Post con tag ‘elezioni’

O bianco, o nero, Obama

| 5 novembre 2008 | 7 commenti » | contestualmente, politicamente

Post: Obama

Non ti rendi conto di quanto sia terribile parlare di qualcosa® con qualcuno, che di quella cosa ne sa molto meno di te, fino a quando non ti trovi dall’imbarazzante parte di colui che dell’oggetto di cui si sta discutendo è praticamente inconsapevole.

A me accade quando intorno a me si parla delle soap-opera: cosa che fortunatamente si concretizza molto di rado, ma in quelle poche occasioni mi rendo conto dell’immane sforzo fatto dai miei interlocutori per rendermi partecipe delle vicissitudini di casa Forrester. Del tutto inutile, peraltro.

Per dire che oggi sono tutti a parlare delle elezioni americane, della vittoria di Obama e delle ripercussioni positive sul mercato, così positive da far impennare la borsa di Tokyo di quasi cinque punti: roba che nemmeno il Viagra sul membro di un membro del Congresso (adoro i termini così equivoci).

E questo accade a reti unificate, persino alla radio e – figuriamoci – sui quotidiani. Internet amplifica il tutto, e se trovate un sito senza un logo ad-hoc per l’occasione, siete fortunati (questo blog si sottrae alla pubblicizzazione spudorata del tormentone “Yes, we can“®). In pratica è impossibile, per l’uomo medio di questo pianeta, non imbattersi nell’argomento. Anche per la donna, certo, che con l’uomo di colore ha sempre pensieri al limite del raccontabile.

Perciò capisco lo spiazzamento di mia nonna, quando vede soppressa la regolare puntata della soap preferita per far spazio al plebiscito Democratico d’oltreoceano, che ha portato un uomo di colore – per la prima volta nella storia a stelle e strisce – nella poltrona più importante della Stanza Ovale. Manco fossimo una colonia statunitense. A Cristoforo, ma cosa diamine t’è venuto in mente…?

La nuova Caporetto

| 14 aprile 2008 | 9 commenti » | politicamente

Post: Caporetto

Sicchè, alla fine, la Sinistra ha tirato le cuoia.

Come in ogni buona democrazia dell’alternanza, la classe politica dirigente degli ultimi anni di governo – non riscuotendo il sufficiente plebiscito popolare – è stata cordialmente invitata a sgomberare il campo, lasciando spazio a forze di rinnovamento che, almeno sulla carta, promettono di fare di questo Paese Grande, un Grande Paese.

C’è da interrogarsi, quantomeno, sulle evidenze catastrofiche di un simile tracollo.

Una volta pensavo che gli operai votassero tutti comunista, e probabilmente per il tempo non sbagliavo: oggi i numeri mi dicono, con una certa solennità, che questo possibile connubio è di fatto disatteso, con buona pace del comunista e – specialmente – dell’operaio.

“Vabbè”, mi son detto, “son certe figure che non attraggono più la classe operaia…”, che hanno il sapore di sessantottismi rimasticati e demodè, roba da cartoline ingiallite… vuoi vedere che taluni che non gradiscono l’erre moscia si siano spostati verso una sinistra più socialdemocratica? Macchè…

Tra due giorni se ne parlerà di meno, perchè si sa, in Italia il politico è comunque immune alle sconfitte, e quand’anche la disfatta dovesse essere completa, questo sarà ancora li il giorno successivo a paventare brogli, questionare su accordi mal riusciti o non voluti, e dare la sua personalissima ricetta per la rinascita; c’è da ammirare, se non altro, la posizione auto-critica di quelli che capiscono di aver raggiunto la fine di un percorso, e si defilano per consentire un’agevole ripartenza.

Voglio essere critico anch’io, con la sinistra che ha fallito, perchè nella battaglia ci sta di perdere qualche unità: ma qui ha indubbiamente subito lo smacco di una disfatta senza precedenti. E di sicuro c’è che gli Italiani hanno spostato – in maniera consistente – il proprio orientamento, per una serie di motivazioni che evidentemente sfuggono a questa parte politica.

E quel limbo di qualche manciata percentuale di voti che copre, ad ogni buon conto, poco più di un milione di italiani, domani non avrà un esponente in Parlamento, espressione delle sue criticità e portavoce dei suoi esposti.

Per quel poco che possa contare.

Schede elettorali, cpr. 2008mg

| 7 aprile 2008 | 9 commenti » | politicamente

Del Porcellum, mi sembra, si è detto abbastanza.

La legge elettorale che ci condurrà alle prossime elezioni è una delle peggiori che l’Italia abbia mai avuto, lo sa anche Calderoli e – peraltro – non ha mai avuto difficoltà ad ammeterlo pubblicamente. Il fatto è che tutti si lamentano (anche quelli che non si lamentano), ma poi nessuno – alla resa dei conti – ha fatto un bel nulla per cambiarla, anche quando (maggioranza alla mano) avrebbe tecnicamente avuto la possibilità di mettervi mano.

Ma a margine del giocattolo elettorale, si sta consumando in questi giorni un’altra epica battaglia sulla validità delle schede elettorali che dovremo andare a compilare nell’apposita cabina di voto istituita presso i seggi di competenza. E se il dibattito sul sistema elettorale poteva avere un senso, questo sulle schede ha ben definiti i lineamenti del paradosso!

Le disposizioni riguardanti le modalità di disegno delle schede elettorali, infatti, sono contenute nel Decreto Legge 75 dell’8/3/2006 (poi convertito in Legge 20/3/2006, numero 121), a firma dell’allora ministro dell’Interno Beppe Pisanu e – ovviamente – del Cav. Berlusconi.

L’indicazione, infine, è chiara: non possono esserci più di cinque righe di simboli (cosa che di fatto rende impossibile collocare ogni “coalizione” in una riga, sono ben più di cinque!), e una coalizione può detenere una riga tutta per se solo nel caso in cui sia composta da un minimo di cinque simboli. Pare che il numero cinque abbia guidato spiritualmente gli ideatori del dispositivo!

Non riesco a ravvisare, nella configurazione data alle schede (obtorto collo, a mio avviso) dal Viminale, qualcosa che possa andare in contraddizione con le raccomandazioni di legge. E’ evidente che le disposizioni erano perfettamente registrate sulle coalizioni di due anni fa, risultando vagamente fuorvianti in questa edizione: ma di una legge, quale essa sia, bisogna saper apprezzare gli onori e accettare gli onèri! Per chi non l’avesse vista, la scheda è questa:

 

Post: Schede elettorali 2008

Se ne deduce che, alla carenza di argomentazioni valide per una sana e corretta diatriba, l’attuale classe politica sopperisce con teatrini di dubbio gusto su argomenti definitivamente inutili per le reali sorti del nostro paese, quali la disposizione di sedici simboli in cinque file, senza ripetizione, con spazi alternati in modo casuale, e livello entropico risultante ridotto: all’Università, esame di statistica, facevo esercitazioni più interessanti, ricordo.

Diceva un Berlinguer primi anni 80, che “…i partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela…“; caro Enrico, da allora ad oggi non è cambiato molto: di diverso c’è che oggi girano con l’iPhone.

Essersela cercata

| 29 febbraio 2008 | Un commento » | politicamente

Vignetta Staino 4 aprile 2006

Mumble, mumble.

Erano un paio d’anni fa, e mi sentii dare del coglione. La cosa mi indispose, al punto di sentirmi coglione davvero. Probabilmente aveva ragione, comunque: come me, tanti altri coglioni.

Che io a certe cose ci tengo. Che ho una mia dignità.

E devo ammettere, però, che lui ha fatto tesoro dell’esperienza: oggi, un po’ meno spregiudicatamente, mi sostiene che un po’ me la cerco. E dall’essere coglioni, all’essersela cercata, ce ne corre.