Post con tag ‘considerazioni’

Il Natale alle porte

| 7 dicembre 2008 | 13 commenti » | personalmente, psicologicamente

Post: Natale

Natale, il trentatreesimo, è quasi alle porte, fortunatamente. Mai come quest’anno la festività arriva (trentatreesima e) immotivata, almeno per il sottoscritto. Ma mi pare che in giro non ci sia così tanta gente serena, fra i 4€ da destinare a Sky e la tredicesima fumata per l’ordinaria manutenzione della caldaia.

Non tiro un bilancio di quest’anno perché ne uscirebbe una roba disastrosa, un bollettino di guerra che in confronto Salò nel ‘14 fu una passeggiata. Pochissime soddisfazioni, quasi tutte (anzi tutte e sole) nel lavoro, che non è poco, intendiamoci: essere soddisfati dal e del proprio lavoro è importante, ma – ahimè – non è tutto. Dicevo giusto ieri all’omonima che posso – se non altro – ritenermi soddisfatto di un ritocchino alla bilancia sull’ordine dei sette/otto chili: non che ne avessi bisogno, insomma, ma in prospettiva “dolciumi natalizi” sembrerebbe persino utile.

Se solo pensassi di strafogarmi di pandoro e panettone…. cosa che non disdegnavo, di solito; poi, quest’anno, passando davanti all’ennesima confezione dell’ennesimo panettone ripieno di crema al cioccolato ho riflettuto che – a mia memoria – non sono mai riuscito a trovare una dannata fetta di panettone ripieno minimamente avvicinabile (in aspetto e consistenza) a quella artificiosamente proposta sulla confezione del suddetto panettone. Fateci caso, è una fregatura. Quindi, quest’anno ho indetto un personale sciopero del dolciume, bandendo (parola difficilissima) dalla mia tavola questi simboli del consumismo sfrenato di fine anno. Anche se suppongo che il Sig. Bauli continuerà a dormire sonni tranquilli.

Questione per certi versi analoga quella che interesserà doni e presenti: non me ne voglia nessuno, ma quest’anno mi faccio il regalo da solo; e rimanderò al mittente (o destinerò in beneficenza) i regali ricevuti (escludendo quello della mamma, che – si sa – altrimenti si offende). È una cosa odiosa, lo so, ma qualcuno doveva pur farla, per spezzare quest’aria di falso buonismo che, oggettivamente, stomaca: tanto lo sanno tutti che i regali vengono riciclati annualmente, e che rischi di ricevere qualcosa anche da chi non ti può crepare di vedere fino al 24 e tornerà a farlo dal 26.

Mai avuto un paio di Nike, al massimo un comodissimo modellino Puma estivo, scarpe che hanno valso fino all’ultimo centesimo… così le ho provate: caspita se son comode, ma con la stessa cifra mi ci esce un 55-200 e un ghiacciolo (anche se non è periodo), quindi – conti alla mano – temo che i miei piedi continueranno a camminare su altrettanto comodissime calzature “normali”, mentre la 400D potrà finalmente godere i benefici di un obiettivo chiamabile tale.

Veramente ho anche visto dell’altro: abbigliamento, elettronica, sex toys (che costano una cifra, l’inflazione non conosce barriere, dannazione), infissi (grazie per aver tolto dalla Finanziaria l’incentivo del 55%), cinta di distribuzione dell’automobile (a 160.000 tocca, oppure butti la macchina, ma non è periodo). Dunque mi trovo di nuovo con il dubbio, e finirà che darò un bel calcio nel deretano a questo 2008 atteggiandomi a buona formichina. Tanto, di cicale ce ne sono già a sufficienza…

Ora non c’entra molto, ma visto che so per certo di avere almeno un lettore a cui piacciono i Negramaro (sebbene, nel caso specifico, si tratti di una cover), e visto che questo post era già sui generis, e visto che ho sentito questa canzone ieri notte, e visto che mi è piaciuta, insomma… la speranza è che il 2009, se non meraviglioso, porti almeno qualche soddisfazione. Ed è un augurio per tutti, che il Clock vi vuole bene. ;-)

Questioni di sensibilità

| 15 ottobre 2008 | 8 commenti » | personalmente

Ora, non è un gran momento, no? Intendo, aldilà della situazione di crisi economica mondiale, che è sotto gli occhi di tutti, poi ci sono anche quelle piccole e grandi noie che fanno parte della vita di tutti, no? Ok, non proprio tutti tutti, ma vogliamo dire la maggioranza? Ok, va bene, questi quattro sfigati.

E insomma, non è che uno sta li a spaccare le palle agli altri, quelli che invece i problemi o non li hanno o non intendono farsene una ragione. O peggio, sostengono che è meglio lasciar correre… e poi quando li risolvi, ’sti problemi? No, direi proprio di no, io almeno tendo ad affrontarli. Certo, sarebbe decisamente piacevole beneficiare di una dannata pacca sulla spalla, un sorriso, un “non ti ci faccio pensare per dieci minuti”, non dico tanto ma anche dieci minuti di allegria ti potrebbero giovare… Però, tutto sommato, uno si accontenta anche del vecchio e prezioso nulla, in periodi di magra, no?

Ecco, allora mi chiedo, a margine di tutte queste considerazioni: ma porca puttana, è così straordinariamente difficile riservarmi lo stesso trattamento? Essantoddio…

Accorgersi

| 3 settembre 2008 | 16 commenti » | personalmente

Post: Accorgersi

Temo di aver frantumato, negli ultimi tempi, ogni infinitesima scatola (perchè il termine tecnico “testicolo” mi pareva fuori luogo) dei quasi quaranta lettori che – più o meno quotidianamente – affollano questo posto. Anche di quelli non dotati di tali attributi, si, gli son cresciuti e si sono distrutti… Non sono uno che scrive una volta al giorno quel che gli passa per la testa, ne tantomento ne fa romanzi da rilasciare a capitoli con cadenza settimanale; ma, ed è inutile negarlo, in questi ultimi tempi, alla diradata frequenza con cui (giust?)apponevo le mie parole su questo spazio, si è andata aggiungendo una vena malinconica che non può non avervi giustamente annoiato.

Ed ha annoiato anche me, in sincerità, ve lo devo confessare. Ci sono momenti, nella vita, in cui le persone – per vari motivi – si fermano a riflettere un po’ sulla loro esistenza, su quel che hanno fatto e su quello che possono o devono ancora fare. C’è chi lo fa in prossimità di una elezione a Capo dello Stato, chi nell’attimo di ricevere la pergamena Universitaria, chi la mattina quando si alza, e anche chi – in tutta la sua vita – ha avuto la fortuna (o la sfiga) di non farlo mai, perchè ha potuto vivere l’ebbrezza (!) di un’esistenza con il culo sul burro, la strada pianeggiante, le verdi vallate, e tutta una serie di altre menate che conoscerete meglio di me. C’è anche chi lo fa in momenti meno felici, è vero, e così tende a farsi una strana concezione del tempo passato, intravedendolo come percorso fallimentare verso una situazione che magari non è così rosea, e giù a far considerazioni pessimistiche su ciò che lo attenderà. C’è chi è rimasto scottato dall’acqua calda, ed ha paura a toccare pure la fredda. C’è chi è stato beffato, e ora vede intorno a se solo persone che vogliono beffarlo ancora. C’è chi ha perso cose e ora vuole ritrovarle.

Ma il fatto è che la natura umana, dall’appartenenza alla quale non ho alcuna intenzione di sottrarmi, ha lo straordinario vizio di rendersi conto troppo tardi delle cose belle che ha perduto, o che non ha voluto sperimentare fino alla loro fine. A me è successo un paio di volte, l’ultima un bel po’ di tempo fa, direi sempre in situazioni piuttosto tristi e dolorose; e da allora ho capito che per quelle cose (fintanto che esisteva la più remota possibilità di riagguantarle) potevo e dovevo invece combattere fino a quando ne avevo forza: non è detto che avrei avuto successo, ma almeno avrei tentato. Questo è un insegnamento che m’hanno lasciato i miei cari, ma – tutto sommato – suppongo me lo potesse lasciare qualsiasi persona di buon senso. E per questo mi spiace per chi raggiunge questa consapevolezza in tempi dolorosi, quando ciò che di bello c’era è svanito e – ahimè – probabilmente irrecuperabile. Sarà lacerante, purtroppo.

Così, tutto preso in uno di questi momenti (che io sono uno che – più o meno – ogni lustro fa, o è costretto a fare, un check-up della propria vita) ho pensato che, ad esempio, questo blog così proprio non va. Il che è una cosa che mi fa pensare un po’, visto che il blog non si fa da solo, visto che ’sta roba qua ce la scrivo io, e se io non giro lui non gira, e se io sto in quei giorni li (pur non avendone diritto, mancandomi le ovaie) anche lui – povero disgraziato – si trova in un periodo di forte scombussolamento ormonale (che per un blog equivale a problemi con la banda, se tanto mi da tanto): pur essendo un esercizio possibile, infatti, trovo davvero difficile che una persona riesca a descriversi su un blog personale come una faccia completamente diversa della stessa medaglia. A meno che non sia un gemelli.

La verità è che il blog non va perchè chi sta dietro le quinte ha smesso di manovrare, da un po’, e sta perdendo di vista quella cosa meravigliosa che è il sorriso, angosciato in un alone di misantropia da far spavento! Ecco, questa è una cosa per cui combattere, perchè – consentitemelo – una vita vissuta in cotal maniera è una vita di cacca. Si, la cacca, argomento di cui poco si è parlato ma che nasconde (oltre ad un’infinità di batteri) anche un miriade di retroscena non banali, giacchè concentra in se gli scarti della nostra esistenza in vita, e non mi sembra poco. Le dedicherò la giusta attenzione prossimamente, promesso, per vostro sommo gaudio, insomma.

Ora, in grazia di dio, attendete quantomeno che esaurisca le mie preziose ferie per poter nuovamente godere di qualche sprazzo di lucidità, anche perchè ora sto dedicandomi ad una attività per la quale – vi assicuro – qualsiasi sforzo in vita non sarebbe mai abbastanza, specialmente ora che è rimasta l’unica cosa veramente importante (per il resto, perchè ci sarà nuovamente un “resto”, fortunatamente, si tratta solo di rimboccarsi le maniche e ricominciarne un altro). Vi dico solo che, in questo momento, mi guarda da lassù

P.S.1: Non sono improvvisamente diventato mistico, “lassù” significa tante cose, eh!
P.S.2: Sia ben chiaro che la battuta sui gemelli è per tutti quelli che si son letti questo (o meglio i commenti). Mi raccomando.