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I sei piaceri

| 16 aprile 2008 | 20 commenti » | psicologicamente, tecnicamente

Meme: ma chi l’ha inventato? Karl Popper sosteneva che era possibile resistervi, ma probabilmente si riferiva ad altri concetti.

Il ContePaz83, invece, ha deciso che era d’uopo solleticare l’attenzione del sottoscritto, introducendomi all’ultima (in ordine di tempo) divagazione tecnologico-sentimentale sulla natura e i comportamenti dei blogger compulsivi.

E’ inutile premettere che non sono appassionato ai meme, e peraltro – in questa sede – risulterebbe anacronistico: e che fai, li odi e poi li segui? sarebbe l’osservazione più immediata. La verità è che a un amico non si può dire di no, a meno che quest’ultimo non avalli richieste a sfondo sessuale: e no, nemmeno quelle di carattere economico/amministrativo. Insomma, se ti accontenti del meme, bene, altrimenti ciccia.

Questa è la volta delle sei cose che mi piace fare, in generale, nella mia vita. Ci ho dovuto riflettere un bel po’, perchè non possono essere solo sei, ovviamente. E tra tutte, selezionarne sei diventa difficile: e poi perchè sei e non otto, perchè sopra e non sotto, perchè detto e non fatto? Non lo so, perciò questo è quello che sono riuscito a tirar fuori:

  1. Scrivere: è la mia passione, altrimenti – suppongo – non lo farei qui; ma ho la tendenza a farlo ovunque, con qualsiasi mezzo e in qualsiasi maniera; persino con il sangue sul muro, se fosse necessario, ma prima ci sono in ogni caso le penne, i lapis ed altri strumenti opportunamente studiati per la funzione, direi.
  2. Inculturarmi: che a prima vista potrebbe apparire una pratica onanistica di dubbio gusto, ma non è così; non si nasce imparati e nella vita bisogna esser sempre pronti a fare tesoro di nuove cose che si apprendono, si disconoscevano in precedenza, o addirittura se ne aveva una conoscenza errata; ecco, quando mi capita poi quest’ultima cosa, ho proprio un godimento estremo, come di orgasmo culturale, finànco ai tremori, pensa…
  3. Parlare: lo puoi scrivere, lo puoi leggere e studiare, ma finchè non ne parli non ne hai la piena consapevolezza; di questo ho fatto tesoro in tante discussioni avute con tante persone: nulla può sostituire la parola agli strumenti di comunicazione, e nulla ha più potere della parola nell’esternazione delle proprie idee e delle proprie posizioni, nulla.
  4. Elisabetta Canalis: non poteva mancare; le ho dedicato un post, e condivido il piacere – mi sembra – con un po’ di altra gente, nel mondo; il problema è che è bella, che se fosse – che so – la figlia di Fantozzi, probabilmente non avrebbe lo stesso effetto. Mi vergogno.
  5. I Live di Yahoo: c’è certa gente, che non immaginate: personaggi dai più discutibili orientamenti politici ed intellettuali, articoli dalle più inquietanti tendenze sessuali, uomini, donne, maschi, femmine, adulti, anziani, giovinastri, bianchi, rossi, neri, verdi, Bossi, Tremonti e Maroni: in pratica il Governo, per dirla tutta. E io mi ci diverto, come un bambino.
  6. Sentire musica: più o meno di tutti i generi; non comprendo esattamente gli Einstürzende Neubauten, ma mi adeguo; ho difficoltà ad ascoltare certi autori italiani, ma soprassiedo senza tristezze; è anche possibile che in un solo giorno mi muova dai Massive Attack ad Enya, passando per Francesco De Gregori e non disdegnando qualcosa di Prezioso. Ma giusto qualcosa.

Chiaramente anche a me sembra strano di non aver citato il sesso, il cibo, i blog, le corse di Formula 1, il calcetto, gli amici, le bacche e le radici (per molti ma non per tutti) ma come detto non c’è possibilità alcuna di estrarre sei cose dal mondo dei piaceri e scriverle qui, a rappresentanza di tutte.

Non distribuirò il meme a nessuno. No. Ma se qualcuno lo vuole raccattare, può farlo senza problemi: non mi offendo mica!

Clockwise, per immagini

| 6 aprile 2008 | 2 commenti » | tecnicamente

Premetto che non son tipo da meme. Ma quelli che rischiano di essere divertenti, meritano di esser presi.
Perciò faccio mio questo di Catepol, che però l’ho preso da Teiluj, e da vari altri…

Regole: rispondi alle 16 domande senza usare le parole, ma usando la prima immagine che Google Images ti propone digitando la risposta.

1. La mia età al prossimo compleanno (e però, diamine, è semplice!)
34

 

2. Un posto che vorrei visitare
Egitto

 

3. Il mio posto preferito
La mia casa

 

4. Il mio oggetto preferito
Penna

 

5. Il mio cibo preferito
Spaghetti alla carbonara

 

6. Il mio animale preferito
Elefante

 

7. Il mio colore preferito
Giallo

 

8. Il posto in cui sono nato
Perugia

 

9. Il posto in cui vivo
San Mariano di Corciano

 

10. Il nome di un animale domestico che ho avuto (che incidentalmente era pure un cane, ma non bianco!)
Teo

 

11. Il mio nickname sul blog (ammetto di aver barato, ma era troppo bella… ed era solo la terza…)
Clockwise

 

12. Il mio vero nome (colgo l’occasione per pubblicizzare Alessio Copino, mio omonimo in-real-life che sicuramente ha più stoffa del sottoscritto, come giustamente mi fa notare il suo produttore – che scrive nei commenti – a seguito di un equivoco, chiaramente non voluto, proprio sull’omonimia!)
Alessio

 

13. Il nome della mia nonna materna (le prime due erano V.M.18, n.d.r.)
Silvana

 

14. Il nome della mia nonna paterna
Annunziata

 

15. Una mia brutta abitudine (ho capito, ma non mi sembra da terapia…)
Perfezionismo

 

16. La mia vacanza preferita
Crociera

 

Chi vuole, può riprenderlo…!

Sette erano i Re di Roma

| 6 marzo 2008 | 25 commenti » | psicologicamente, tecnicamente

Girellare, no… qua e la, di blog in blog.

Poi ci sono quelli che leggi sempre, e che ultimamente che ti sei messo anche a lasciare commenti (impavido!), sanno che esisti. Piano piano. Che 25 lettori sul bruciatore del feed, ’sto blog, manco quando era puntoblogspotpuntocom, ce li ha mai avuti. Comunque vi saluto, tutti, con affetto e immutata stima (anche se mi leggete, si!).

E poi non si può nemmeno sempre scrivere di cose serie. E quando mai? Che mica vorremmo far credere la fuori che siamo novelli IndriMontanelli del nuovo media?

Perciò, dicevo, girellando, mi trovo scritto a chiare lettere che gira questa SAC (St.Anthony’s Chain), che poi invece è un meme, nella quale ognuno scrive sette (dico sette) cose che difficilmente direbbe di se, se non sotto tortura. O nel suo micromondo a.k.a. personal weblog.

Come rinunciare a metterVi al corrente circa i miei sette inconfessabili segreti? Infatti non rinuncio, e qui, alla chetichella, Ve li snocciolo.

  1. Son babbo, di quei babbi così orgogliosi del figlio che “bello-come-te-nemmeno-quello-della-pubblicità-dei-pampers”; ma non è una questione di scarrafone e babbo suo, c’ho proprio un figlio bello (a dispetto delle ridotte doti estetiche del padre, meno male la madre!), almeno finora che è piccolino e incontaminato, diciamo. Tanto che lo chiam(iam)o Felippo Tomasso, ma su questo nick bisognerà che ne riparliamo più avanti che qui è troppo lunga.
  2. Sono un nerd, anche in questo caso senza mezze misure: compromessi se ne fanno, ma nella vita o la tecnologia ti entra in testa, o inevitabilmente ti entra in culo; tutte le localizzazioni intermedie son soluzioni spurie, e di colleghi con soluzioni spurie ne ho avuti e ne ho, e li riconosco, per Dio se li riconosco; ora penso che a me, la tecnologia, sia entrata, e violentemente!
  3. Sono dannatamente ostinato. Si, vabbè, abbiamo capito, ma ci devi dire i segreti!
  4. Amo le donne (da sposato, ben inteso), che non è un anacronismo: le donne son belle, certo non tutte, ma una volta delineato il confine tra l’orrido e l’umano, escluso l’orrido tutto quel che resta è bello; e poi nel bello c’è il bello e il superiore, e diciamo che nel superiore c’è il superiore e il divino. Piussù c’è la moglie (sfangata, vah…)! Che così sembra che ’so uno alla basta-che-respira: in verità dovrebbe anche saper parlare, ma se proprio ci sono dei limiti oggettivi, siam disposti a passarci sopra!
  5. Ho bucato il monitor al collega. Recentemente. Che ancora sta un po’ sulle sue, dopo l’avvenimento; ad onor del vero, quasi mi sento di poter dire – in piena coscienza – di non aver aggravato con il dolo il misfatto; è capitato, in un modo assolutamente fortuito e involontario (vabbè, ‘mo non ti approfitare, però!), tuttavia lui c’ha ancora il monitor bucato, e la cosa mi fa star male, a volte non ci dormo. Potrai mai perdonarmi, Vince’?
  6. Scrivo cazzate nel mio blog e, quello che è il peggio, anche in altri. Oddio, in teoria non sono sempre cazzate, ma in pratica cerco di dissacrare sempre l’oggetto del contendere, e vedere sfaccettature ottimistiche su cose dove – oggettivamente – c’è solo il pessimo, il che sovente fa scadere il discorso nel grottesco. Qualche volta, lo ammetto, a sproposito.
  7. Non sono propriamente di centro, che anche questo non è un segreto, ma detta così lascia quell’alone di incertezza… che basta cliccare sulle categorie per farlo svanire.

Mah… mah… io avrei dell’altro. Come facciamo?

Niente, Clock, lascia perdere. Rischi di fare esercizio di stile.

Per stasera, accontentati così. Saluta tutti e ringrazia i 25 disperati.