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	<title>contrariaménte &#187; amore</title>
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	<description>avverbio, in modo contrario, diversamente. come dico io.</description>
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		<title>Succederà&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 13:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
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Siamo di passaggio su questa terra. Ce lo dice la televisione ogni giorno, ce lo confermano quelli che cadono dai tetti delle case in costruzione, ce ne rendiamo conto quando guardiamo quello che accade intorno a noi. Masse scomposte di persone che si muovono, parlano, ridono, fanno, distruggono, lasciano il loro segno su questa terra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style=" clear: both; margin: 10px 0; text-align: center; display: block; ">
<img src="http://www.contrariamente.info/wp-content/uploads/2008/12/post-succedera.jpg" alt="Post: Succederà" title="Post: Succederà" width="510" height="180" class="size-full wp-image-552" />
</div>
<p style="clear: both; display: block; margin: 10px 0 0 0;">
<strong>Siamo di passaggio</strong> su questa terra. Ce lo dice la televisione ogni giorno, ce lo confermano quelli che cadono dai tetti delle case in costruzione, ce ne rendiamo conto quando guardiamo quello che accade intorno a noi. Masse scomposte di persone che si muovono, parlano, ridono, fanno, distruggono, lasciano il loro segno su questa terra e poi se ne vanno, facendo posto a nuove masse, a nuovi attori, a nuovi segni.
</p>
<p>
Allora <strong>perché fare un progetto</strong>, perché pensare a quello che fare domani quando già oggi è una scommessa? Perché non accontentarsi di vivere alla giornata, perché tenere quel completo intimo nel cassetto &#8220;<em>per l&#8217;occasione speciale</em>&#8220;, perché approvvigionarsi alimenti in contenitori chiamati frigoriferi, perché? Ogni giorno è un&#8217;occasione speciale, perché si è vivi, e ogni giorno possiamo decidere cosa mangiare, o non mangiare, o andare a pranzo da un amico, o diventare vegetariani.
</p>
<p>
<strong>E chi c&#8217;è intorno a noi</strong>? Conosco persone che hanno la presunzione di conoscere chi li circonda, quotidianamente o occasionalmente: basta un&#8217;occhiata, uno sguardo, una parola, ed ecco applicata l&#8217;etichetta. Simpatico, carina, disponibile, gretto, bastardo. Siamo davvero etichettabili? O siamo così multiformi da poter essere tutto ed il suo contrario contemporaneamente?
</p>
<p>
La verità è che <strong>a qualcosa dobbiamo appoggiarci</strong>, per vivere. Solo lo stolto, il super-uomo, crede di poter essere sufficiente a se stesso. E c&#8217;è chi si affida ai progetti, agli obiettivi, alle ambizioni, ai sogni. E c&#8217;è chi si affida alle persone, agli amici, al proprio compagno, alla propria famiglia. E c&#8217;è chi si affida alla speranza. E c&#8217;è chi ha bisogno di tutto questo insieme. E c&#8217;è chi invece pensa di poterne fare a meno, rimpiazzando tutto con temporanei succedanei della felicità. E c&#8217;è anche chi la felicità ce l&#8217;ha a portata di mano e se la lascia sfuggire. Questa è la vita.
</p>
<p>
Oggi ho ricevuto queste parole, pregne di un significato che magari sfuggirà ai più e che potranno sembrare fuori luogo, eppure chi le ha scritte sa cos&#8217;è <strong>la vera sofferenza</strong>, nella vita: i drammi che ti logorano al punto di scontartela con le persone ai cui prima ti appoggiavi, le catastrofi che ti spingono a pensare che nulla potrà mai consentire a quel progetto di realizzarsi, gli eventi che fanno miseramente crollare la tua inossidabile speranza.
</p>
<blockquote><p>
Succederà che un giorno ti alzerai e avrai dormito 10 ore&#8230;<br />
Andrai al matrimonio di un amico e penserai &#8220;che deficiente a crederci&#8221; e magari t&#8217;innamorerai di un&#8217;invitata&#8230;<br />
Andrai al mare con tuo figlio e l&#8217;amore nei suoi occhi ti dirà che per lui sei sempre il suo papà adorato e sorriderai nell&#8217;aver pensato che potesse essere diversamente&#8230;<br />
Sarà così.</p>
<div style="clear: both; float: right; text-align: right; font-size: 80% display: block; padding: 0 5px 5px 0;">(un&#8217;amica)</div>
<div style="clear: both;"></div>
</blockquote>
<p style="clear: both; display: block; margin: 10px 0 0 0;">
Io ci voglio credere, <strong>amica mia</strong>.<br />
E quel giorno, sarai la prima a saperlo.
</p>
<div style="display: block; margin: 10px 0; background: #E0E0E0; color: #000000; padding: 10px; ">
<strong>P.S.</strong>: Arriva il momento di <a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=41425579252&#038;id=612044192&#038;index=0" target="_blank">staccare la spina</a>, ogni tanto. Quei momenti in cui credi di dover necessariamente riflettere senza annebbiare la mente con mille pensieri concorrenti. Diciamo che è arrivato quel momento. Questo blog <strong>non chiude</strong>, ma si prende un periodo di riflessione sufficientemente lungo, dal quale &#8211; spero &#8211; si risveglierà un personaggio nuovo, più forte e pungente, un po&#8217; come quando questo blog l&#8217;ho aperto e avevo mille speranze. D&#8217;altronde, aspettano il <em>Clock</em> scelte difficili per le quali è necessaria una piena concentrazione. E il <em>Clock</em> è vecchio: tante cose insieme non riesce a farle. Un abbraccio.
</div>
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		<title>L&#8217;8 e Superenal8.</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 12:45:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
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Pensavo che in Italia stiamo raggiungendo l&#8217;apoteosi della follia: non solo stiamo consentendo al montepremi di un gioco di raggiungere una cifra improponibile persino per il CODACONS, ma cerchiamo addirittura di tutelare la nostra sicurezza con proposte di questo tipo.


Probabilmente non capisco il nesso tra la lotta al traffico di stupefacenti ed una patente di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="clear: both; text-align: center; margin: 10px 0 20px 0;">
<img src="http://www.contrariamente.info/wp-content/uploads/2008/10/post-superenalotto.jpg" alt="Post: Superenalotto" title="Post: Superenalotto" width="510" height="180" class="size-full wp-image-462" />
</div>
<p>
Pensavo che in Italia stiamo raggiungendo l&#8217;<strong>apoteosi della follia</strong>: non solo stiamo consentendo al montepremi di un gioco di <a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/inbreve/visualizza_new.html_791150071.html" target="_blank">raggiungere</a> una cifra improponibile persino per il <em>CODACONS</em>, ma cerchiamo addirittura di tutelare la nostra sicurezza con proposte di <a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/inbreve/visualizza_new.html_791150071.html" target="_blank">questo</a> tipo.
</p>
<p>
Probabilmente non capisco il nesso tra la lotta al <strong>traffico di stupefacenti</strong> ed una patente di guida, ma di certo so che in Italia una patente di guida è decisamente <a href="http://www.oggitreviso.it/patente-chi-ce-lha" target="_blank">considerata</a> alla stregua del <em>rotolo di carta da culo</em>. Il che torna evidentemente utile qualora si sia seduti su adeguata tazza, ma continuo a sostenere che con un panetto di cocaina in tasca difficilmente si adempie a certe igienizzazioni.
</p>
<p>
Tutto sommato credo che la miglior cosa sarebbe se davvero uno <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/estate/200808articoli/36058girata.asp" target="_blank">straniero</a> ci soffiasse il <strong>Jackpot</strong> da sotto al naso: aver accumulato una così grande ricchezza con i nostri risparmi, e farcela ciùlare &#8211; chesso&#8217; &#8211; da un francese, avrebbe quel meraviglioso retrogusto che, suppongo, ci indurrebbe a smettere di buttare soldi in queste lotterie. O almeno a limitare le possibilità che ce li inculi un francese, a margine.
</p>
<p>
Ovviamente non mi sono sottratto alla <strong>febbre del gioco</strong>, e da qualche settimana sto tentando la sorte. Il miglior risultato è stato finora <strong>due</strong>. Il che mi fa matematicamente constatare che le mie finanze si sono alleggerite di circa dieci Euro a fronte di una consistente vincita pari a <strong>zero</strong>: ed ovviamente non mi dispiace per i dieci euro come banconota in se, ma sempre per il fatto che finiranno in tasca al francese. Che ci andrà a mangiare una <em>omelètte</em> in <em>Rue de Pàris</em> accompagnato da uno stuolo di francesine in minigonna e tacchi a spillo. Ah, quello che possono fare <strong>dieci Euro</strong>.
</p>
<p>
Ad ogni modo, sappiate che se risulterò vincitore di una cospicua somma di denaro in una delle prossime estrazioni del <strong>SuperEnalotto</strong>, avrò un pensiero per tutti voi. Chiaramente inizierò dai <strong>parenti</strong> più stretti e cari, anche perché me ne sono rimasti così pochi che mi saranno sufficienti gli spiccioli per accontentarli a vita. Quindi passerò a verificare i reali sentimenti di amore ed amicizia di chi mi circonda (cosa che con un milione di Euro in tasca risulta abbastanza semplice). Di certo i miei figli non dovranno mai sapere di avere in casa un tesoro di questo genere: diventerebbero <strong>tossicodipendenti</strong> a sei anni, per mancanza di stimoli nella vita. Con il reale pericolo di perdere anche la patente di guida prima ancora di averla conseguita.
</p>
<p>
Infine, fuggirò alle <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Isole_Cayman" target="_blank">Isole Cayman</a></strong>, o un qualsiasi altro paradiso fiscale che voglia accogliermi. Mi potrà seguire chi vuole, a patto che io sia disposto a portarlo con me. E questo non prescinde, ovviamente, dalla sottoscrizione di un apposito contratto circa le prestazioni a cui dovrà adempiere per ottenere la mia compagnia. (e buona parte dei miei soldi, ovviamente).
</p>
<p>
Nel frattempo, mi dicono dalla regia, è necessario che torni a <strong>sudare il pane</strong> da riportare a casa quest&#8217;oggi. Buona fortuna.</p>
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		<title>Non per sempre, ma per lungo tempo.</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 11:53:41 +0000</pubDate>
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Ormai è un anno, o forse più, ma il tempo ha cancellato quasi tutte le tracce e sbiadito quel ricordo lontano.
Però ricordo bene che era tiepido, il tempo, mite, stavamo tornando dalle vacanze, da quel posto in cui eravamo andati a festeggiare il nostro primo anniversario, ma stavolta non eravamo più soltanto due: quella, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
Ormai è un anno, o forse più, ma il tempo ha cancellato quasi tutte le tracce e sbiadito quel ricordo lontano.<br/><br />
Però ricordo bene che era tiepido, il tempo, mite, stavamo tornando dalle vacanze, da quel posto in cui eravamo andati a festeggiare il nostro primo anniversario, ma stavolta non eravamo più soltanto due: quella, e non ricordo nemmeno in che precisa occasione, è stata l&#8217;ultima volta che ti ho detto &#8220;ti amo&#8221;.<br/><br />
Eravamo in macchina, mi sembra, accarezzavo la tua gamba, forse allora ti volevo ancora bene, ma non so dirtelo con certezza, perché il tempo ha sbiadito tutto, ha lasciato enormi vuoti, e li ha colmati con la confusione. Quella confusione che non lascia scampo, che non mi lascia, che sta logorando quel che resta attorno al vuoto.<br/><br />
Il tempo e gli eventi ci hanno travolto, rovesciato, strappato dalle nostre convinzioni con tale forza che solo uno spirito solido ed un sentimento fermo avrebbe potuto arginare: essere l&#8217;ancora di salvataggio l&#8217;uno dell&#8217;altra forse voleva dire anche questo, farsi trovare al posto giusto nel momento giusto, o quanto meno cercare di esserci sempre. Sempre, troppo? Perduto è tutto il tempo che in amore non si spende. E ne abbiamo perduto davvero tanto.<br/><br />
Oggi è tutto così diverso, d&#8217;altronde, che certe volte mi chiedo se e perché dovrei o potrei dirtelo ancora: come potrebbe, quel sentimento, riproporsi così forte e genuino come è stato per lungo tempo? Preferisco conservare la franchezza ed evitare il discorso: è più comodo e semplice per me, forse più doloroso ma &#8211; almeno &#8211; realista per te.<br/><br />
Lo vedo, quello che fai per me, per noi, e so cosa ti aspetteresti, come del resto ogni persona innamorata si attenderebbe: ma non posso dartelo, e questo prima o poi dovrai capirlo.<br/><br />
Son successe tante cose, indubbiamente potrebbero essere state troppe, entrambi non siamo più nulla di quello che eravamo: se non ti cerco mai, se ti sfuggo, un motivo dovrà esserci. Se non ho più piacere a dividere con te quello che prima ci sarebbe risultato innaturale fare singolarmente, una spiegazione dovremo trovarla. Se i nostri momenti di intimità sono assenti, se non riesco &#8211; e in fondo non voglio &#8211; mai crearne le condizioni, penso ci sia rimasto poco da aggiungere.<br/><br />
Ci poteva attendere una vita senza grossi problemi, ora me ne rendo conto, ma in un modo o nell&#8217;altro dovremo pagare questo scotto: l&#8217;uno soffrendo la mancanza, l&#8217;altra rinunciando alla felicità. Non per sempre, ma per lungo tempo.<br/><br />
Ora attendiamo questo tempo, in cui entrambi dimenticheremo e smetteremo di soffrire: una sorta di purgatorio che nessuno ha voluto e che tutti potrebbero evitare: oggi morirà ancora qualcosa. Come ieri, come domani.
</p></blockquote>
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		<title>Sul sesso e le sue varianti</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 12:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
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Sull&#8217;indubbia necessità, per l&#8217;uomo, di praticare il sesso, non c&#8217;è evidentemente alcun dubbio. Non credete a quelli che dicono che si può vivere una vita senza provarne i piaceri: nella maggior parte dei casi sono degli ipocriti vestiti di nero con un colletto bianco, e nei restanti casi trattasi sicuramente di eunuchi. Dei primi, vi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="clear: both; text-align: center; margin: 10px 0 20px 0;">
<img src="http://www.contrariamente.info/wp-content/uploads/2008/10/post-sesso.jpg" alt="Post: Sesso" title="Post: Sesso" width="510" height="180" class="size-full wp-image-451" />
</div>
<p style="clear: both; margin: 10px 0 0 0;">
Sull&#8217;indubbia necessità, per l&#8217;uomo, di praticare il <strong>sesso</strong>, non c&#8217;è evidentemente alcun dubbio. Non credete a quelli che dicono che si può vivere una vita senza provarne i piaceri: nella maggior parte dei casi sono degli ipocriti vestiti di nero con un colletto bianco, e nei restanti casi trattasi sicuramente di eunuchi. Dei <em>primi</em>, vi <a href="http://www.sanmarinortv.sm/attualita/default.asp?id=35&#038;id_n=28786" target="_blank">invito</a> <a href="http://www.iltamtam.it/ArticleDetail.aspx?articleId=9583" target="_blank">caldamente</a> a <a href="http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200809articoli/8179girata.asp" target="_blank">diffidare</a>, almeno fino a quando non si sarà fatta chiara luce sull&#8217;alone di mistero che li avvolge: il che, probabilmente, indica che non potrete fidarvene mai (poi non dite che nessuno ve l&#8217;aveva detto). Dei <em>secondi</em>, ammesso che ancora esistano&#8230; ecco, ammesso che ancora esistano.
</p>
<p>
Poi, chiaramente, c&#8217;è il <strong>sesso</strong> fatto <em>bene</em>, c&#8217;è quello fatto <em>così e così</em>, c&#8217;è quello fatto <em>grossomodo</em>, c&#8217;è anche quello <em>fatto per finta</em>, c&#8217;è quello fatto <em>in totale autostima</em>, insomma ce n&#8217;è per tutti i gusti e &#8211; se vogliamo &#8211; tutte le stagioni. C&#8217;è il sesso <em>con amore</em>, c&#8217;è il sesso <em>senza amore</em>, c&#8217;è l&#8217;amore <em>senza sesso</em>, c&#8217;è il sesso <em>tra uomo e donna</em>, c&#8217;è il sesso <em>tra donna e uomo</em> (che potrebbe apparire una ripetizione, ma dovrebbe risultare chiaramente al lettore che in questa seconda ipotesi si concretizza una decisa inversione di ruoli), c&#8217;è il sesso <em>tra uomo e uomo</em>, c&#8217;è il sesso <em>tra donna e donna</em> (e qui, mi si consenta, la differenza non è nemmeno così sottile), infine c&#8217;è il sesso <em>tra un uomo ed un numero imprecisato di donne</em>, ma comunque superiore a quattro, al quale è stato riconosciuto il nome di <em>orgia</em>. È una roba da capogiro, c&#8217;è una variante per ogni gusto e giorno della settimana&#8230; ma che dico, del mese&#8230; ma che dico, dell&#8217;anno.
</p>
<p>
La cosa che però, da uomo, è tendenzialmente difficile da comprendere è il <strong>meccanismo</strong> secondo il quale dovrebbe scattare, nella donna, il desiderio sessuale nei confronti dell&#8217;uomo. Parliamoci chiaro, l&#8217;uomo lo fa con un solo preciso intento, ovvero quello di sedare gli sconvolgimenti ormonali che lo pervadono: non starei qui a sindacare tanto sulla presenza o meno di un sentimento alla base delle azioni maschili in questo contesto, anche perché di uomini <em>sensibili</em> che si tirano indietro se la tipa che hanno conosciuto la sera stessa (e della quale, voglia il signore, non possono certamente essere perdutamente innamorati) decide di conceder loro le grazie di cui è provvista, beh, onestamente non s&#8217;è mai saputo. Nemmeno gli <em>omini-neri-con-il-colletto-bianco</em> e gli <em>eunuchi</em> di cui sopra, intendo, saprebbero resistere. Ammesso che ancora esistano.
</p>
<p>
Ma la donna, la donna è più <strong>complessa</strong>. Nella donna non è presente un concetto così radicato di <em>ormone</em>: laddove la sua presenza (dell&#8217;ormone, intendo) dovesse infastidirla, la donna possiede strumenti ben diversi per metterlo a tacere (sempre l&#8217;ormone, si). Non ha che da scegliere: pillole, shopping, scarpe, abiti, borsette, <em>Maria De Filippi</em>, un romanzo <em>Harmony</em>, del buon gossip, <em>Novella 2000</em> (ammesso che ancora esista), il parrucchiere. E ne ho citati solo alcuni. L&#8217;uomo, da par suo, potrebbe azzardare una <em>PlayStation</em>, e &#8211; forse dico forse &#8211; una partita di calcetto con i colleghi, tutte cose di gran lunga meno risolutive di uno scialle <em>Dolce&#038;Gabbana</em> da esibire con nonchalance.
</p>
<p>
Non è mia intenzione fare di ogni erba un fascio, infatti dirò che ci sono anche donne che rinunciano a <em>Dolce&#038;Gabbana</em>, trovando decisamente più opportuno <em>Yves Saint Laurent</em> (ammesso che ancora produca qualcosa, viste le recenti&#8230; ehm&#8230;). Non è vero, è ovvio che anche la donna dovrà in qualche modo soddisfare quelle che vengono normalmente definite <strong>pulsioni sessuali</strong>, ma che l&#8217;uomo ha la curiosa capacità di percepire come <strong>irrinunciabile desiderio di accoppiamento</strong>. E su questo aspetto, l&#8217;uomo ha fatto passi da gigante. E ora intendo l&#8217;uomo come &#8220;genere umano&#8221;, non tanto come esemplare maschio della popolazione mondiale.
</p>
<p>
Se non altro, oggi come oggi, l&#8217;emancipazione della donna l&#8217;ha portata a chiedere qualcosa di più al suo partner, almeno tra le lenzuola: tematiche come il <strong>preliminare</strong>, ad esempio, sono state fortemente sdoganate, e non è raro trovare una donna che esponga &#8211; con chiarezza e dovizia di particolari &#8211; le <em>attenzioni</em> di cui vuol essere coperta (si, vabbè, coperta) prima di poter accedere al livello 2 del vostro piacevolissimo <em>game</em>. Non solo: in alcuni casi, per passare al livello 2 c&#8217;è anche lo <em>stage bonus</em>, ricordate? Come su <em>Street Fighter</em> che bisognava distruggere la <em>Chevrolet</em> a colpi di mazzate. Ecco, anche in questo caso c&#8217;entra in qualche modo la mazza, e in talune occasioni anche la <em>Chevrolet</em>, ma è tutto molto più complicato.
</p>
<p>
Ad ogni modo, tutta questa manfrina per giungere ad una <strong>conclusione</strong> che non ha nulla a che fare con il preambolo, ma riguarda ugualmente il <em>sesso</em>, specificamente nella parte che pertiene al contesto in cui questo viene praticato. Già, perché se i più metodici preferiscono la sicurezza offerta da un materasso ed una rete a doghe di faggio, c&#8217;è anche chi gradisce &#8211; saltuariamente ma non troppo &#8211; sperimentare nuove emozioni in situazioni assolutamente improbabili. Meglio, in questi casi, andare preparati: nel senso, credi che non possa farti comodo questo utilissimo <a href="http://fallisoffrire.blogspot.com/2008/10/tutorial-come-fare-sesso-in-aereo.html" target="_blank">tutorial</a>? Io l&#8217;ho già <strong>stampato</strong>.
</p>
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<em>To be continued&#8230;</em></p>
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		<title>Luogocomunismi #1: &#8220;Voi uomini siete tutti uguali&#8221;</title>
		<link>http://www.contrariamente.info/2008/09/23/luogocomunismi-1-voi-uomini-siete-tutti-uguali/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 06:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
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Prende il via oggi, dopo numerose sollecitazioni, una rubrica molto cara allo scrivente: ogni blog che si rispetti ha una sua rubrica propriamente detta, ed il fatto che questo posto non sia poi così rispettabile non mi sembra comunque un motivo sufficiente per privarlo di una peculiarità così importante.


Il luogo comune, il modo di dire, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="clear: both;">
Prende il via oggi, dopo numerose sollecitazioni, una <strong>rubrica</strong> molto cara allo scrivente: ogni blog che si rispetti ha una sua rubrica propriamente detta, ed il fatto che questo posto non sia poi così rispettabile non mi sembra comunque un motivo sufficiente per privarlo di una peculiarità così importante.
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<p>
Il <strong>luogo comune</strong>, il <em>modo di dire</em>, la <em>credenza popolare</em>, l&#8217;ancestrale locuzione tramandata di padre in figlio e gelosamente conservata nel bagaglio culturale di ognuno di noi&#8230; personalmente trovo tutte queste cose una <strong>immensa boiata</strong>. Del resto, inutile negarlo, molti di questi assiomi trovano conforto nella realtà dei fatti, ma fare di tutta l&#8217;erba un fascio è innegabilmente un errore.
</p>
<p>
Invece, <strong>fortunatamente</strong>, non è così. C&#8217;è ancora chi si <em>sottrae al luogo comune</em>, ottenendo come risultato &#8211; nella migliore delle ipotesi &#8211; <strong>zero</strong>. Quello di oggi, ad esempio, si è cominciato a dibatterlo con <a href="http://seulementmoi1987italy.spaces.live.com" target="_blank">Emanuela</a> su Facebook, ma poi lei doveva guardare Beautiful e allora ho continuato da solo: tu chiamali, se vuoi, <em>onanismi</em>.
</p>
<p>
Il <strong>luogo comune</strong> di oggi, in fondo, si smonta da se: d&#8217;altronde, se fosse vero che siamo tutti così uguali, ci sarebbe da chiedersi se il problema è di <em>Gabriel Garko</em>, che va in giro con uno stuolo di pisella al seguito, o se il problema è <em>nostro</em>, che ce la dobbiamo faticare manco fosse un lavoro in miniera. Oltretutto, se fosse vera questa omogeneità maschile, non potreste, care le mie signorine lettrici, distinguere il bello dal meno bello, il brutto dal meno brutto, e &#8211; appunto &#8211; <em>Gabriel Garko</em> da un comune <em>saldatore di Ivrea</em>. Fate voi&#8230;
</p>
<p>
Ma escludiamo per un attimo la <strong>componente fisica</strong> dell&#8217;uguaglianza (che, come vedete, va indebolendosi), e concentriamoci sugli aspetti più prettamente caratteriali, di comportamento. Consideriamo, peraltro, l&#8217;evoluzione della donna negli ultimi venti o trenta anni, l&#8217;emancipazione e l&#8217;assunzione di un ruolo sempre più determinante all&#8217;interno della società. Questo, a parte determinare il lento decadimento del sistema, ha inequivobcabilmente confuso l&#8217;uomo, vistosi privare di una posizione di dominio assoluto, già a partire dal 1946 (con il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_universale" target="_blank">suffragio universale esteso alle donne</a>). Non lamentatevi, quindi, donne/ragazze/femmine se il vostro uomo appare troppo docile ed accondiscendente nei vostri confronti, perchè evidentemente sotto sotto lo intimorite. Parimenti, se il vostro adorato amante se ne strafrega di voi e non vede l&#8217;ora di poter saltare su un&#8217;altra cavalla, potrete confermare che &#8211; evidentemente &#8211; non tutti gli uomini sono esattamente identici. Di più: esiste una terza categoria, quelli <em><u>coglioni</u></em>, che ognuna di voi ha incontrato almeno una volta nella vita (posto che abbiate almeno 23/24 anni, età media stimata per l&#8217;incontro con il <em><u>coglione</u></em>). Il <strong>coglione</strong> lo riconosci al volo: è l&#8217;uomo serio, senza grilli per la testa, quello che ti da la tranquillità di vivere una vita serena senza troppi grattacapi, quello che &#8220;<em>se prova a guardare un&#8217;altra gli spezzo un braccino</em>&#8220;, quello che &#8211; infatti &#8211; nonostante tutto tendete a sposarvi. Ah, ma no, c&#8217;è una quarta categoria: il <strong>codardo</strong>, sostanzialmente riconducibile all&#8217;uomo serio, tuttavia quest&#8217;ultimo tenderà a tirarsi indietro al momento di assumere qualsiasi responsabilità nei vostri confronti (in alcune culture tali personaggi vengono definiti <em>eunuchi</em>). In verità, potrei continuare in questa classificazione spannometrica e grossolana dell&#8217;uomo, ma credo sia sufficiente già questa prima riduzione a quattro macro-aree per individuare univocamente l&#8217;impossibilità di avere due uomini <strong>esattamente identici</strong>.
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<p>
Se, infine, volessimo trascurare anche la parte <strong>caratteriale</strong> del vostro maschio, non ci resterebbe che analizzare quella <strong>fallica</strong>. E li, dio ce ne scampi, abbiamo serissime dimostrazioni di quanto il signore sia stato <em>ridondante</em> con taluni e tremendamente <em>parco</em> con talaltri. Di questo, ed altro (ma poco altro), parlarono <em>Rocco Siffredi</em> e alcuni intervenuti al simposio &#8220;<em>Conta più la forma o la sostanza?</em>&#8220;, senza peraltro trovare una soluzione al dilemma.
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<p>
Vi potrei dare ragione, femminucce, qualora voleste sottolineare la <strong>naturale tendenza</strong> dell&#8217;uomo medio ad avere un pensiero ricorrente verso le vostre parti intime: oltrettutto il pensiero si materializza &#8211; sovente &#8211; con la produzione di feromoni che non è sempre facile sedare. Tutto questo, inoltre, molto prima di essersi innamorato di voi&#8230; tsè&#8230; beh, vorrei solo ricordarvi quanto diceva <em>Woody Allen</em>, personaggio che io stimo alla stessa stregua delle foglioline di basilico, ma al quale &#8211; evidentemente &#8211; viene riconosciuta una certa autorevolezza in merito: &#8220;<em>L&#8217;amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande.</em>&#8220;; morale: non vi fate troppe paranoie.
</p>
<p>
Insomma, <strong>gentili pulzelle</strong>, non è per farvi cadere un mito, ma mi sembra di aver dato dimostrazione che il vostro pensare comune circa l&#8217;uguaglianza di noi uomini è basato su esperienze personali che poco hanno a che vedere con la realtà dei fatti: in fondo non è colpa di nessuno se vi impelagate sempre con maschi degni di considerazione quanto io apprezzo le foglioline di basilico&#8230; e si che le apprezzo, eh!
</p>
<p>
Il <strong>dibattito</strong> è aperto, i consigli anche. Se avete qualche altro <em>luogo comune</em> da sfatare, sarò lieto di applicarmi in ricerche atte a dirimere le questioni controverse. Nel caso le ricerchè non dovessero produrre gli effetti desiderati, perorerò personalmente la vostra causa, perchè del luogo comune dobbiamo <strong>cancellare</strong> il ricordo.</p>
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		<title>Delitto e castigo</title>
		<link>http://www.contrariamente.info/2008/09/22/delitto-e-castigo/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 19:27:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
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La cattiveria e l&#8217;odio che una persona può riservarti, sono secondi solo al bene ed all&#8217;amore che puoi avergli donato.


Che detta così, potrebbe sembrare una citazione&#8230; invece no, solo la triste realtà.


Claudia mi suggerisce un&#8217;altra riflessione sull&#8217;argomento, che trovo decisamente appropriata. E profonda.

Le persone che non ci interessano, difficilmente riescono a deluderci fino a farci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
La cattiveria e l&#8217;odio che una persona può riservarti, sono secondi solo al bene ed all&#8217;amore che puoi avergli donato.
</p></blockquote>
<p>
Che detta così, potrebbe sembrare una <strong>citazione</strong>&#8230; invece no, solo la triste realtà.
</p>
<div style="clear: both; background: #D0D0D0; padding: 4px;">
<a href="http://sancla.wordpress.com/" target="_blank">Claudia</a> mi suggerisce un&#8217;altra riflessione sull&#8217;argomento, che trovo decisamente appropriata. E profonda.</p>
<blockquote><p>
Le persone che non ci interessano, difficilmente riescono a deluderci fino a farci del male.
</p></blockquote>
<p>Grazie.
</p></div>
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