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	<title>contrariaménte &#187; ferro</title>
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	<description>avverbio, in modo contrario, diversamente. come dico io.</description>
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		<title>Quelle ricerche un po&#8217; così&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 12:28:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
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Alcune precisazioni per quelli che arrivano da queste parti con interrogativi davvero curiosi e bizzarri, ma che talvolta aprono la strada a frontiere del tutto inesplorate (almeno per il sottoscritto).


sgnaffo significato


Finalmente ce l&#8217;hai fatta. Erano mesi che era su, quel post. E son sicuro che cercassi anche una spiegazione logica alla tua questione. Chiaramente sono [...]]]></description>
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Alcune precisazioni per quelli che arrivano da queste parti con <strong>interrogativi</strong> davvero curiosi e bizzarri, ma che talvolta aprono la strada a frontiere del tutto inesplorate (almeno per il sottoscritto).
</p>
<blockquote><p>
<strong>sgnaffo significato</strong>
</p></blockquote>
<div style="padding: 0 0 30px 30px;">
Finalmente ce l&#8217;hai fatta. Erano <strong>mesi</strong> che era su, quel post. E son sicuro che cercassi anche una spiegazione logica alla tua questione. Chiaramente sono in prima pagina, dirò di più, ad ora mi risulta che esca come primo risultato. Se esistono solo <strong>sei</strong> risultati in tutto il web, però, dobbiamo interrogarci su una questione: o sono io un deficiente che piazza sul blog termini inesistenti, o sei un cretino tu che speri di dargli una ragione venendo qui. In ogni caso, siamo certi che da oggi, al mondo, c&#8217;è almeno un&#8217;idiota che si interroga sul significato della parola <em>sgnaffo</em>. Bello.
</div>
<blockquote><p>
<strong>DONNA CHE STIRA</strong>
</p></blockquote>
<div style="padding: 0 0 30px 30px;">
E&#8217; palese che <strong>questo assurdo comportamento femminile</strong> stia diventando piuttosto raro, se si è costretti a cercarlo su Google. Mi interrogo solo su cosa, il nostro eroe, credesse di trovare: forse un elenco, ordinato per regione, di femmine disposte ad imbracciare il ferro da stiro? Feticista dell&#8217;acciaio e del vapore.
</div>
<blockquote><p>
<strong>è vero che l&#8217;uomo ha 15 secondi di assenza durante la giornata?</strong>
</p></blockquote>
<div style="padding: 0 0 30px 30px;">
Ti dirò, amico, a mio avviso questo lasso di tempo è ben più <strong>prolungato</strong>. Le motivazioni che spingano Google ad indicizzarmi come fonte più autorevole (se non prima) per dirimere la questione, mi risultano ancora oscure. Anche se ho notato che, recentemente, riesco anche a raggiungere i 40/45 minuti di assenza: cioè, la gente si rivolge a me ma io non la caco minimamente. Se per assenza intendiamo questo, in ogni caso, conosco persone assenti anche 24 ore al giorno.
</div>
<blockquote><p>
<strong>uomo acquario insopportabile</strong>
</p></blockquote>
<div style="padding: 0 0 30px 30px;">
Sono d&#8217;accordo. Avere in casa un attrezzo da ripulire ogni santo giorno, che si riempe di quella fastidiosissima <strong>muffetta verdognola</strong> se non viene riciclata l&#8217;acqua al suo interno con una certa regolarità, poi, deve essere proprio una scocciatura per la donna che ha la sfortuna di trovarselo accanto ogni giorno. Credo, comunque, che trai i suoi pregi si possa senz&#8217;altro annoverare l&#8217;essere rilassante. A margine, scherzi a parte, condivido la tua impressione, utente, ed aggiungo che per la mia esperienza alcuni son proprio <strong>teste di minchia</strong>.
</div>
<blockquote><p>
<strong>opinioni sulle donne che non erano definiti uguali all&#8217;uomo </strong>
</p></blockquote>
<div style="padding: 0 0 30px 30px;">
Davvero <strong>mi sfugge</strong>. Chi troverà una spiegazione plausibile riceverà in premio la sestina vincente del prossimo concorso del Superenalotto. E questa mi sembra una opinione di una certa importanza.
</div>
<p>
E chiudo con la perla del giorno:
</p>
<blockquote><p>
<strong>sesso tra equini e donne</strong>
</p></blockquote>
<div style="padding: 0 0 30px 30px;">
Fammi capire: ti piace farlo (in quanto donna)? Ti piace farlo (in quanto equino)? Ti piace vederlo (in quanto uomo)? Abbiamo tre possibilità, ma una sola conclusione: <strong>non sei normale</strong>. Fossi donna, ti spiego, anche su <a href="http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20060907074230AAF8AEP" target="_blank">Yahoo!Answers</a> si son posti la questione, e probabilmente dopo un atroce dolore iniziale, qualche beneficio cominci ad averlo (se escludi i problemi di incontinenza, ovviamente); fossi equino, ti ci vedo bene a cercare su Google &#8217;sta roba, si si&#8230;; fossi uomo, dovendo escludere che sia tu a voler fare sesso con il pony di cui sopra, ti chiedo, in onestà: ma non sarebbe tanto tanto più gustoso se a praticare quel sesso, con quella donna, <strong>fossi tu</strong>?
</div>
<p>
E buone ricerche a tutti.</p>
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		<title>Del bucato e dello stiro</title>
		<link>http://www.contrariamente.info/2008/08/12/del-bucato-e-dello-stiro/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 15:50:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
				<category><![CDATA[personalmente]]></category>
		<category><![CDATA[bucato]]></category>
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<img src="http://www.contrariamente.info/wp-content/uploads/2008/08/post-stirare.jpg" alt="Post: Stirare" title="Post: Stirare" width="510" height="180 class="size-full wp-image-307" />
</div>
<p>
Ho <strong>creduto</strong>, per lungo tempo, di non essere esattamente classificabile nel genere <em>vertebrato</em>, sottogenere <em>umano</em>, specificatamente <em>maschio adulto</em>. Non che esista un vero e proprio stereotipo, del maschio, magari del maschio italiano si, ma insomma, per come la volevo vedere io, evidentemente, c&#8217;era qualcosa in me che da quel sottogenere mi faceva sentire escluso.
</p>
<p>
No, non era certo l&#8217;indossare <strong>mutandine rosa di pizzo</strong>, cosa che peraltro ha sempre stuzzicato la mia fantasia, ma a questo è rimasta confinata. E non era nemmeno il fatto che qualche volta usassi i dischetti levatrucco per pulirmi le dita dalle macchie di inchiostro: del resto pensavo servissero a quello, prima di scoprire che tutto sommato non servono a nulla!
</p>
<p>
In verità il tutto era determinato dal fatto che a me piacesse <strong>stirare</strong>. Piacesse&#8230; in realtà piace tuttora, anzi, è divenuto &#8211; recentemente &#8211; quasi un modo per rilassarmi e pensare ad altro! Che ora già me lo vedo, tutte a dire: &#8220;<em>ohibò, ragazzo </em>(beh, grazie, ma magari fossi ragazzo&#8230;)<em>, c&#8217;è qui una montagna di panni asciugati pronti ad essere ordinatamente stirati&#8230;</em>&#8220;, chiaramente non lo faccio di professione, ma a differenza del maschio medio italiano (e qui gradirei smentite che confermino questa <a target="_blank" href="http://www.femalefirst.co.uk/lifestyle-fashion/stylelife/man-4968.html">indagine</a> qua) non mi tiro indietro davanti ad un ferro da stiro.
</p>
<p>
Con la <strong>lavatrice</strong>, invece, ho un rapporto più conflittuale: non ci piacciamo a vicenda, io la trovo troppo metodica e rumorosa, lei evidentemente si fida poco di me e molto spesso si rifiuta di completare i miei lavaggi, mostrando sul display strani messaggi di errore, concludendo solitamente il tutto con un banale &#8220;<em>FILTRO INTASATO</em>&#8220;. E poi c&#8217;è tutta quella storia del detersivo, dell&#8217;ammorbidente, del disinfettante, della pallina, degli scomparti, della centirifuga, e l&#8217;antipiega, e lo stiro-facile, e il lavaggio ECO&#8230; insomma, una serie di variabili che per trovare la soluzione al sistema di equazioni necessario per individuare il corretto lavaggio di un paio di calzini, o ci vuole Einstein o ci vuole una donna. Disgraziatamente, appunto, non appartengo a nessuna delle due categorie.
</p>
<p>
Il ferro da stiro, invece, ah, quante <strong>soddisfazioni</strong>! Basta caricarlo con un po&#8217; d&#8217;acqua, accendere, attendere che la pressione del vapore salga in caldaia, e prepararsi a stendere un velo (talvolta pietoso) su qualsiasi cosa ti passi sotto mano, dall&#8217;asciugamano al tovagliolo, dalla mutanda (sempre difficilissima da stirare, tanto che spesso &#8211; e volentieri &#8211; soprassiedo) al calzino, dal pantalone alla gonna a balze (che non indosso io, ricordo), dalla maglietta di cotone a quella elasticizzata che, si salvi chi può, non deve <strong>MAI</strong> essere stirata direttamente, altrimenti sgualcisce, ma attraverso l&#8217;uso di una pezza di cotone apposita che, frapposta tra il capo di abbigliamento e la piastra rovente del ferro da stiro, addolcisce l&#8217;effetto stirante e conserva magnificamente il capo in oggetto.
</p>
<p>
Poi ci sono le <strong>tecniche di piegatura</strong>, un po&#8217; più complicate da spiegare, a parole. C&#8217;è comunque chi stira il lenzuolo già piegato, dandogli la famosa &#8220;acciaccata&#8221;, c&#8217;è chi invece (come il sottoscritto) lo ripega correttamente in due parti stirando via via il telo così come si presenta, tecnica &#8220;dicotomica&#8221; per eccellenza, c&#8217;è chi non lo stira per niente (e tutto sommato non commette alcun tipo di reato), c&#8217;è chi lo stira direttamente sul letto, c&#8217;è chi se lo fa stirare dalla donna di fatiche (o &#8211; può darsi &#8211; uomo di fatiche). Aborro, personalmente, l&#8217;uso di appretti o altre amenità atte solo a donare alle camicie quella innaturale posa da manichino pietrificato: eppure no, non sono state fatte a Carrara!
</p>
<p>
Beh, comunque, per farla breve, <strong>stanotte</strong> mi sono stirato un bel mucchio di articoli di tessitura di vario tipo, tra i quali, ahimè, non comparivano le già citate <em>mutandine rosa di pizzo</em>: cosa che mi ha lasciato un po&#8217; interdetto, ma che potrà essere risolta in men che non si dica. Sto uscendo per andare da <strong>Intimissimi</strong>, infatti.</p>
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