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	<title>contrariaménte &#187; lavoro</title>
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	<description>avverbio, in modo contrario, diversamente. come dico io.</description>
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		<title>Work around</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 13:31:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
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Sto seriamente valutando l&#8217;ipotesi di cambiare lavoro. Ora qualcuno potrebbe preoccuparsi, certo, ma mi pare opportuno specificare che parlo del secondo lavoro: il primo, quello di parassita della società, me lo tengo stretto, non preoccupatevi inutilmente. No, scherzo, non sono un parassita della società: pago regolarmente le tasse, corrispondo all&#8217;erario il corrispettivo richiesto per non [...]]]></description>
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<img src="http://www.contrariamente.info/wp-content/uploads/2009/02/post-cambiolavoro.jpg" alt="Post: Cambio lavoro" title="Post: Cambio lavoro" width="510" height="180" class="size-full wp-image-579" />
</div>
<p>
Sto seriamente valutando l&#8217;ipotesi di <strong>cambiare lavoro</strong>. Ora qualcuno potrebbe preoccuparsi, certo, ma mi pare opportuno specificare che parlo del <strong>secondo lavoro</strong>: il primo, quello di <em>parassita della società</em>, me lo tengo stretto, non preoccupatevi inutilmente. No, scherzo, non sono un parassita della società: pago regolarmente le tasse, corrispondo all&#8217;erario il corrispettivo richiesto per non guardare mai la televisione, lascio passare le signore anziane alla cassa del supermercato, lascio passare le signore alla cassa del supermercato, non importuno la cassiera del supermercato (specie quando si chiama &#8220;<em>Davide</em>&#8220;), infrango raramente la legge e &#8211; comunque &#8211; alla fine raccolgo sempre i frammenti, sono educato (ma esistono parassiti educati, lo sappiamo) e mi faccio spesso il bidet (ecco, parassiti che si detergono abitualmente, invece, non ne conosco).
</p>
<p>
A parte gli scherzi, cambiare lavoro oggi è davvero <strong>un problema</strong>. Innanzitutto il concetto di <strong>cambiare</strong> lavoro presuppone l&#8217;esistenza di una occupazione precedente, requisito che è diventato più raro &#8211; in termini statistici &#8211; della possibilità di trovare un&#8217;impiegato normale nel mio ufficio. E vi assicuro che nel mio ufficio siamo tutti più o meno al mio livello, a parte qualche mattonella non proprio in piano.
</p>
<p>
Poi, ovviamente, un nuovo lavoro <strong>devi trovarlo</strong>. Non lo vendono più in confezioni monoporzione alla <em>COOP</em>, scordatelo. Ci vogliono agganci, conoscenze, spinte, una discreta prestazione sessuale non guasta (e non pensare di cavartela per il solo fatto di essere un sessantenne prossimo alla pensione, ormai i datori di lavoro non hanno più dignità!) e la rinuncia a ferie, festività, integrazioni retributive, benefit, straordinario pagato, tredicesima e quattordicesima, pausa caffè, uso dei servizi igienici, aria. Chiaramente lo stipendio sarà parametrato al costo della vita: il particolare secondo cui la valutazione viene fatta sula base del livello medio salariale del <em>Burkina Faso</em> è scritta in <span style="font-size: 6px;">Arial 6pti</span>, diciottesima pagina, capoverso <em>ZB</em>, comma <em>2</em>, dell&#8217;appendice alle clausole, ovviamente come <sup>nota</sup>; contemporaneamente, in carta calcante, firmerai anche una liberatoria sull&#8217;uso indiscriminato delle tue parti molli in caso di necessità aziendali.
</p>
<p>
Inoltre, non ci si può <strong>inventare</strong> saldatori quando la nostra formazione scolastica ci ha chiaramente condotto ad ottenere la piena conoscenza della storia del <em>Peloponneso</em>, ma solo quella. Ne si può sperare che un gommista di <em>Segrate</em> arriverà un giorno a scrivere su un quotidiano come corrispondente dall&#8217;estero (almeno non restando a <em>Segrate</em>, ovvio). Dunque, cambiare proprio tutto tutto è ben difficile, e spostarsi semplicemente di piano passando alle segreterie&#8230; non vale. Conosco solo un ex-macellaio che è diventato <strong>killer</strong> su commissione, ma ovviamente non fa storia (seppure miete vittime).
</p>
<p>
Che poi al mio lavoro ci sono <strong>affezionato</strong>, direi come un gatto alla propria lettiera: l&#8217;unica differenza è in quello che io faccio al lavoro e in quello che il gatto fa nella lettiera. Non mi sognerei mai di cospargere il mio software di sabbia, insomma. Però il topo per il gatto lo uso quotidianamente, perciò la lettiera come metafora del lavoro può anche starci. Tra l&#8217;altro, sono allergico ai gatti, ma &#8211; ringraziando il cielo &#8211; non al lavoro. Forse perché al lavoro <strong>non ci sono gatti</strong>.</p>
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		<title>Finanza alternativa</title>
		<link>http://www.contrariamente.info/2008/10/07/finanza-alternativa/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 12:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
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Dio è solido. Sapevatelo. Senza di lui, tutto quello che oggi siamo, non sarebbe. Il che ci dovrebbe immediatamente portare a ragionare sulla non esistenza di tante altre cose, come ad esempio la guerra, la carestia, il buco dell&#8217;ozono, le fistole perianali, gli oroscopi, i telefoni, le sonde su Marte e &#8211; perchè no &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="clear: both; text-align: center; margin: 10px 0 20px 0;">
<img src="http://www.contrariamente.info/wp-content/uploads/2008/10/post-finanza.jpg" alt="Post: Finanza" title="Post: Finanza" width="510" height="180" class="size-full wp-image-421" />
</div>
<p style="clear: both;">
<a href="http://www.tg5.mediaset.it/cronaca/articoli/2008/10/articolo8028.shtml" target="_blank">Dio è solido</a>. Sapevatelo. Senza di lui, tutto quello che oggi siamo, <strong>non sarebbe</strong>. Il che ci dovrebbe immediatamente portare a ragionare sulla non esistenza di tante altre cose, come ad esempio la <em>guerra</em>, la <em>carestia</em>, il <em>buco dell&#8217;ozono</em>, le <em>fistole perianali</em>, gli <em>oroscopi</em>, i <em>telefoni</em>, le <em>sonde su Marte</em> e &#8211; perchè no &#8211; <em>Brigitte Nielsen</em>.
</p>
<p>
Non voglio dire che, insomma, si starebbe male senza tutte queste cose: io, ad esempio, non potrei proprio rinunciare ai <strong>Tegolini</strong>, sebbene lo abbia dovuto fare &#8211; involontariamente &#8211; per tutti questi anni, ormai saranno venti o giù di li. Probabilmente avrei vissuto senza particolari drammi la mia adolescenza anche privato delle <em>Replay</em> (&copy; Papermate), se non altro perché ricordo chiaramente che la maestra ci proibiva &#8211; con fare decisamente prevaricatore &#8211; di utilizzarle per il tema d&#8217;italiano: non gliel&#8217;ho mai perdonato, e come me una generazione di gente che ha dovuto imparare a maneggiare abilmente le gomme da cancellare per la penna, che tutti ricordiamo avere una controindicazione piuttosto sgradevole: bucavano il foglio, alla lunga.
</p>
<p>
Terribile, insomma, anche se l&#8217;oggetto del contendere non è ovviamente questo. Dicevamo, infatti, che secondo le alte sfere, questa grande questione del <strong>soldo</strong> è tutta una montatura, e che l&#8217;unica base su cui dovremmo fondare le nostre vite è questo <strong>dio</strong>. Non me ne voglia, ma lo apostrofo esattamente come il <strong>soldo</strong> perché entrambi non ho mai potuto apprezzarli al tatto: non a grandi livelli, insomma.
</p>
<p>
Io l&#8217;ho sempre pensato che, se alla base dei <strong>grandi imperi finanziari</strong> avessimo messo una <em>bibbia</em>, oggi come oggi non ci sarebbero milioni di risparmiatori a piangere per il <em>crack Parmalat</em>, o per i <em>bond argentini</em>, o per aver dissipato risparmi di una vita in <em>stock option</em>. Ma, tutto sommato, ho anche riflettuto che se al posto della bibbia avessimo messo, chesso&#8217;, una scodella mezza vuota di <em>rigatoni alla Amatriciana<sup>(va bene così?)</sup></em>, avremmo presumibilmente ottenuto lo stesso effetto.
</p>
<p>
Che io voglio vederlo, <em>Ricucci</em>, a barattare pezzi di ventresca in umido per qualche opzione su una azione <em>RCS</em>, e le grandi banche riempire di rigatoni i loro <strong>forzieri</strong>, scegliendo bene il tempo di cottura altrimenti ricrescono troppo (e &#8211; giocoforza &#8211; ce ne entrano meno). Con la <em>bibbia</em> sarebbe stata tutta un&#8217;altra cosa: ordinati pacchettini di <em>Genesi</em> disposti in fila per tre con il resto di due, i <em>Levitici</em> precisamente impilati in fondo a destra, <em>copertine in pelle</em> in stock da 15. Segnalibro, omaggio all&#8217;apertura del conto.
</p>
<p>
E&#8217; pur vero che <strong>il denaro non fa la felicità</strong>, ma alla naturale obiezione &#8220;<em>e allora figuriamoci la povertà</em>&#8220;, mi preme aggiungere la logica considerazione che &#8211; di certo &#8211; non farà la tristezza. Che io già me li vedo, poveraccio e ricco seduti alla stessa poltrona, la sera, a meditare sulla giornataccia passata, soli, con la televisione che trasmette <em>Porta a Porta</em> e il vicino di casa che &#8211; in evidente stato di appagamento sessuale &#8211; produce il classico rumore di giacigli cigolanti per oscillazione (dettagli, suppongo, del tutto trascurabili). E mi immagino che, per arrivare ad una simile condizione, al poveraccio sia bastato passare una giornata come tante, fatta di lavoro e poche soddisfazioni. Il ricco invece ha dovuto perdere 4 punti in borsa, andare in bianco con l&#8217;ultima ganza, perdere le chiavi di casa e doversi rifugiare nella stanzetta del garzone (cacciando, peraltro, il garzone).
</p>
<p>
Speriamo che almeno, o in grazia di dio o per intercessione della <strong>fattura</strong> da qualche centinaio di Euro che l&#8217;amministratore del condominio dove abito dovrà staccare al manutentore dell&#8217;ascensore, quel diavolo di attrezzo rifunzioni, stasera, che farsi cinque file di scale a piedi dopo dieci ore di lavoro&#8230; la bibbia la snoccioli a memoria (nonostante, in via del tutto consolatoria, il medico sostenga che fare le scale a piedi faccia bene al cuore).</p>
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		<title>La cognizione del tempo</title>
		<link>http://www.contrariamente.info/2008/08/27/la-cognizione-del-tempo/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 12:19:43 +0000</pubDate>
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Non che ne sentissi il bisogno, per carità, ma insomma: qui tutti a far le ferie, a divagarsi, a divertirsi e riposare, a fare la Settimana Enigmistica sotto all&#8217;ombrellone, a mettere le terga a mollo in acque biologicamente compromesse, a cospargersi di creme solari protezione 70, ed io ad abbronzarmi davanti ad un monitor LCD [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="clear: both; text-align: center; margin: 10px 0 20px 0;">
<img src="http://www.contrariamente.info/wp-content/uploads/2008/08/post-ferie.jpg" alt="Post: Ferie" title="Post: Ferie" width="510" height="180" class="size-full wp-image-329" />
</div>
<p style="clear: both;">
Non che ne sentissi il bisogno, per carità, ma insomma: qui tutti a far le <strong>ferie</strong>, a divagarsi, a divertirsi e riposare, a fare la <em>Settimana Enigmistica</em> sotto all&#8217;ombrellone, a mettere le terga a mollo in acque biologicamente compromesse, a cospargersi di creme solari protezione 70, ed io ad abbronzarmi davanti ad un monitor LCD (che, vi assicuro, pure se non conforme <em>TCO&#8217;03</em>, ci mette i suoi buoni 15 anni a risvegliare la melatonina dell&#8217;epidermide).
</p>
<p>
Questo <strong>blog</strong> non è andato in ferie, il suo &#8220;tenutario&#8221; non è andato in ferie, l&#8217;alacre lavoro di redazione (vabbè) non si è arrestato,  e &#8211; soprattutto &#8211; le cellule celebrali dello scrivente non si son prese nemmeno mezza giornata di <strong>permesso</strong>, una libera uscita, una licenza premio, niente: stakanoviste fino in fondo.
</p>
<p>
Il fatto è che mancano ancora <strong>3 lunghissimi giorni</strong>, che &#8211; per una serie di motivi &#8211; sono arrivati a durare la bellezza di 72 ore solari l&#8217;uno, per un complessivo di 216 ore, equivalenti a 9 giorni di <em>attesa psicofisica</em>: considerando che il tempo passato &#8220;in vacanza&#8221; ha la straordinaria proprietà di scorrere ad una velocità tripla, invece, in pratica mi resta di aspettare ancora una settimana e due giorni per stare in ferie 48 ore.
</p>
<p>
<strong>Non male</strong>. Questo significa vedere le cose con ottimismo: perciò non è escluso un passaggio da <em>UniEuro</em>.
</p>
<p>
Se vorrete, potrete lasciare comunque un <strong>segno</strong> del vostro passaggio: la segreteria resterà in funzione durante tutto il periodo di vacanza contrattuale. Non dovete sentirvi obbligati, sia chiaro, ma certo ne terrò conto nel testamento.
</p>
<p>
<strong>Del blog</strong>, cosa avevate capito? <img src='http://www.contrariamente.info/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>A Silvio (sulle categorie sociali)</title>
		<link>http://www.contrariamente.info/2008/03/14/a-silvio-sulle-categorie-sociali/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Mar 2008 12:35:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro Silvio,
ti scrivo queste poche righe per dirti che fortunatamente non sono un precario. Oddio, precari nella vita lo si è sempre, perchè non puoi sapere se domattina, passeggiando tranquillamente sotto un cornicione, questo si stacchi d&#8217;improvviso e ti precipiti rovinosamente nel cranio, ponendo fine alla tua esistenza. Più precari di così&#8230;
Però, il fatto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro <strong>Silvio</strong>,</p>
<p>ti scrivo queste poche righe per dirti che fortunatamente non sono un precario. Oddio, <strong>precari</strong> nella vita lo si è sempre, perchè non puoi sapere se domattina, passeggiando tranquillamente sotto un cornicione, questo si stacchi d&#8217;improvviso e ti precipiti rovinosamente nel cranio, ponendo fine alla tua esistenza. Più precari di così&#8230;</p>
<p>Però, il fatto di non essere precario <em>lavorativamente-parlando</em> un po&#8217; mi tranquillizza, perchè mi esclude &#8211; di fatto &#8211; dalla <a href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/politica/verso-elezioni-10/berlusconi-precari/berlusconi-precari.html" title="Berlusconi sui precari" target="_blank">casistica </a>da te così genialmente rappresentata relativamente alla categoria.  Che in Italia, quella dei precari, è proprio una <strong>categoria sociale</strong>, lo si sappia e lo si dica. Visto quanti sono, siamo al limite che due lavoratori atipici su tre sono precari. Questa è una <strong>piaga</strong> che ci sta affliggendo, sulla quale non è ragionevole mettersi a fare facile ironia, perchè chi la subisce dalla parte della lama, ha dei seri problemi di integrazione e &#8211; a volerla dire tutta &#8211; anche a campare non è che riesce proprio benissimo.</p>
<p>Io sono <strong>molto fortunato</strong>, ho un lavoro (per il momento, eh, poi non si sa mai, ma vediamo &#8217;sto bicchiere mezzo pieno, dai&#8230;) e, forse anche grazie al fatto che ci spremo sopra anche un bel po&#8217; di sudore, sembra che le cose vadano bene (ma di questi tempi, mai fidarsi delle apparenze&#8230;); poi ci siamo potuti permettere un <strong>mutuo</strong> e un <strong>figlio</strong>, che oggi come oggi ti guardano da extraterrestre, eppure tutto lavorando e faticando. Già, la fatica, il sudore, che non è propriamente e solo quello fisico, è anche quello che ti procura la responsabilità di dover portare avanti la <em>baracca</em>-<em>mediocre</em>, di gestire problemi <em>da-uomo-mediocre</em>, che non siamo milionari e che non lo diventeremo mai. Anche in questo c&#8217;è una certa distanza, tra di noi: io la noto, e tu?</p>
<p>Però, se mi consenti un&#8217;osservazione, nella tua divertente considerazione sembri esserti dimenticato che in questa categoria sociale, i precari, ci sono elementi maschi ed elementi femmine: non so dire in quale percentuale e non m&#8217;interessa, ma certo non saranno tutte donne. Perciò, del tuo discorso (che l&#8217;ho capito che era una battuta, eh&#8230;) mi sfugge comunque un particolare: oh che &#8211; percaso &#8211; se son maschio e son precario devo andare in Spagna e sposarmi Piersilvio? oppure è sufficiente che mi trovi una donna milionaria in Italia, che &#8211; si sa &#8211; <strong>pullula</strong> di donne milionare in attesa di prendersi in casa un precario&#8230;</p>
<p>Piuttosto inquietante come prospettiva, capiscimi se nutro delle perplessità, anche nella consapevolezza che si trattava solo di una provocazione. E&#8217; che purtroppo alle provocazioni non sono avvezzo, e ancora &#8211; pensa quanto sono sciocco &#8211; mi duole quel <a href="http://www.contrariamente.info/2006/04/04/siamo-tutti-coglioni/" title="Siamo tutti coglioni."><strong>coglione</strong></a> e ripenso al fatto che forse <a href="http://www.contrariamente.info/2008/02/29/essersela-cercata/" title="Essersela cercata"><strong>me la cercherò</strong></a> anche &#8217;sto giro.</p>
<p>Siamo lontani, io e te. Ma io non sono più un <em>giovane</em> (almeno non quanto lo sono quelli a cui ti rivolgi e che cerchi di convincere) , e quindi è probabile che non riesca a cogliere appieno l&#8217;<strong>eleganza </strong>e la valenza (in termini di promozione pre-elettorale) delle tue osservazioni. Me ne cruccio, ma suppongo che riuscirò a viver bene anche &#8217;stavolta senza questi capisaldi.</p>
<p>Con affetto, il <strong>Clock</strong>.</p>
<p style="margin: -60px 0pt 0pt; text-align: right; width: 100%; position: relative"> <img src="/wp-signature.png" style="float: right" alt="La firma del Clock" /></p>
<p style="clear: both">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ora (che vada tutto bene) et labora</title>
		<link>http://www.contrariamente.info/2008/03/04/ora-che-vada-tutto-bene-et-labora/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 00:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Torino. Marghera. Genova. Molfetta. Italia: *.*
Non ci sono posti sicuri, città sicure, lavori sicuri. Morire di lavoro è più da terzo mondo della tubercolosi, è anacronistico, è surreale, è paradossale, è assurdo. Ma drammaticamente d&#8217;attualità.
Con il solito teatrino mediatico, anche stasera collegamento al tiggì, esterna, ricostruzione sommaria, intervista al Capitano dei Carabinieri, un drappello di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right"><a href="http://www.flickr.com/photos/sovversivo_amore/472572551/in/photostream/" target="_blank"><img src="http://www.contrariamente.info/wp-content/uploads/2008/03/post-lavoro.jpg" alt="Post: Lavoro" /></a></p>
<blockquote><p>Torino. Marghera. Genova. Molfetta. <strong>Italia: *.*</strong></p></blockquote>
<p>Non ci sono posti sicuri, città sicure, lavori sicuri. <strong>Morire di lavoro</strong> è più da terzo mondo della tubercolosi, è anacronistico, è surreale, è paradossale, è assurdo. Ma drammaticamente d&#8217;attualità.</p>
<p>Con il solito <strong>teatrino mediatico</strong>, anche stasera collegamento al tiggì, esterna, ricostruzione sommaria, intervista al Capitano dei Carabinieri, un drappello di gente molto incazzata a far da sfondo&#8230; e le lacrime di un povero disgraziato che dentro alla cisterna c&#8217;ha lasciato un figlio, un padre, un marito, un amico.</p>
<blockquote><p>Si è trattato di una disgrazia&#8230;</p></blockquote>
<p>Solo nello scorso anno, <strong>1049</strong> persone sono morte nello svolgimento del loro lavoro. Milleequarantanove, significa che <strong>ogni giorno </strong>3 lavoratori se ne sono andati al Creatore, o dove vi piace pensare che siano andati. Significa che <strong>3 famiglie</strong> hanno pianto un caro, che sono casini quando muore uno che portava a casa mille euro, che pochi che erano ci comperavi il pane, ci vestivi il figlio, e la pizzetta per la merenda a scuola.</p>
<p>C&#8217;è gente di <strong>vent&#8217;anni</strong> e meno, su <a href="http://www.cadutisullavoro.it/index.htm" title="Caduti sul lavoro" target="_blank">questa lista</a>, ragazzi che, per timore di perdere il tanto sospirato posto di lavoro, non si sognavano minimamente di lamentarsi, perchè messi a fare un lavoro pericoloso senza adeguata preparazione, senza tutele di alcun tipo. <strong>Carne</strong>. Da macello.</p>
<p>Ci sono <strong>donne e uomini</strong>. Storie di vite spezzate da un tornio, da un trattore, dall&#8217;olio bollente e dallo zolfo, dagli estintori vuoti, dalla necessità di fare cassa dei padroni, dalla politica dell&#8217;outsourcing, dai capitali che girano sempre nelle stesse tasche, dall&#8217;arroganza, dal disinteresse per la vita altrui, dalla mancanza di controlli e dalla troppa presenza di burocrazia, dal lavoro nero, dallo sfruttamento, dall&#8217;assenza di regole che impediscano il ripetersi di queste stragi.</p>
<p>Perciò, se hai un tuo <strong>Dio</strong>, pregalo che vada tutto bene, perchè solo su di lui puoi contare. E non è tanto.</p>
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		<title>Si, viaggiare</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2008 23:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
				<category><![CDATA[psicologicamente]]></category>
		<category><![CDATA[diottrie]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[portatile]]></category>
		<category><![CDATA[treno]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Diciamolo: non c&#8217;è nessun articolo, di nessuna legge dello Stato, che ti obblighi ad intrattenere una qualsivoglia conversazione colloquiale con il tuo vicino di sedile, in una qualsiasi carrozza, di un qualsiasi treno, durante un qualsiasi viaggio. E&#8217; proprio una questione di confidenza: non mi riesce di darla ad un perfetto sconosciuto/a, con il quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diciamolo: non c&#8217;è nessun articolo, di nessuna legge dello Stato, che ti <strong>obblighi</strong> ad intrattenere una qualsivoglia conversazione colloquiale con il tuo vicino di sedile, in una qualsiasi carrozza, di un qualsiasi treno, durante un qualsiasi viaggio. E&#8217; proprio una questione di confidenza: non mi riesce di darla ad un perfetto sconosciuto/a, con il quale non ho avuto nemmeno &#8211; che so &#8211; il piacere di condividere una flatulenza&#8230; eh..</p>
<p>Fatto sta che di questa qualità (il non dare confidenza, n.d.r.), una parte sostanziosa del genere umano sembra decisamente essere sprovvista. E quindi non è difficile, affrontando un viaggio in treno, vivere l&#8217;esperienza dello scassacazzi finto-simpatico-vorrei-scambiare-due-parole-con-lei: uomo, peraltro, che si ritiene nel pieno diritto di annoiarmi con le sue banalità mentre sto lavorando, mica giocando al <strong>campo minato</strong>.</p>
<blockquote><p> <strong>Vicino</strong>: Ma riesce a lavorare con il portatile in treno?</p></blockquote>
<p><strong>1</strong>. E&#8217; un portatile; se avessi acceso un Olivetti M24 col display a fosfori verdi, ti potevo anche capire, ma il portatile si chiama così perchè è Por.Ta.Ti.Le!</p>
<p><strong>2</strong>. Ah, innanzitutto &#8220;Buongiorno&#8221;, eh&#8230;</p>
<p><strong>3</strong>. Per la precisione, cerco di concentrarmi su una cosa che è già abbastanza complicato farla in un ambiente di lavoro silenzioso e statico, figuriamoci su un treno con un rasta davanti con l&#8217;iPod a palla e i saltellamenti stile Tagadà&#8230; dai&#8230;</p>
<blockquote><p><strong>Clockwise</strong>: Mah, si, non mi ha mai dato troppo fastidio&#8230;<br />
<strong>Vicino[+Insistente]</strong>: Ah, io vomiterei dopo qualche minuto!</p></blockquote>
<p><strong>1</strong>. Però, onestamente, chi te lo ha chiesto?</p>
<p><strong>2</strong>. Questa è un ottima ragione per tenere la bocca chiusa, in caso di necessità &#8211; infatti &#8211; puoi incamerare tutto e mandare giù&#8230;</p>
<p><strong>3</strong>. Se proprio non dovessi farcela, c&#8217;è sempre il rasta qua davanti, che di certo non si formalizza se gli vomiti sopra le seppie coi piselli di ieri sera&#8230;</p>
<blockquote><p><strong>Clockwise</strong>: Guardi, capita a molti, credo sia normale.<br />
<strong>Vicino[+<s>Insistente</s>|Impiccione]</strong>: E poi, con quelle scritte così piccole!</p></blockquote>
<p><strong>1</strong>. Quindi è ufficiale: ti stai facendo i cazzi miei.</p>
<p><strong>2</strong>. Sono righe di codice, non &#8220;scritte&#8221;: e questi dettagli contano, per il cliente.</p>
<p><strong>3</strong>. E&#8217; tutta una storia di diottrie, sai, quelle cose che ti dicevano da bambino di lasciar perdere con le mani&#8230; un po&#8217; calvo lo sei di tuo, e per l&#8217;occhiale siamo sulla buona strada.</p>
<p><strong>4</strong>. Ma poi, scusa, se usassi un Arial 48pt dici che i conati sarebbero di intensità minore?</p>
<blockquote><p><strong>Clockwise</strong>: Ehm&#8230;.<br />
<strong>Vicino[+<s>Insistente</s>|<s>Impiccione</s>|Disadattato]</strong>: Io quell&#8217;aggeggio lo uso solo per Word e per Internet, e mio figlio ci fa i giochini, ogni tanto.</p></blockquote>
<p><strong>1</strong>. E.sti.cazzi.</p>
<p><strong>2</strong>. E.sti.grandissimi.cazzi.</p>
<p><strong>3</strong>. Aggeggio + Word + Giochini: peggio della triade Moggi Giraudo Bettega&#8230;</p>
<p><strong>4</strong>. Ora posso riprendere a lavorare?</p>
<blockquote><p><strong>Clockwise</strong>: <em>[pensa: Application.End();]</em>&#8230;&#8230;<br />
<strong>Vicino[!LampoDiGenio!]</strong>: La lascio lavorare che sembra una cosa impegnativa!</p></blockquote>
<p>Lo è.</p>
<p><strong>Morale della favola</strong>: <u>Il silenzio vale più di mille parole</u> (specie se una di questa è <em>Vapfangala</em>).</p>
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		<title>Il treno dei desideri</title>
		<link>http://www.contrariamente.info/2007/05/09/il-treno-dei-desideri/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2007 13:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
				<category><![CDATA[contestualmente]]></category>
		<category><![CDATA[ferrovie]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[soldi]]></category>

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		<description><![CDATA[A mia memoria, le nostre Ferrovie di Stato, non hanno mai goduto di buona salute.
Oggi si scopre che nel 2006, nonostante numerosi piano di ristrutturazione, grandi teste che si sono avvicendate alla sua guida negli anni precedenti ed un numero assolutamente non esiguo di ritocchi ai prezzi dei biglietti ferroviari &#8211; ai danni, guardacaso, del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A mia memoria, le nostre Ferrovie di Stato, non hanno mai goduto di buona salute.</p>
<p>Oggi si scopre che nel 2006, nonostante numerosi piano di ristrutturazione, grandi teste che si sono avvicendate alla sua guida negli anni precedenti ed un numero assolutamente non esiguo di <span style="font-weight: bold">ritocchi</span> ai prezzi dei biglietti ferroviari &#8211; ai danni, guardacaso, del povero vecchio consumatore &#8211; le F.S. hanno chiuso con un passivo di oltre due miliardi di Euro.</p>
<p>Lo so, nel 2007 sta brutto ancora fare confronti con il nostro vecchio conio, ma <span style="font-weight: bold">quattromilamiliardi</span> di suonanti Lire, a mio avviso, dovrebbero fare un rumore terribile: una intera stanza di monetine da 100 accatastate l&#8217;una sull&#8217;altra, peserebbero più del Titanic, sfamerebbero per un anno qualche intero paese africano, consentirebbero di riasfaltare l&#8217;intera rete viaria italiana, coprendo pure qualche zona attualmente brecciosa.</p>
<p>E invece no, questa cifra così spaventosa è il buco di cassa di una azienda sull&#8217;orlo di una crisi ormai difficilmente evitabile. Una <span style="font-weight: bold">Alitalia</span> del prossimo lustro, mi viene da dire, ma senza nemmeno farla troppo tragica.</p>
<p>Del resto, ognuno è vittima della propria storia, non c&#8217;è che dire: qualcuno s&#8217;è preso la briga di fare un piccolo calcolo di quanto è costato lo scherzetto dei <span style="font-weight: bold">prepensionamenti<span style="font-weight: bold"></span></span>, e insomma tra liquidazione, pensione, spese varie ed eventuali se ne è desunto che tutto sommato sarebbe convenuto continuare a stipendiarli, sarebbe costato meno.</p>
<p>Oggi, a distanza di qualche lustro, la soluzione è decisamente diversa: il <a href="http://www.raiutile.rai.it/notizia.jsp?id=7410">piano 2007</a>  prevede che a fronte di 4.500 uscite si avranno solamente 1.000 nuovi ingressi (500 dei quali con contratti a tempo determinato). Cioè significa ammettere che <span style="font-weight: bold">3.500</span> persone in più, nelle Ferrovie di Stato, stavano a grattarsi gli amenicoli: gente inutile al sistema, funzionale solo al sostenimento di una ingentissima spesa per stipendi, pensioni, buoni pasto e benefit.</p>
<p>Una azienda, appunto, in piena salute, che invece di produrre richezza, stabilità e posti di lavoro, mangia soldi, procura migliaia di posti di lavoro in meno e grava come un pesante fardello sulle spalle dei famosi, soliti, vecchi e stanchi contribuenti.</p>
<p>Obliterate gente, obliterate.</p>
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		<title>Dei tombini e delle pene</title>
		<link>http://www.contrariamente.info/2006/09/19/dei-tombini-e-delle-pene/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Sep 2006 20:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
				<category><![CDATA[contestualmente]]></category>
		<category><![CDATA[contribuente]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[ Da domattina, altre settanta persone graveranno sulle mie spalle di contribuente onesto.
Cinquanta di questi contribuiranno, se non altro, a rendere più affidabile &#8211; se non esatto &#8211; il conteggio dei tombini sparsi per Palermo. In qualche caso effettueranno rilievi fotografici di elevato interesse artistico e culturale, contribuendo all&#8217;innalzamento della soglia di soddisfazione dei turisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3343/2390/1600/images.8.jpg"><img src="http://photos1.blogger.com/blogger/3343/2390/400/images.7.jpg" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right" border="0" /></a> Da domattina, altre <a href="http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/cronaca/palermo-tombini/palermo-tombini/palermo-tombini.html">settanta persone</a> graveranno sulle mie spalle di <span style="font-weight: bold">contribuente</span> onesto.</p>
<p>Cinquanta di questi <span style="font-weight: bold">contribuiranno</span>, se non altro, a rendere più affidabile &#8211; se non esatto &#8211; il conteggio dei tombini sparsi per Palermo. In qualche caso effettueranno rilievi fotografici di elevato interesse artistico e culturale, <span style="font-weight: bold">contribuendo </span>all&#8217;innalzamento della soglia di soddisfazione dei turisti che con grande interesse girano il capoluogo isolano alla ricerca dei pregiatissimi &#8220;chiusini&#8221; siculi.</p>
<p>Gli altri venti, fortunatamente, <span style="font-weight: bold">contribuiranno</span> a far si che i precedenti cinquanta svolgano sempre con dedizione il difficile compito cui sono assegnati, vigilando con solerzia sull&#8217;operato dei tombinocontatoriumani.</p>
<p>Bene, benissimo, quest&#8217;Italia viaggia a gran velocità verso destinazioni mai raggiunte nell&#8217;universo dei paradossi e delle bestialità. A ritmo di posti statali (altresì denominabili &#8220;<span style="font-weight: bold">fancazzifici</span>&#8220;) e privilegi per politici, parenti di politici, amici di politici, amici di parenti di politici, parenti di amici di politici, la lista prosegue.</p>
<p>Qualcuno dovrebbe proporlo all&#8217;attuale <span style="font-weight: bold">Governo</span>: ci sono un sacco di onesti <span style="font-weight: bold">contribuenti</span> che si sentono presi per i fondelli&#8230; assumiamo qualche <span style="font-weight: bold">extracomunitario</span> per farne una bella conta!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La beffa metalmeccanica</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Mar 2006 10:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clockwise</dc:creator>
				<category><![CDATA[contestualmente]]></category>
		<category><![CDATA[contratto]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[metalmeccanici]]></category>
		<category><![CDATA[superminimo]]></category>

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A gennaio, gran parte degli italiani che lavorano nel settore metalmeccanico, hanno gioito per il rinnovo, sudato come non mai, del contratto nazionale di lavoro.
Non stiamo parlando di cifre da capogiro: per un contratto scaduto da più di un anno, e l&#8217;inflazione reale (non quella di Berlusconi) che nel frattempo è schizzata alle stelle, 320€ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3343/2390/1600/superminimo.2.jpg"><img src="http://photos1.blogger.com/blogger/3343/2390/400/superminimo.0.jpg" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer" border="0" /></a><br />
A gennaio, gran parte degli italiani che lavorano nel settore <span style="font-weight: bold">metalmeccanico</span>, hanno gioito per il rinnovo, sudato come non mai, del contratto nazionale di lavoro.</p>
<p>Non stiamo parlando di cifre da capogiro: per un contratto scaduto da più di un anno, e l&#8217;inflazione <span style="font-weight: bold">reale</span> (non quella di Berlusconi) che nel frattempo è schizzata alle stelle, <span style="font-weight: bold">320€</span> di premio per chi lavora 40 ore settimanali (quando va bene) senza troppi benefit aggiuntivi&#8230; non commento ulteriormente.</p>
<p>Non solo. L&#8217;erogazione non è in un&#8217;unica soluzione, ma, visto che abbiamo tempo e finora non ne abbiamo perso, questa manna viene dilazionata in due comode <span style="font-weight: bold">rate</span>.</p>
<p>Poi, però, c&#8217;è l&#8217;aumento del <span style="font-weight: bold">minimo salariale</span>, quello si che ha il suo impatto.</p>
<p>Io, quando è scaduto il contratto metalmeccanico più di un anno fa, ho fatto il conto di quanto spendevo fra <span style="font-weight: bold">tasse e balzelli vari,</span> la spesa per <span style="font-weight: bold">mangiare</span>, la <span style="font-weight: bold">corrente elettrica</span> per vederci di notte e leggere un libro, il <span style="font-weight: bold">telefono </span>per dialogare con il resto del genere umano, il <span style="font-weight: bold">gas </span>per riscaldarmi e cucinare, l&#8217;<span style="font-weight: bold">automobile </span>per spostarmi&#8230; oggi con i <span style="font-weight: bold">100€ </span>lordi di aumento al mese ci copro a malapena il 60/70% degli aumenti di costo reali ottenuti nell&#8217;ultimo anno. In più, per non fare due pesi e due misure, dilazioniamo anche questo aumento, stavolta in <span style="font-weight: bold">tre</span> comodissime rate.</p>
<p>Al di là dell&#8217;incidenza della cifra, credo che sarei già contento (e come me <span style="font-weight: bold">tanti metalmeccanici</span>) se questi soldi <span style="font-weight: bold">li avessi visti</span>!!!!</p>
<p>Non credo che siano una ristretta nicchia di poveri cristi: parlo di quelli che si sono visti assorbire l&#8217;aumento dal <span style="font-weight: bold">superminimo</span>! La cifra, in effetti, è esigua, e con una media nazionale attestata sui 100/120€ di <span style="font-weight: bold">anticipo aumenti futuri</span> (appunto, volgarmente detto superminimo), molte aziende italiane hanno usato questo aberrante meccanismo per eludere l&#8217;aumento del minimo (statuito con il rinnovo del CCNL) e lasciare perciò invariato il salario mensile del lavoratore.</p>
<p>Cari sindacati, stavolta potevate stare un pochino più attenti. Di questo passo, anche i prossimi due rinnovi finiranno inevitabilmente nel buco nero del <span style="font-weight: bold">superminimo</span>.</p>
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