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L’oroscopo del giorno prima

| 5 maggio 2008 | 27 commenti » | personalmente

L'oroscopo di ieri per l'Ariete, di Branc0

Voglio dire: non è che si può credere ad un oroscopo, siamo seri.

Sono un mucchio di frasi messe li alla rinfusa. Basta.

L’oroscopante (non so se il termine è giusto, ma a dire il vero la cosa mi interessa pochissimo, quasi niente) lavora in questo modo, più o meno.

Ha una lista di frasi fatte e preconfezionate, che partono da una innocua “sarà una bella giornata” fino ad arrivare ad una catastrofica “e non arriverai a vederne la fine“. In mezzo ci sono un po’ di congiunzioni, articoli, segni di interpunzione e auguri vari, che fanno il discorso più scorrevole.

Tendenzialmente, l’oroscopante bravo infarcisce anche con tanti nomi di pianeti, costellazioni, vielattee, che nel senso complessivo della predizione rendono il discorso di grande impatto.
Quasi credibile!

Insomma, preso il tutto, scritto sui fogliettini, li mette in lavatrice, una bella centrifuga, e li tira fuori uno ad uno, immortalando una premonizione da fare una sega a Nostradamus.
La vera noia è doverlo fare dodici volte, ogni giorno, ma gli oroscopanti bravi bravi hanno sicuramente il loro softwarino.

Sono ancora assonnato, ma ho riletto questa meravigliosa sequela di affermazioni – che mi avrebbe dovuto riguardare ieri – almeno sei o sette volte.
E tutte le volte m’ha trasmesso un concetto diverso!

Tuttavia, il senso generale è rimasto sempre lo stesso: di certo c’avrà azzeccato, dal momento che ha scritto – praticamente – nulla e il suo contrario, ma altrettanto di certo non si può descrivere così una giornata di merda, no.

Se solo sapessi

| 22 aprile 2008 | 18 commenti » | personalmente, psicologicamente

Tanto lo so, ti conosco.

Ed è tutto qui il tuo errore, persino duplice.

Primo: non puoi conoscermi. Ho delle serie difficolta a conoscere io, me stesso, che dubito seriamente che qualcun’altro possa anche solo immaginare di aver azzeccato un decimo di tutte le possibili spiegazioni che posso darmi. E poi, da animale mutevole, in ogni caso potresti conoscermi per la durata di un istante, che è un po’ poco per sparar sentenze.

Secondo: non puoi saperlo. E, aggravante, non puoi saperlo pensando erroneamente di conoscermi. Perchè il giudizio sulla persona – ammesso che sia necessario e corretto – deve essere necessariamente basato sul fatto e non sull’intenzione. Altrimenti saremmo tutti potenziali psicopatici, o forse benzinai, ma pure onesti impiegati di banca. Nelle intenzioni.

Ma, mi chiedo, se nell’arte di predire il comportamento delle persone sei così capace, non potresti farne un lavoro? Ti basta poco, peraltro, a conoscere le persone e a capirne e prevederne i comportamenti, che tutto sommato un lavoro da talent-scout non te lo rifiuterebbe nessuno.

Se solo ti conoscesse, e – chiaramente – lo sapesse.