata, non farla</em>&#8221; (inutile cercarlo giacchè coniato or ora da me medesimo) andrebbe seguito con una certa diligenza.
</p>
<p>
Un buon amico, inoltre, non ti fa un regalo da <strong>100€ per il compleanno</strong> nella convinzione che al suo (prossimo) ti presenterai con oggetti il cui valore complessivo sia stimabile in <em>118.45€</em> (calcolando la svalutazione media su base annua dell&#8217;Euro e l&#8217;indice di inflazione correnti); a quel punto hai due possibilità, che prevedono entrambe la <em>pessima-figura</em> fra le inevitabili conseguenze: 1) puoi <strong>non presentarti per niente</strong>, adducendo motivazioni poco credibili se non insostenibili, allorquando verrai rassicurato che la mancata contropartita economica andrà a fare da cumulo al regalo per l&#8217;anno successivo ancora, oppure 2) presentarti con dono di <strong>valore grossolanamente diverso</strong> dai primitivi 100€. Ecco, il buon amico non fa caso a questa roba, altrimenti c&#8217;è chi &#8211; in casi come questo &#8211; predispone una cassa continua, all&#8217;uscita, dove depositare la differenza in contanti. No VISA/MasterCard/Bancomat/PostePay.
</p>
<p>
E&#8217; vero, l&#8217;assenza del fine ennesimo è un <strong>indicatore</strong> abbastanza valido delle qualità socio-sentimentali del nostro amico, ma non per questo l&#8217;unico. Per questa volta, lettore, accontentati di questo e non aver timore: dirimerò approfonditamente le questioni che ti crucciano tra qualche altro tempo. Fidati, davvero.
</p>
<p>
Oh, la <strong>seconda cosa</strong> che va detta, lettore, è che tu puoi anche credere che <em>Madonna</em> (e mi riferisco alla cantante) sia giunta virginea al concepimento di <em>Lourdes Maria</em>, beneficiando dell&#8217;intercessione di un qualsivoglia <em>Spirito Santo</em> (del resto, un nome significherà pure qualcosa), ma dovrai convenire con me sul fatto che tra uomo e donna non possa esserci <strong>amicizia</strong>, pura, disinteressata, genuina, legittima amicizia. Ecco, lo sapevo che ti saresti allarmato, lettore, ma fammi spiegare un po&#8217;, dai&#8230;
</p>
<p>
Cioè, tu non puoi pensare che l&#8217;amico che ti riaccompagna a casa la ragazza all&#8217;uscita dalla discoteca perchè &#8220;<em>tanto è di strada</em>&#8221; lo stia facendo solo per <strong>amicizia</strong> tua, dai&#8230; qui non c&#8217;è un secondo fine, c&#8217;è proprio che <em>te la vuole ciùlare</em>: ora che a te stia bene son fatti tuoi, e se sta bene anche a lei, buona camicia a tutti, ma lui <em>te la vuole ciùlare</em>, fidati.
</p>
<p>
Cioè, tu lettore uomo o donna che sia, mettiti nei panni di una donna, non è che puoi sperare che un uomo si subisca tutti i tuoi <strong>drammi esistenziali</strong> di donna, senza che a margine nutra serie &#8211; e tutto sommato giustificate &#8211; pretese di giungere ad una risoluzione positiva dei <strong>suoi</strong> conflitti ormonali, n&#8217;evvero? Si sa che il buon samaritano esiste, è vero, ma in una parabola. Pure vecchiarella&#8230;
</p>
<p>
Cioè, non ti nascondo, caro lettore, che come in tutte le cose <strong>esiste una eccezione</strong> a questa regola non scritta: ma la regola rimane. Oh, è un consiglio, poi se vuoi farti riaccompagnare a casa la fidanzata dall&#8217;amico&#8230; sei liberissimo di farlo. <strong>Chiamami</strong>, nel caso.</p>
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