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La noia

| 3 novembre 2008 | 14 commenti » | psicologicamente

Post: Noia

La noia è una brutta malattia. Se dovessimo collocarla in una ipotetica classifica di brutte cose, proporrei di situarla tra le infradito e la riunione di lavoro indetta per l’ultima mezz’ora del venerdì (per chi non lavora il sabato, ovviamente).

La noia, solitamente, si impossessa di te quando sei stanco, stanco della tua vita e delle tue solite abitudini, stanco del solito giro con il cane la mattina, stanco della solita filetta all’olio, stanco del tuo solito compagno, stanco del solito lavoro, stanco dello solito stesso identico spettacolo del sabato sera. E potrei continuare. Ma non stanco fisicamente: quello – ti confondi, amico – si chiama sonno. E nemmeno quando sei stanco di ascoltare le solite parole di insofferenza dell’amico o del collega: quello – ti confondi, amico – si chiama semplice scassamento di palle.

Ma la noia non è, ad ogni buon conto, una soluzione: c’è chi si impicca, c’è chi va in giro a dar fastidio agli altri, c’è chi tira la coca, c’è chi lancia sassi dal cavalcavia, ma non si ha notizia di qualcuno fattosi sovrastare da una genuina e sanissima noia priva di controindicazioni. Di quelle, ad esempio, che non dai fastidio a nessuno, e non complichi la vita a nessuno: ti metti da una parte e vivi la tua noia per i santissimi fatti tuoi… no, mai visto.

Dalla noia ci si cura, ad esempio, trovando qualcosa da fare; ma anche continuando a far nulla, però facendolo bene, come si deve, non in modo grossolano. Alla peggio, insomma, amico, c’è sempre il video-noleggio sotto casa con l’ultima grossa prestazione di Jenna Jameson. E se sei donna, tranquilla che qualcosina per passare il tempo, in cucina, la trovi. [Questa era sottile: chi l'ha capita, bravo.]

Dimenticavo: la noia è contagiosa. Intere generazioni si annoiano di colpo, ma anche intere famiglie, e i condomini… santa miseria, quelli sono i peggio, quando si annoiano intere palazzine, di gente che non trova di meglio da fare che scannarsi per lo stendino di quella del secondo piano.

Tutto questo, per dire che non è così difficile trovare in giro gente annoiata, gente vuota, gente senza stimoli. Ma vi dico, a voi annoiati: ma non conoscete questo prezioso strumento (che è il blog) che riesce a tenere impegnate le vostre menti ed i vostri polpastrelli, così, per qualche minuto al giorno, senza combinare danni di alcun tipo?

P.S.: Per chi ha voglia, o si sente un pochino annoiato, ho partecipato a questa rubrica… se vi va di farci un salto.

Vi dichiaro reddito e detrazione

| 29 maggio 2008 | 16 commenti » | psicologicamente

Ah, che bella. Una sana fila al Centro Assistenza Fiscale per la compilazione del 730 è un’esperienza che una persona non dovrebbe mai farsi mancare, in vita!

Però suggerisco ai titolari di quello a cui mi rivolgo io, di porre in essere le seguenti regolette di buona creanza: poche, semplici, ma fondamentali.

  1. dotare il locale di un climatizzatore: che aspettare in fila con una mandria di capre sudanti che stanno in continuazione a sollevare le braccia manco glielo abbia ordinato il dottore, non da gusto;
  2. hanno inventato un attrezzo chiamato “elimina-code“, per evitare che il simpatico di turno ignori bellamente la fila e si presenti come l’amico del ragioniere, salvo poi venir ricoperto di insulti e sputi che la lapidazione al confronto è una passeggiata: evitatelo, acquistatene uno;
  3. vogliate considerare l’idea di non consentire all’anziano pensionato di ingolfare la coda del giovedì pomeriggio quando lui – che oggettivamente ha molto meno da fare di me, impiegato – potrebbe tranquillamente presentarsi il venerdì mattina: che poi la gente il venerdì mattina non è incline a sputare, si sa;
  4. apporre un foglietto con riportati in chiaro i prezzi del servizio: a voi non costa nulla, a me evita un arresto cardiaco alla presentazione del conto;
  5. spostare quella cazzo di fotocopiatrice dal corridoio, o almeno silenziarla, che stasera mi sento profondamente audioleso;
  6. gli orari, vanno rispettati: se aprite alle 14,30 e ai 45 c’è solo gente in fila, tre bossoli in busta gialla è il minimo che potete attendervi.

Si: lo so che sono una sega, e che non mi sta mai bene niente. Embeh?