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Rigorosamente italiani

| 23 giugno 2008 | 5 commenti » | sportivamente, velocemente

Europei 2008 UEFA

Non mi sembra affatto giusto screditare la Nazionale di calcio Italiana solo perchè siamo decorosamente usciti dopo centoventi minuti di spumeggiante gioco contro una staordinaria Spagna, che – tra l’altro – non ci ha mai minimamente impensieriti, ne durante il corso della partita, ne ovviamente dopo.

Facile, eh, dimenticare adesso le prodezze di coloro i quali hanno segnato tre gol in quattro partite: che poi, l’unico attaccante, non era nemmeno italiano!

Io, invece, ricorderò a lungo le prestazioni di Cannavaro e Materazzi: dello scorso Mondiale, però. Si, anche la compagna di Borriello, giusto.

 

Due pesi, due misure

| 30 marzo 2008 | 7 commenti » | contestualmente, sportivamente

Il settore calcistico italiano, in tutti i suoi possibili contesti, necessita indubbiamente di un ridimensionamento.

A tutti i livelli, ripeto, perchè vi invito a trovare qualcosa, in quello che oggi comunemente chiamiamo mondo del pallone, che abbia anche solo una verosimiglianza di normale.

Gente che guadagna milioni per tirare calci al pallone. Gente che guadagna milioni per allenare gente a tirare calci al pallone. Gente che guadagna milioni per riprendere (e trasmettere) gente che tira calci al pallone. In tutti questi milioni si nasconde il vero tumore del calcio italiano (ma, penso, anche mondiale): l’interesse di tutti a che si continui in questo modo, e forse pure peggiorando, tanto i milioni posson solo diventare miliardi.

Più si verificano fatti di questo tipo, più la cognizione di questa realtà dei fatti diventa forte e viva.  E sgradevole, aggiungo

Oggi è morto un ragazzo, investito da un autobus. Ad una piazzola di sosta di un comunissimo Autogrill. Incidentalmente l’investitore è l’autista di un autobus di una trasferta di juventini. Incidentalmente l’investito è un tifoso del Parma. Oggi, avrebbero dovuto giocare Juventus e Parma.

Ieri, tanto per dire, un ubriaco ha investito e ucciso un ragazzo di soli sedici anni, anch’egli è morto. Non tifava nessuna squadra, o forse si, chi lo sa. E’ morto tra le braccia dei suoi genitori, che hanno potuto e dovuto vivere l’atrocità degli ultimi anèliti agonizzanti del proprio figlio. Sotto casa.

Oggi pomeriggio si è mobilitato il mondo del pallone, per rendere il (giustissimo, peraltro) tributo al ragazzo caduto sul luogo di un incidente. La partita non si fa, per rispetto. Sugli altri campi, un minuto di silenzio, per rispetto.

Del ragazzo di sedici anni investito dall’ubriaco, nessuno ha avuto premura di informarsi circa la squadra del cuore: così, tanto per comunicarlo alla FIGC e provvedere alla sospensione della rispettiva partita. No.

Poniamoci questa domanda: e se l’autista avesse investito un comune mortale, non legato a nessuna fede calcistica e non diretto all’ennesima trasferta nello stadio avversario, quante partite sarebbero state sospese? E se ad investire il ragazzo fosse stato un ubriaco senza nessuna sciarpa da Ultrà?

Ad entrambe queste domande, lo so io e lo sappiamo tutti, la risposta è: NESSUNA.

Quattro, numeri, coincidenze

| 9 luglio 2006 | Un commento » | sportivamente

Quattro motivi e persone per cui (e di cui) sorridere stasera:

  1. Zinedine Zidane, campione del mondo, uomo di qualità indiscussa sotto il profilo tecnico ed umano, dopo quasi due ore di gioco rifila una testata in pieno petto a Marco Materazzi, che sull’onda del “…te spacco ‘na gamba…” di Cosmiana memoria cade a terra come foglia morta cade (fortunatamente ancora vivo, però); espulso, era la sua ultima partita internazionale; se un Dio esiste, comincio a crederci.
  2. Rino Gattuso, ai microfoni di Rai 1, qualche minuto dopo la fine della soffertissima partita Italia-Francia, confessa di aver passato la notte insonne, e di aver fatto visita per ben 28 volte ai servizi igienici dell’albergo, trovando come unico sollievo l’apposizione di un cubetto di ghiaccio in zona periferica anale, acciochè l’infiammazione provocata dalle numerose scariche intestinali potesse trovare finalmente risoluzione; se un Dio c’è, Gattuso gli è sfuggito di mano!
  3. Fabio Grosso, sarà il suo Mondiale, sarà la fortuna dell’esordiente, sarà la voglia matta di fare bene, ma ogni partita risolta da un guizzo lo vede protagonista, volontario o involontario: il rigore procurato agli ottavi, il gol ai supplementari in semifinale, l’ultimo rigore della partita che ci ha decretato Campioni del Mondo; il calcio buono ancora esiste, calcia scomposto ma preciso di sinistro e si fa lunghe sgroppate sulla fascia sinistra; se un Dio c’è, questo dev’essere uno dei figlioli preferiti.
  4. Italia Campione del Mondo, per la quarta volta nella sua storia, dopo tanta sofferenza, dopo l’ennesimo commento di Mazzola che sbaglia ogni previsione, dopo l’ennesima volta di Perrotta in campo, dopo l’ennesima parata show di Buffon e dopo l’ennesima prova di cuore degli undici in campo e degli altri fuori; se un Dio c’è, a questo punto, mi spiego perchè Del Piero ha infilato quel rigore!

Il calcio che non t’aspetti

| 4 luglio 2006 | Commenti disabilitati | sportivamente

Se escludiamo gli improbabili commenti di Sandro Mazzola, che a 45 secondi dal fischio d’inizio, immancabilmente da 6 partite a questa parte, riesce a fare valutazioni tecniche sui “…primi minuti di gioco dell’Italia…”, quella di stasera è stata una partita di quelle belle davvero. Di quelle che ti fanno riappacificare con un’idea di sport che stranamente pensavi di aver smarrito.

Il signore nella foto è Fabio Grosso: a lui dobbiamo una buona fetta di questo Mondiale; ci ha regalato il rigore che ci ha consentito di passare lo scoglio degli ottavi contro l’Australia e stasera ha insaccato in rete uno dei palloni più difficili di questo Mondiale, aiutato e servito in maniera impeccabile dall’altro signore (che per timore reverenziale non mi posso permettere nemmeno di riportare in foto, vista la grandezza dimostrata stasera per l’ennesima volta) Andrea Pirlo, uno che è riuscito – unico – ad essere per ben due volte “Man of the match” della FIFA. Le lunghe leve di Lehmann c’erano quasi arrivate, ma quel pallone a girare di interno sinistro era davvero difficile da fermare.

Un po’ di campanilismo c’è… quel signore (sempre lui, Fabio Grosso) ha fatto il grande salto della carriera (calcisticamente parlando) nella mia città, e la prima convocazione in Nazionale l’ha ricevuta quando – con Trapattoni alla guida dell’Italia – militava e vestiva la maglia del Perugia.

Io, che da tempo ho perso la grande passione per il calcio, oscurato da vicende poco chiare e troppi soldi circolanti che ne fanno – giocoforza – un postribolo di malcostume e vergogna, stasera sono felice di quest’Italia che a dispetto di chiacchiere, deferimenti, retrocessioni e penalizzazioni ha voluto dimostrare sul campo il proprio valore e i propri valori.

E m’ha fatto soffrire, divertire ed esultare. Grazie Fabio. Grazie Italia.

P.S.: E poi volete mettere… contro i crucchi!!!!